Scegliere la prima chitarra elettrica è uno di quei momenti che restano impressi. Non stai comprando soltanto un oggetto: stai scegliendo lo strumento con cui passerai le prime ore tra accordi che non suonano ancora bene, riff imparati a memoria, calli sulle dita e quella sensazione stranissima di riuscire, poco alla volta, a tirare fuori musica dalle mani.
Il problema è che, appena inizi a guardarti intorno, la scelta diventa difficile. Stratocaster, Telecaster, Les Paul, SG, superstrat, chitarre con due humbucker, tre single coil, ponte fisso, ponte tremolo, scala lunga, scala corta, starter pack, usato, nuovo, amplificatore incluso. Il rischio è concentrarsi sul dettaglio sbagliato e dimenticare la domanda più importante: questa chitarra mi farà venire voglia di suonare ogni giorno?
La buona notizia è che oggi anche gli strumenti entry level possono essere molto più credibili rispetto al passato. Non serve spendere una fortuna per iniziare, ma serve capire cosa si sta comprando.
Parti dalla musica che vuoi suonare
La prima domanda non dovrebbe essere “qual è la marca migliore?”, ma “che musica voglio provare a suonare?”. Non significa che un principiante debba già avere un’identità musicale definita. Anzi, i gusti cambieranno. Però sapere se sogni riff rock, metal moderno, blues, indie, pop o funk aiuta a restringere subito il campo.
Attenzione, però: non esiste una chitarra “vietata” per un genere. Una Telecaster può suonare rock. Una Les Paul può fare pop. Una Stratocaster può reggere distorsioni importanti se è configurata bene. Le categorie servono a orientarsi, non a chiudere porte.
La comodità vale più del logo sulla paletta
Il suono conta, certo. Ma nei primi mesi la comodità conta ancora di più. Una chitarra scomoda ti fa suonare meno, ti affatica prima e rende più difficile superare la fase iniziale, quella in cui le dita fanno male e gli accordi sembrano impossibili.
Quando provi una chitarra, siediti e tienila in braccio per qualche minuto. Poi, se puoi, provala anche in piedi con una tracolla. Il corpo deve appoggiarsi bene, il braccio destro deve cadere in modo naturale e la mano sinistra deve raggiungere le prime posizioni senza tensioni strane. Le forme tipo Stratocaster sono spesso molto comode perché hanno smussature sul body, sia per l’avambraccio sia per il busto. Le single-cut in stile Les Paul, invece, possono sembrare più pregiate, ma in alcuni casi pesano di più.
Anche il manico è fondamentale. Un manico troppo grosso può mettere in difficoltà chi ha mani piccole; uno troppo sottile può risultare meno comodo per chi preferisce avere più appoggio. Non c’è una regola assoluta: c’è quello che funziona nelle tue mani. Per questo, se possibile, provare due o tre strumenti diversi vale più di leggere cento schede tecniche.
Scala, dimensioni e mani piccole: quando scegliere una short scale
La scala è la distanza vibrante della corda, cioè lo spazio tra capotasto e ponte. Incide sulla tensione delle corde e sulla distanza tra i tasti. Molte Stratocaster e Telecaster moderne usano una scala da 25,5 pollici, mentre strumenti più compatti o pensati per giovani chitarristi possono avere scale più corte.
Per bambini, ragazzi molto giovani o persone con corporatura minuta, una chitarra più piccola può rendere l’inizio meno faticoso.
Detto questo, non bisogna scegliere una short scale perché si pensa sia più semplice imparare. Ha senso optare per questo tipo di strumenti solo se ci sono delle esigenze reali o si sta parlando di bambini.
Pickup: single coil, humbucker, P90 e attivi spiegati semplice
I pickup sono una delle parti che influenzano di più il carattere della chitarra. Non sono l’unico elemento del suono, ma per un principiante sono probabilmente il più immediato da capire.
- I single coil hanno un suono brillante, definito e reattivo. Sono perfetti per clean cristallini, funk, pop, blues e indie. Possono però essere più rumorosi e, con tanta distorsione, risultare più sottili o fruscianti.
- Gli humbucker nascono proprio per ridurre il rumore tipico dei single coil e offrono spesso più uscita, più corpo e un suono più caldo. Per questo sono molto amati nel rock, nell’hard rock e nel metal.
- I P90 stanno in una zona intermedia: tecnicamente sono single coil, ma hanno più spinta, più medi e un carattere più spigoloso.
- I pickup attivi, infine, richiedono alimentazione tramite batteria e sono spesso associati a suoni moderni e ad alto output.
Per la prima chitarra elettrica, la domanda pratica è: voglio versatilità o un carattere molto preciso? Se vuoi coprire tanti territori, HSS o due humbucker con coil split possono essere soluzioni molto comode. Se invece ami un suono specifico, ha senso scegliere una chitarra più caratterizzata.
Ponte fisso o tremolo? Per iniziare, la semplicità aiuta
Il ponte è la parte in cui le corde arrivano sul corpo della chitarra. Nei modelli per principianti incontrerai spesso due grandi famiglie: ponte fisso e ponte tremolo.
- Il ponte fisso è generalmente la scelta più semplice. Meno parti mobili, meno regolazioni, meno variabili quando cambi corde o accordi lo strumento.
- Il ponte tremolo, tipico di molte Strat-style, permette di usare la leva per effetti di vibrato. È divertente, iconico e musicalmente interessante. Su strumenti molto economici, però, può richiedere più attenzione: se non è regolato bene, l’accordatura può risentirne. Questo non significa evitarlo sempre, ma capirne pregi e difetti.
