Tastiera, Pianoforte elettrico o Pianoforte digitale?

Tastiera, Pianoforte elettrico o Pianoforte digitale?

Per suonare a casa, il pianoforte digitale è ottimo: occupa poco spazio, è possibile suonare in cuffia e costa relativamente poco. A volte, però, la presenza di così tanti modelli sul mercato può creare confusione. Quali sono le differenze tra i vari modelli? Cosa contraddistingue un pianoforte digitale da un pianoforte elettrico? Quando, invece, è la tastiera ad essere la scelta migliore?


Pianoforti da appartamento

I pianoforti digitali sono disponibili in svariati design adatti a situazioni e spazi diversi. Pensando al pianoforte a parete viene logico associarlo al pianoforte digitale: le somiglianze (la lunghezza, la dimensione dei tasti etc) con i pianoforti acustici sono innegabili. Spesso hanno una struttura in legno e vengono scelti ogni qualvolta non ci sia la possibilità di avere un pianoforte acustico (a coda!) in casa. Per via del peso notevole (si arriva anche ai 100 kg) e le dimensioni generose spesso questi strumenti vengono visti (se non utilizzati prevalentemente) come elementi d’arredo e difficilmente sono soggetti a spostamenti frequenti. I colori più diffusi sono il nero laccato, il legno (palissandro) a vista e il bianco (lucido). I brand più noti sono Kawai, Roland e Yamaha – anche Hemingway non è di certo trascurabile e propone dei prodotti dal prezzo accessibile.

Pianoforti di fascia bassa (entro i 1000)

In ordine: Hemingway DP-501 MKIIThomann DP-51 B e Yamaha YDP-163 B Arius.

 

I pianoforti in questione concentrano la qualità sonora sulla riproduzione del suono di pianoforte. Molti modelli offrono suoni aggiuntivi e simulazioni di pianoforti elettrici, clavicembali, organi e quartetti d’archi che, il più delle volte, non sono qualitativamente allineati al suono principale per cui sono stati pensati. Tutti i pianoforti disponibili sul mercato attualmente hanno tasti pesati con meccanica a percussione per un’esperienza in tutto e per tutto paragonabile a quella di un pianoforte a coda. A seconda della fascia di prezzo è possibile trovare meccaniche a percussione molto simili ai martelletti.

Pianoforti di fascia media (dai 1000€ ai 2000€)

In ordine:   Yamaha CLP-645 BKawai CN-37 W Kawai CN-27 SB.

 

I pianoforti a parete sono disponibili in varie fasce di prezzo. I modelli più semplici e spartani partono da circa 500€, la fascia media va dai 1500€ ai 2500€ mentre i modelli di punta vanno dai 2500€ ai 4000€. Esiste una categoria “premium” di pianoforti costruiti artigianalmente che normalmente parte da 4500€ e arriva a… parecchi soldi 🙂 Le differenze principali sono la qualità della tastiera e dei tasti, il sistema di altoparlanti e i suoni del pianoforte disponibili: ovviamente i pianoforti di fascia alta suonano molto diversamente da quelli di prima fascia.

 

Pianoforti di fascia alta (dai 2000€ in su)

 

In ordine: Kawai CA-98 R, das Kawai CA-78 SBYamaha CLP-675 B.

 


Pianoforti digitali compatti

I pianoforti digitali compatti sono utili per chi dispone di poco spazio in casa (monolocali e simili) e dispongono di una caratteristica che i pianoforti a parete non hanno: la trasportabilità. Il confine tra pianoforti digitali compatti e pianoforti elettrici si assottiglia in questo segmento, portando a non poca confusione.

Nei pianoforti digitali compatti tutti i componenti (tastiera, elettronica e altoparlanti) sono contenuti in un unico blocco sottile facilmente trasportabile, rappresentando di fatto la soluzione ideale per chi vuole suonare a casa e portare con sè lo stesso strumento anche a prove o sul palco. Con qualche rara eccezione, tutti i modelli sono dotati di meccanismo a percussione e vengono spesso corredati con stand in legno abbinati al colore del pianoforte stesso.

I pianoforti compatti sono presenti in grande quantità nelle fasce di prezzo economiche e prodotti da svariati brands tra cui Casio, Roland e Yamaha.

