Come si fa a fare un soundcheck perfetto?! Ecco i nostri 10 consigli per un soundcheck perfetto – Dai, cominciamo!
1. Prepararsi a casa
Il segreto di un buon soundcheck è avere tutto pronto da casa. E con tutto pronto si intende: attrezzatura controllata, ordinata e pronta da montare in tempo record!
Ecco una checklist (non esaustiva) di cosa dovrebbe essere pronto PRIMA di partire:
- Pile dei pedali cambiate (con sempre una 9V di scorta!)
- Un paio di bacchette in più
- Plettro sempre nella custodia
- Cavi controllati (eliminiamo quelli che fanno rumore, lo stesso vale per gli alimentatori!)
- Cavi arrotolati BENE e non aggrovigliati (usa del nastrocolorato per distinguerli, e del pratico velcro!)
L’ideale è avere tutti gli accessori ordinati in un apposito contenitore. Troppi zaini? Una valigia flightcase o una custodia rigida dove sistemare cavi, microfoni, pinze, adattatori, ti cambierà la vita! Fare il soundcheck perfetto è anche soprattutto una questione di ordine e organizzazione!
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Un’alternativa economica che funziona bene per gli accessori è il classico secchio da muratore. Non troppo grande, permette di separare XLR e jack – essendo cilindrico, aderisce perfettamente alla forma del cavo arrotolato. Così si evitano grovigli! Puoi sistemare pedali e microfoni sopra i cavi, ordinati uno sull’altro. Impilabile nel furgone senza rischiare di rovinare nulla.

2. Arriva puntuale – e il fonico ti amerà
Come fare un soundcheck perfetto? Lo sappiamo, il tempo a disposizione è sempre troppo poco. Ci sono più band e i ritardi si accumulano… Ma non è una scusa per arrivare tardi e perdere tempo nell’allestimento! Rispetta l’orario stabilito e fatti trovare pronto per salire sul palco con tutta l’attrezzatura appena tocca a te.
Prepara tutto in anticipo per non allungare i tempi. Ampli, batteria già assemblata, aste microfono aperte… L’ideale è arrivare in modalità “plug & play”, ovvero collegarsi e suonare. Pensa al tuo ordine mentale. Cosa va sistemato per primo? Il basso o la batteria?
Arrivando in anticipo, avrai più tempo per lavorare sul suono di sala e palco, e anche per le luci. Fare il soundcheck è davvero un’arte.
E come bonus, ti sarai guadagnato la stima del fonico grazie alla tua efficienza 😉
3. Silenzio durante il soundcheck!
Lo sappiamo, l’acustica di una sala da concerto è spesso molto migliore di quella della sala prove. Sei sul palco, inizia subito il soundchecl, e arriva il fatidico “Ok, dammi la grancassa!”
- Boom, … boom, … boom…
- Clac, … clac, … clac…
E tu, nel frattempo, muori dalla voglia di suonare i tuoi riff migliori, andartene, o provare la tromba del tuo amico. È noioso, lo ammettiamo, ma devi stare attento alle indicazioni e rimanere il più silenzioso possibile affinché il tecnico possa sistemare il suono della sala!