Action, tasti e setup: la chitarra deve aiutarti, non ostacolarti
Una chitarra può avere un bel colore, pickup interessanti e un prezzo perfetto, ma se è regolata male diventa un incubo. L’action, cioè l’altezza delle corde rispetto alla tastiera, incide direttamente sulla suonabilità. Se è troppo alta, premere le corde richiede più forza. Se è troppo bassa, possono comparire ronzii e note che non suonano pulite.
Quando valuti una chitarra, controlla tre cose semplici.
- Le corde devono essere abbastanza basse da non stancarti subito, ma non così basse da friggere ovunque.
- I tasti non devono graffiare ai bordi del manico.
- Ogni nota deve suonare in modo ragionevolmente pulito lungo tutta la tastiera. Non serve essere liutai per percepire se qualcosa dà fastidio.
Molti strumenti entry level migliorano tantissimo con un setup iniziale: regolazione del truss rod, altezza corde, intonazione, altezza pickup e controllo generale. È una piccola spesa che spesso cambia completamente la percezione dello strumento. Se non sai farlo da solo, meglio affidarti a un tecnico, a un insegnante esperto o al servizio del negozio.
Quanto spendere per la prima chitarra elettrica?
La prima chitarra elettrica non deve essere costosa, ma non dovrebbe nemmeno essere scelta al ribasso a tutti i costi. La fascia intorno ai 150-400 euro è spesso un terreno molto sensato per iniziare: abbastanza accessibile, ma già capace di offrire strumenti veri, regolabili e utilizzabili anche oltre i primissimi mesi.
Il budget, però, non deve finire tutto nella chitarra. Per suonare davvero ti servono almeno un amplificatore o una soluzione per cuffie, un cavo, una tracolla, plettri, accordatore e custodia. A questi si possono aggiungere stand, corde di ricambio e magari un piccolo setup iniziale. Per questo gli starter pack hanno senso: non sempre includono il miglior componente possibile, ma ti permettono di iniziare subito con tutto il necessario e senza dimenticare pezzi fondamentali.
Nuovo, online o usato: cosa conviene davvero?
Comprare nuovo ha un vantaggio evidente: maggiore prevedibilità. Sai cosa stai acquistando, hai garanzia, puoi confrontare schede tecniche e, nel caso di Thomann, puoi contare anche su servizi come garanzia di 3 anni, reso entro 30 giorni e consulenza degli esperti. Questo è particolarmente utile se non hai ancora esperienza e vuoi provare lo strumento con calma a casa.
L’usato può essere un affare, ma richiede attenzione. Una chitarra usata può nascondere tasti consumati, problemi elettronici, manico non perfettamente stabile, meccaniche deboli, ponte mal regolato o modifiche fatte male. Se sei principiante, farti accompagnare da un insegnante o da un chitarrista esperto è quasi obbligatorio.
I modelli più comuni: come orientarsi senza perdersi
La Stratocaster è probabilmente la forma più riconoscibile e versatile. È ergonomica, spesso leggera, con tante combinazioni di pickup e un suono che può andare dal clean brillante al rock. Nelle versioni HSS diventa ancora più adatta ai principianti perché aggiunge un humbucker al ponte.
La Telecaster è più essenziale: due pickup, controlli semplici, tanta personalità. Ha un attacco deciso e un timbro diretto, perfetto per country, indie, rock, pop e blues. È una chitarra meno “morbida” nell’immaginario, ma proprio per questo molto educativa: ti obbliga a lavorare su tocco e dinamica.
La Les Paul e le single-cut simili puntano su corpo, sustain e spinta. Di solito hanno due humbucker e un suono più pieno, ideale per rock, blues, hard rock e generi dove serve una distorsione densa. Possono però essere più pesanti, quindi vale la pena provarle con attenzione.
La SG è una via più leggera e aggressiva: corpo sottile, accesso comodo agli ultimi tasti, doppio humbucker e un carattere rock molto riconoscibile.
Le superstrat, invece, sono spesso pensate per rock moderno e metal: manici veloci, humbucker potenti, 24 tasti, talvolta forme più appuntite.
Infine, semiacustiche e hollow-body sono strumenti affascinanti, caldi e risonanti, ma per una primissima chitarra possono essere un po’ più specifici.
La regola finale: scegli con mani, orecchie e cuore
Dopo tutte le specifiche tecniche, resta una verità semplice: la prima chitarra elettrica deve farti venire voglia di suonare. Se due strumenti sono entrambi validi, scegli quello che ti ispira di più. Il colore, la forma e l’associazione con i tuoi chitarristi preferiti non sono dettagli superficiali. Nei primi mesi, l’entusiasmo è carburante.
Allo stesso tempo, non farti ingannare solo dall’estetica. Una chitarra bellissima ma scomoda resterà sul supporto. Una chitarra meno appariscente ma comoda, stabile e ben regolata finirà più spesso tra le tue mani. Il punto d’incontro ideale è lì: uno strumento che ti piace guardare, che ti piace tenere addosso e che non ti ostacola mentre impari.
La prima chitarra elettrica è l’inizio, non il traguardo
Scegliere la prima chitarra elettrica non significa trovare lo strumento definitivo. Significa trovare quello giusto per cominciare bene.
Il consiglio più importante è non acquistare solo con gli occhi e non lasciarsi bloccare dalle specifiche. Parti dai tuoi gusti musicali, prova quando puoi, informati, controlla action e comfort, valuta il setup e chiedi consiglio se hai dubbi. Su Thomann puoi confrontare modelli con il GuitarLab, leggere specifiche, scegliere starter pack completi o strumenti singoli e, se hai bisogno di supporto, contattare gli specialisti prima dell’acquisto.
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