Tra le centinaia di proposte nella categoria pianoforti compatti, non possiamo che raccomandare il Thomann DP-26, Casio PX-160 BK PriviaRoland FP-30 Bk e lo Yamaha P-115 B.

 


 Pianoforti elettrici

Qual è, quindi, la differenza fra un pianoforte digitale compatto e un pianoforte elettrico? Bella domanda! La transizione dall’uno all’altro è talmente fluida da non rappresentare un ostacolo e permettere di utilizzare l’una o l’altra tipologia a seconda dei propri gusti per una performance di livello. I pianoforti elettrici (tradizionali) sono molto simili nel design con tanto di tastiera pesata con meccanismo a percussione, differendo dai cugini digitali solo negli aspetti che più si addicono ai tastieristi live: l’assenza (per inutilizzo) di un altoparlante integrato in quanto il pianoforte viene sempre collegato all’impianto e una gamma di suoni ed effetti di alta qualità parecchio maggiore, per permettere ai musicisti di poter emulare svariati suoni senza troppi problemi. Alcuni strumenti (vedi le fortunate serie Nord Electro e Nord Stage) aggiungono anche una simulazione di organo Hammond con effetti integrati. Molti pianoforti elettrici sono dotati di funzioni simili alle Master Keyboards ed interfacciarsi con altri strumenti MIDI.

I pianoforti elettrici sono disponibili in una varietà enorme di colori, finiture e ottave; per iniziare, vi raccomandiamo gli ottimi Korg SV1 88,  Kawai MP-11 SE e i Clavia Nord Piano 3 Stage.


Tastiere

Le tastiere differiscono dai pianoforti digitali e da quelli elettrici sotto molti aspetti, prediligendo una varietà di suoni più che la qualità degli stessi, presenti in quantità massicce anche sulle tastiere entry level. La maggior parte delle tastiere non ha tasti pesati, bensì ottimizzati per poter suonare pezzi di organo (dove i tasti sono leggerissimi) e di pianoforte (dove i tasti sono pesanti), collocandosi a metà tra i due spettri. La non pesatura dei tasti, quindi, non è da considerarsi sinonimo di bassa qualità, bensì una peculiarità del concept delle tastiere, volte a poter riprodurre molti suoni scendendo ai giusti compromessi e offrendo una versatilità senza pari.

Un’altra peculiarità delle tastiere è la presenza di un comparto elettronico avanzato al punto da contenere tracce d’accompagnamento, loop di percussioni e, talvolta, canzoni intere sulle quali suonare. Con le tastiere più prestigiose è possibile inoltre acquistare loop e suoni di altissima qualità presso i costruttori delle tastiere stesse o da fornitori di terze parti. Infine, le tastiere hanno la possibilità di poter riprodurre e scrivere file MIDI e di poter utilizzare un microfono (con ingresso dedicato) per esibizioni da one-man band davvero complete.

Tastiere divise per fascia di prezzo

Prima fascia

Per i principianti raccomandiamo la Startone MK-300Yamaha PSR-E453Casio CTK-4400 e la Casio CTK-6200.

 

Fascia media

Nella fascia media consigliamo le ottime Roland E-A7, Yamaha PSR-S770 e la Korg PA-600.

Fascia alta

Nella fascia alta delle tastiere troviamo due prodotti noti ai professionisti del settore: Korg pro PA-4X76 InternationalGenos di Yamaha.

 


Che tipo di tastiera/pianoforte utilizzi a casa e perché? 🙂
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La passione di Simon non nasce dal nulla: da quando era in fasce, i suoi genitori l’hanno introdotto allo splendido mondo dei Queen, Led Zeppelin.. e anche gli ABBA!

6 commenti

    Finalmente spiegazioni chiare ed essenziali. Grazie

    Ottimo l’articolo, capisco il vostro punto di vista, ma dire che un pianoforte acustico è visto più come un elemento di arredo… non ci siamo. Un pianoforte vero è tutt’altra cosa e ben lungi da essere equivalente ad un pianoforte elettrico o digitale, almeno allo stato attuale della tecnologia.

    Un elemento d’arredo assolutamente no
    Che si possa riprodurne il suono perfettamente con modelling e vst, sì

    Mettiamola cosi: a disposizione 5000 euro, chi da la maggiore qualità audio per una eventuale registrazione?

    É una domanda troppo aperta, le variabili in gioco (anche lato software/daw) sono innumerevoli!

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