Cos’è il Sound Design?
“Sound design” significa letteralmente “design del suono” (o “progettazione del suono”) ed è l’arte di creare, modellare e processare elementi sonori per contesti multimediali (musica, film, videogiochi, podcast, ecc.). Include le più svariate tecniche, come campionare rumori di ogni tipo o creare timbri sintetici (es. growl di basso dubstep).
Il professionista che fa sound design è il sound designer, forse ne avrai gia’ sentito parlare in ambiti di post-produzione, gaming e marketing audio
La cosa più figa è che quando si parla di sound design ci sono infinite possibilità; proprio per questo è fondamentale partire dalle basi.. poi, tempo, studio e sperimentazione permetteranno di tradurre idee astratte in suoni concreti e complessi.
Cos’è un Sintetizzatore?
Un sintetizzatore è uno strumento (hardware o software) che genera, modella e amplifica segnali audio. A differenza di un pianoforte o di una chitarra, che producono timbri “fissi” legati alla loro struttura fisica, il synth mette a disposizione dei blocchi funzionali che puoi combinare e modulare a piacere per scolpire timbri nuovi da zero.
Gli Elementi Base della Sintesi Audio
E’ importante prendere confidenza con alcuni concetti base dei sintetizzatori moderni. Mi piace pensare ad un sintetizzatore come un insieme di blocchi in cui il segnale scorre sequenzialmente.
Armoniche
Quando suoni una nota, oltre alla frequenza principale (fondamentale) sono presenti anche altre frequenze più alte: queste sono le armoniche e definiscono il timbro delle note.
Su uno spettrogramma la fondamentale è la linea luminosa più bassa, mentre le armoniche appaiono come righe orizzontali più sottili alla sua destra.
Più armoniche vedi, più il timbro è ricco; poche linee indicano un suono più semplice.
Oscillatori
Gli oscillatori (OSC) sono i circuiti che generano il segnale audio in un sintetizzatore, siano essi analogici (VCO) o digitali (DCO).
Creano forme d’onda con caratteristiche timbriche diverse, visibili come serie di armoniche su uno spettrogramma.
Le forme d’onda fondamentali più comuni sono:
- Sine (Sinusoide): Suono formato da una sola armonica, ideale per sub-bass o per addolcire suoni complessi.
- Triangle (Triangolare): Conserva solo le armoniche dispari più basse, utile per lead morbidi o pad delicati.
- Square (Quadra): Caratterizzata da armoniche dispari, ottima per lead incisivi e suoni che devono emergere nel mix.
- Saw (Dente di sega): Ricca di armoniche sia pari sia dispari, perfetta per pad corposi, supersaw, brass virtuali.
NB: Nei sintetizzatori a wavetable (come Vital), l’oscillatore non crea onde elementari in tempo reale, ma legge una serie di “istantanee” di forme d’onda complesse memorizzate in una tabella digitale.
Filtri e Sintesi Sottrattiva
Immagina il suono come un fascio di luce bianca: contiene tutti i colori (le frequenze). Un filtro audio funziona come degli occhiali da sole: lascia passare certe frequenze e ne attenua (o accentua) altre.
Perché è importante capirlo? Perché la sintesi sottrattiva si basa su quest’idea: parti da un’onda ricca di armoniche (Saw, Square) e, appunto, sottrai frequenze finché ottieni il timbro che cerchi.
Per padroneggiare davvero la sintesi sottrattiva servono pochi ma decisivi controlli. Eccoli, spiegati con esempi pratici:
- Tipo di filtro: Determina quali frequenze vengono lasciate passare.
- Low-Pass (passa-basso) lascia passare le frequenze sotto la cut-off attenuando quelle superiori;
- High-Pass (passa-alto) fa l’opposto, lasciando passare le frequenze sopra la cut-off e attenuando quelle inferiori
- Band-Pass isola una stretta banda intorno alla cut-off, attenuando tutto il resto;
- Notch elimina solo la zona attorno al cut-off mantenendo il resto invariato.
- Cut-Off (frequenza di taglio): Punto specifico in cui il filtro inizia ad agire.
- Risonanza (Q): Enfatizza le frequenze attorno al punto di cutoff, creando “sibilo” e movimento.
- Slope (pendenza): Misura che indica quanto é nette il taglio del filtro.
Envelope ADSR
L’envelope ADSR è uno strumento fondamentale per modellare l’evoluzione di un parametro nel tempo, tipicamente il volume del suono.
ADSR sta per Attack, Decay, Sustain e Release, di seguito una descrizione di ciascun parametro:
- Attack (Attacco): Tempo necessario al suono per raggiungere il volume massimo dopo l’inizio della nota.
- Decay (Decadimento): Tempo di discesa dal picco iniziale fino al volume di sustain.
- Sustain (Sostenimento): Volume che si mantiene dopo la fase di decay, mantenuto fintanto che la nota è tenuta.