4. Dai al soundcheck la stessa energia del concerto
Non c’è atmosfera nella sala… Il soundcheck “non conta”… Ma il segreto per un buon soundcheck è esattamente questo: suonare con la stessa energia del live!
Se lavori con un fonico che non conosci, devi dargli un’idea degli estremi del tuo set. Le parti suonate più piano e quelle più potenti. Solo così potrà bilanciare il suono nel modo più omogeneo possibile. Mostragli il suono pulito, il brano più calmo e il momento più esplosivo dello show.
Mormorare nel microfono durante il soundcheck e poi urlare in concerto è la cosa peggiore da fare! Metti da parte l’imbarazzo e comportati come se fossi già sul palco davanti al pubblico. I fonici sono abituati. Sì, può essere imbarazzante urlare da solo nel microfono, ma è esattamente ciò di cui ha bisogno il fonico per fare il suo lavoro. Altrimenti… penserà solo che il soundcheck è stato inutile (e dovrà correggere tutto in diretta. Pronti per i fischi?!).
Stesso discorso per i batteristi che “picchiano” solo durante il live o i chitarristi che alzano il gain sul palco!
5. Il linguaggio dei segni = Un concerto ben riuscito
Tutti i protagonisti di un concerto dal vivo dovrebbero migliorare la comunicazione attraverso i gesti. È molto utile durante il soundcheck per chiedere di alzare o abbassare un ritorno, e durante lo show è assolutamente fondamentale. Permette a tutti di suonare in modo comodo e consapevole.
Così evitiamo il classico dilemma: “Mi fermo per chiedere più volume nel monitor, o continuo come se niente fosse?” I tecnici sono (o dovrebbero essere) sempre attenti a ciò che succede sul palco, e una comunicazione chiara è essenziale. Pollice su, pollice giù… Mettetevi d’accordo!

6. I nostri nemici: i feedback fuori dal palco!
Tutti li conoscono, tutti li odiano. I feedback acuti, quei fischi insopportabili che spaccano le orecchie finché il fonico non silenzia il microfono responsabile! Se non usi un sistema In-Ear, è il problema numero uno da risolvere.
La causa principale dei feedback è il volume troppo alto sul palco. Presi dall’entusiasmo della grande sala, si vuole alzare tutto al massimo. Il batterista pesta già forte, quindi si alzano subito gli ampli. Il cantante chiederà più voce perché non sente nulla tra chitarre e basso. Poi chitarrista e bassista diranno che non si sentono abbastanza. Tutti chiederanno il massimo nella propria spia con “un po’ di tutto” al fonico. E a quel punto, guai a chi tocca il microfono!
Fare un buon soundcheck non è una gara di volumi! È più simile ad una festa dell’aria dove ogni aereo disegna forme colorate: senza coordinazione e prove, non si combina nulla. Guarda caso, quando il suono sul palco è ben calibrato, i feedback spariscono (a patto che i microfoni non siano puntati verso le casse, ovviamente 😉).

7. Sii conciso
Durante il soundcheck, non serve dilungarsi. Il fonico ti chiederà di suonare sezioni della performance, non tutto il brano (a meno che non lo richieda lui). Approfitta di questo momento per mostrare tutta la varietà del tuo set: la parte soft del terzo pezzo, il bridge acustico, il finale esplosivo…
Puoi anche creare un “brano da soundcheck” apposta con tutti i passaggi salienti del set. Suonandolo senza pause risparmierai un sacco di tempo!
8. Il soundcheck NON è una prova!
Se hai bisogno di provare ancora qualcosa, il soundcheck è il momento PEGGIORE! Riuscire col soundcheck significa mettere da parte le imperfezioni dei brani e concentrarsi su ciò che conta: il suono.
Si regolano i volumi, si dosano gli effetti e si impostano suoni di sala e spie. Suonare una canzone intera serve solo se pensata appositamente per il check. Se davvero devi ripassare un brano, fallo alla fine, chiedendo se c’è ancora tempo.
9. Un po’ di simpatia abbassa lo stress
Uno degli aspetti più importanti quando si lavora con altre persone è la cordialità. Essere gentili e assertivi rende il soundcheck piacevole e riduce la tensione. Presentati con il tuo nome e integrati nell’organizzazione. Un clima teso aggiunge solo stress inutile: non è il momento di litigare solo perché qualcuno indossa la maglietta di una band che non ti piace.

10. Concludi il Soundcheck Perfetto
Finalmente si sentono bene tutti gli strumenti e le voci. Probabilmente ognuno ha fatto qualche compromesso. Il concerto si avvicina… e pensi di poter fare un’ultima regolazione? NO, semplicemente no, ti prego. Quello che puoi (e devi) fare ogni volta che vuoi… è accordarti!
10 Consigli per un Soundcheck perfetto – le tue opinioni
Sei un fonico o un artista? Condividi le tue migliori esperienze (o disastri!) nei commenti!
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