Eurovision non è solo un concorso musicale. È storia del pop fatta di glitter, cuori spezzati, macchine del fumo, cambi di tonalità e, ogni tanto, qualche miracolo del tutto… inspiegabile. Le migliori canzoni dell’Eurovision vanno oltre la classifica di un festival musicale e, quasi senza rendersene conto, diventano parte della cultura.
Questa classifica è soggettiva, ovviamente, ma tiene conto della qualità musicale, della performance dal vivo, dell’impatto culturale, dell’eredità tra i fan e della voglia di riascoltarle.
10. “Nel Blu Dipinto Di Blu (Volare)” — Domenico Modugno, Italia, 1958
Arrivò solo terza all’Eurovision, ma “Volare” diventò una delle canzoni di maggior successo mai nate dal concorso. Il classico italiano di Domenico Modugno, con il suo slancio inconfondibile, viaggiò ben oltre il palco dell’Eurovision, diventando un successo globale e una presenza permanente nella storia del pop. Poche canzoni in gara hanno avuto una vita così lunga dopo il festival.
9. “Hard Rock Hallelujah” — Lordi, Finlandia, 2006
Prima dei Lordi, pochi si aspettavano che un hard rock in costume da mostri potesse conquistare l’Eurovision. Poi la Finlandia vinse per la prima volta con una canzone che spalancò l’idea di ciò che un vincitore dell’Eurovision poteva essere. “Hard Rock Hallelujah” è rumorosa, assurda, orecchiabile e, in segreto, costruita benissimo.
8. “Fairytale” — Alexander Rybak, Norvegia, 2009
Un riff di violino. Un grande sorriso. Un ritornello immediato. “Fairytale” sembrò arrivare già perfettamente formata come classico dell’Eurovision. La vittoria di Rybak fu dominante, ma il vero motivo per cui la canzone resiste è più semplice: ha l’energia luminosa e fiabesca di un brano che resta in testa dopo un solo ascolto.
7. “Eres Tú” — Mocedades, Spagna, 1973
Non vinse, ma “Eres Tú” diventò una delle grandi esportazioni globali dell’Eurovision. Elegante, calda e splendidamente cantata, dimostrò che una ballata dell’Eurovision poteva viaggiare molto oltre il concorso. La sua melodia ha quel tipo di morbidezza senza tempo che sembra ereditata più che scritta.
6. “Dancing Lasha Tumbai” — Verka Serduchka, Ucraina, 2007
Alcune canzoni vengono ammirate. Questa viene adorata. La performance argentata di Verka Serduchka resta una delle partecipazioni più indimenticabili dell’Eurovision: caotica, divertente, ferocemente orecchiabile e impossibile da imitare. Arrivò seconda, ma nella cultura dei fan conquistò la vita eterna.
5. “Arcade” — Duncan Laurence, Paesi Bassi, 2019
“Arcade” portò l’Eurovision nell’era dello streaming con una sottigliezza insolita. Nessun enorme trucco scenico, nessuna messa in scena esplosiva: solo una fragile ballata al piano con un ritornello che sboccia lentamente. Il suo successo dopo il concorso dimostrò che l’Eurovision poteva ancora produrre una hit globale moderna.
4. “Rise Like a Phoenix” — Conchita Wurst, Austria, 2014
Una sigla da film di James Bond proveniente da un altro universo, cantata con convinzione totale. “Rise Like a Phoenix” funzionò perché ogni elemento era allineato: voce, messa in scena, silhouette, messaggio, dramma. La vittoria di Conchita diventò un momento storico dell’Eurovision, ma la canzone in sé resta maestosa.
3. “Zitti e buoni” — Måneskin, Italia, 2021
I Måneskin fecero sembrare l’Eurovision di nuovo pericoloso. “Zitti e buoni” era ruvida, stilosa e vibrante di vita, trasformando un concorso post-pandemia in una rinascita rock. Ha anche lanciato una delle più grandi carriere internazionali prodotte dall’Eurovision negli ultimi decenni.
2. “Euphoria” — Loreen, Svezia, 2012
“Euphoria” è vicina alla canzone Eurovision moderna perfetta. È dance-pop, ma spirituale; enorme, ma controllata. La messa in scena di Loreen trasformò la performance in qualcosa di quasi rituale, e il brano suona ancora fresco anni dopo. Molti fan la metterebbero al primo posto e, onestamente, ci sta.
1. “Waterloo” — ABBA, Svezia, 1974
La scelta ovvia a volte è ovvia per un motivo. “Waterloo” non vinse soltanto l’Eurovision: lanciò gli ABBA nell’immortalità pop. È breve, luminosa, strana e irresistibilmente orecchiabile. Cinquant’anni dopo, resta la prova definitiva che tre minuti su un palco dell’Eurovision possono cambiare la storia della musica.
Le 10 migliori canzoni Eurovision di tutti i tempi – Considerazioni finali
La magia dell’Eurovision è che “migliore” non significa mai una cosa sola. A volte significa una canzone pop perfetta. A volte significa un terremoto culturale. A volte significa un abito argentato, un violino, una fenice o una rock band che si rifiuta di comportarsi bene. È per questo che l’Eurovision dura: ogni generazione ha la sua canzone impossibile. Fateci sapere cosa ne pensate della nostra Top 10 delle migliori canzoni Eurovision di tutti i tempi 👇🏻
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