- Release (Rilascio): Tempo che impiega il suono a svanire dopo il rilascio della nota.
Regola d’oro: Envelope 1 → volume. Envelope 2 (o 3…) → modula filtro, pitch o qualsiasi parametro tu voglia animare.
LFO
LFO (Low Frequency Oscillator) = oscillatore a bassa frequenza che non genera suono, ma permette di muovere automaticamente altri parameti nel tempo. Pensalo come un motore che fa muovere continuamente un valore.
Puoi usarlo per vari scopi: a seconda di quale parametro moduli otterrai risultati diversi, ecco alcuni esempi.
- Vibrato sul pitch: modulando leggermente l’intonazione di ±3–7 cent, ottieni un semplice effetto vibratovibrato.
- Tremolo sul volume: facendo oscillare il livello da silenzio a pieno volume (da -∞ a 0 dB), crei un effetto tremolo, utile in stili vintage o per dare dinamica a un pad.
- Wobble sul filtro (cutoff): spostando avanti e indietro la frequenza di taglio di un filtro, ottieni il famoso growl dubstep o movimenti ritmici nelle bassline elettroniche.
Solitamente un LFO può essere sincronizzato al BPM (¼, ⅛, 1/16…) se vuoi movimenti legati alla griglia ritmica, oppure usato in modalità libera (millisecondi) per oscillazioni indipendenti, più organiche.
Consiglio: collega un LFO a un parametro qualsiasi (ad es. cutoff, volume, pan) e sperimenta velocità e ampiezza: vedrai subito come il carattere del suono cambia in base a cosa moduli.
Unison e detune: Spessore & Stereo-width
L’unison duplica l’oscillatore in più voci. Da solo già questo crea uno spessore notevole, come se avessi tante copie dello stesso suono che suonano insieme. Ad aggiungere “movimento” entra in gioco il detune: spostando leggermente l’intonazione di ciascuna voce, ottieni quell’effetto di lieve disallineamento che rende il suono più ricco e avvolgente.
- Più corpo (stacking di voci)
- Larghezza stereo: molte implementazioni dell’unison distribuiscono le voci nel panorama stereo, aprendolo; il detune accentua questa sensazione di “ampiezza”
- Supersaw e pad instantanei: con un numero elevato di voci e un detune moderato avrai immediatamente il tipico suono “supersaw” delle tracce EDM o pad dreamy da colonne sonore.
Effetti
Un synth moderno di solito mette a disposizione una piccola “pedaliera” interna.
Aggiungi:
- Saturazione/Distorsione per aggiungere armoniche e carattere al suono.
- Modulazioni (chorus, flanger, phaser) per dare ampiezza e movimento.
- Delay e riverbero per inserire eco e spazio.
- EQ e compressore per rifinire e compattare.
- Lo-fi/Bitcrusher e widener per texture vintage o stereo extra.
Basta accenderne uno o cambiare l’ordine per trasformare un suono normale in qualcosa di personale. Sperimenta liberamente: qui il timbro prende davvero vita.
Modulazione Avanzata
Una volta padroneggiati LFO ed envelope di base, entra in gioco la modulazione avanzata:
- Patch-cables (nei synth modulari/semi-modulari): cavi fisici che collegano l’uscita di una sorgente (es. LFO) all’ingresso di una destinazione (es. filtro), proprio come costruire un circuito su misura.
- Mod-matrix (nei synth software o digitali) è l’equivalente virtuale dei patch-cable di un synth
modulare: una tabella dove decidi chi controlla (LFO, velocity, aftertouch…), cosa controlla (cut-off, pan, pitch, effetti), e l’intensità del movimento. Nei synth moderni software la imposti spesso con un semplice drag-and-drop: trascini l’icona del parametro (ad es. LFO) sopra la manopola che vuoi animare, proprio come se collegassi cavi reali.
In pratica, la modulazione avanzata è l’hub di smistamento che ti lascia collegare liberamente sorgenti e destinazioni.
Consigli Pratici per il Sound Design
Con questo articolo hai iniziato a familiarizzare con i mattoncini di base che potresti trovare in un sintetizzatore. Il mondo dell’audio include però tecniche come foley recording, sintesi granulare, sampling creativo e molto altro: argomenti che approfondiremo nei prossimi articoli.
Per adesso il mio consiglio è scegliere un solo sintetizzatore , hardware (Korg Volca Keys, Arturia MicroFreak, Korg Minilogue XD) o software gratuito (Vital, Surge XT, o synth integrato nella tua DAW) e sperimentare ogni giorno. Salva le patch, analizzale con spettrogramma e oscilloscopio, prova a ricrearle da zero per prendere confidenza con i concetti.
Hai sempre avuto il pallino di diventare un sound designer di professione?
Se ti va lascia pure delle domande nei commenti!
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