Formati nel 1998, i The Distillers sono una delle band punk rock più di successo degli Stati Uniti. Con la loro musica, hanno offerto ai fan del punk rock vere e proprie hit. Brody Dalle, il volto e voce della band, cantante e chitarrista del gruppo nonché co-autrice dei brani, è divenuta uno dei simboli femminili del punk rock americano dei primi anni 2000. D’altronde, chi può dimenticare i suoi inconfondibili capelli a punta nel video di The City Of Angels? 😜
La formazione
La formazione della band avviene appena dopo l’incontro di Brody con il bassista Kim Chi, dopo essersi trasferita dall’Australia negli Stati Uniti. I due scoprono da subito di condividere un grande amore per il punk rock e decidono di formare il gruppo, reclutando quello che sarebbe diventato il batterista, Matt Young. Si unisce poi il chitarrista Rose Mazolla e i quattro danno vita ai The Distillers.
Dal debutto al cambio di formazione
Firmato con la Epitaph, il gruppo pubblica il primo omonimo album di debutto nell’aprile 2000. Dello stesso anno viene rilasciato “Sing Sing Death House“, ma viene poi ripubblicato all’inizio del 2002 grazie all’improvvisa popolarità di Seneca Falls. A questo punto, Kim Chi decide di lasciare il gruppo per raggiungere Exene Cervenka nella sua band, gli Original Sinners. Ryan Sinn subentrerà per sostituirlo; anche Matt decide di lasciare per raggiungere Chi, mentre Casper se ne andrà durante l’apice di “Seneca Falls“. Nell’estate del 2002, la nuova formazione dei The Distillers si componeva di Armstrong, Sinn, e il nuovo batterista Andy “Outbreak” Granelli.
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Il successo ed il periodo di pausa
Il successo arriva e le date in tutti gli Stati Uniti ne sono una prova. Assieme ai No Doubt e ai Garbage, i The Distillers vengono catapultati sulla cresta dell’onda e acquisiscono anche un nuovo membro: il chitarrista/vocalist Tony Bradley, appena in tempo per la registrazione del terzo album e del debutto con una major.
“Coral Fang” viene pubblicato nel 2003 dalla Sire ottenendo un successo strepitoso. Per l’album, la Armstrong decide di cambiare il nome con cui era nota, per tornare al suo nome da nubile Brody Dalle, in seguito al suo chiacchierato divorzio da Tim Armstrong dei Rancid, avvenuto appunto lo stesso anno.
Successivamente anche Granelli lasciò la band all’inizio del 2005, passando a suonare con i Darker My Love, ed unendosi poi agli Angels and Airwaves. A quel punto i The Distillers, composti solo da Dalle e Bradley, nonostante le voci di uno scioglimento, negheranno di essersi sciolti, replicando di essersi semplicemente presi una pausa.
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I The Distillers oggi
Nel 2018, la Dalle e Bradley richiamano Granelli e Alain Johannes, sostituito in seguito dall’ex bassista Sinn, per riformare i The Distillers.
Nell’aprile 2019 la band ha confermato che la volontà di cominciare a registrare quarto album e il seguito di Coral Fang e sempre nello stesso anni, i Distillers hanno annunciato una collaborazione con il produttore musicale inglese Nick Launay, che ha lavorato con artisti come: Nick Cave and the Bad Seeds, Yeah Yeah Yeahs, Arcade Fire, Kate Bush, Talking Heads, David Byrne, INXS e molti altri.
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Conclusione
Potremmo benissimo definire i The Distillers come una delle band punk più importanti della prima metà degli anni 2000. In quattro anni hanno pubblicato tre album (ognuno con più successo del precedente), riuscendo a distinguersi per il loro sound unico che ha plasmato il punk rock classico e diretto con l’attitudine melodica del loro decennio. La front-woman, Brody Dalle, si è trasformata in poco tempo in una delle cantanti più iconiche, nel suo genere, dell’epoca, brillando e facendosi strada all’interno di una scena fortemente dominata dagli uomini, mostrando a milioni di millennials, allora adolescenti, che anche le donne possono bucarsi le labbra e portare piercing, fare la cresta ai capelli e, soprattutto, fare rock con la stessa grinta e credibilità maschile senza aver bisogno di puntare tutto sul fascino commerciale e mainstream in stile No Doubt o Garbage.
Articolo scritto da Elena P.
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