DAW: le magnifiche 7

Le 7 migliori DAW per le vostre produzioni musicali. Siete d’accordo?


Se vuoi creare musica (o mixarla, produrla ed equalizzarla), hai bisogno di un software particolare per il tuo computer. In gergo questo software si chiama “Digital Audio Workstation“, o DAW.

Prima di passare ad illustrarti i singoli prodotti con i relativi vantaggi e svantaggi, ecco una condensatissima e brevissima panoramica storica sulla DAW: in principio fu il sequencer, utilizzato per suonare note e sequenze MIDI e controllare effetti e sintetizzatori. Il sequencer però non era in grado di “registrare” alcunché su un supporto dedicato (in questo caso l’hard disk del vostro computer).

Nacque così la necessità di disporre di un programma per il “Recording“, per incidere della musica sul proprio hard disk utilizzando un’interfaccia e/o un microfono. Con l’avanzare della tecnologia le due tipologie di software vennero fuse in un singolo prodotto, arricchito successivamente dalla tecnologia VST inventata da Steinberg, permettendo l’integrazione di piccoli “programmi” ed effetti di terze parti, i famosi plug-in. Dall’invenzione dei VST (e connesse derivazioni quali RTAS – formato utilizzato su Pro Tools – e AU – utilizzato sui computer Macintosh) sono nati migliaia di programmi, plug-in e librerie di samples.

Che venga chiamato DAW, sequencer o programma per il recording, il software a cui ci riferiamo è intuitivo e piuttosto semplice da utilizzare (in prima battuta) – vi auguriamo quindi buon divertimento con la musica!

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#1: Propellerhead Reason

Reason nacque come DAW per “principianti” ma, a discapito del target, non è in alcun modo limitato. Come in un vero e proprio studio analogico, sarà possibile combinare diversi tipi di attrezzature (digitali) utilizzando un metodo grafico davvero intuitivo e gradevole che rende Reason una delle DAW più user friendly a disposizione sul mercato.

Reason offre un’ottima selezione di effetti e strumenti già inclusi. Per chi mastica quest’argomento, ovviamente, è anche possibile installare e utilizzare plug-in di terze parti (in formato VST o AU). Nota positiva per i synth disponibili all’interno di Reason, in grado di generare ottime sonorità senza appesantire troppo il carico sulla CPU. Le librerie di samples sono buone seppur non al livello di quelle offerte da Native Instruments, East West etc. Reason rimane comunque un’ottima DAW per muovere i primi passi nel mondo del recording e produrre materiale di livello in pochi e semplici passi.

Un tempo non era possibile registrare direttamente su Reason (in quanto, per definizione, è nato come sequencer) ma, in seguito alla grande richiesta, è ora possibile incidere materiale in modo semplice grazie al design essenziale e comprensibile delle sezioni d’arrangiamento e mixaggio. Reason dispone anche di una buona quantità di “simulazioni di amplificatori” per chitarristi e bassisti.

Reason è un prodotto adatto a tutti e consigliatissimo per chi vuole produrre musica in modo semplice e veloce. Per chi ha bisogno di editing approfondito, progetti con un gran numero di tracce e funzioni avanzate, tuttavia, esistono software più adatti.

 


#2: Fruity Loops aka FL Studio

Fruity Loops nasce con un concetto molto simile a Reason, permettendo però di utilizzare da subito plug-in di terze parti in formato VST.

Come Reason, FL permette un editing approfondito e dettagliato ed una sezione dedicata al recording audio. Grazie alle varie funzioni quali il beat production basato su pattern (molto in voga tra i producer hip hop e techno), FL strizza l’occhio alla musica elettronica ma non solo. Moltissimi produttori professionisti (citiamo AVICII, Martin Garrix) continuano ad utilizzare Fruity Loops per via dell’editor intuitivo e immediato.

L’estrema semplicità d’uso, unita ad un concetto di composizione e produzione musicale immediato e alla possibilità di utilizzare i propri plug-in liberamente rendono FL Studio una validissima scelta per qualsiasi tipo di musicista. Inoltre, avere aggiornamenti gratuiti a vita non è affatto male!

#3: Apple Logic

Corso in DVD di Logic Pro X

Logic è la DAW ufficiale di Apple ed è disponibile solamente su sistema operativo OSX. Nonostante questa limitazione, rimane una delle DAW più utilizzate al mondo per via del suo connubio tra editing sobrio ed efficace e tool per la produttività creativa all’avanguardia. Essendo praticamente completo, con una libreria base enorme inclusa nel prezzo, Logic è sicuramente una delle scelte più interessanti.

Logic, come Reason e FL Studio, è anche un programma di composizione ideale per creare arrangiamenti MIDI (con plug-in ma anche con sintetizzatori hardware collegati al computer). Assieme a Pro Tools e Cubase è considerato uno dei “Big 3” della produzione audio digitale.

La libreria a corredo fornita di base è talmente ampia che fatichiamo a trovare motivi per ripiegare su plug-in (in formato AU) esterni, cosa comunque possibile per chiunque volesse farlo.


#4: AVID Pro Tools

Pro Tools è indubbiamente lo standard industriale presente in tutti gli studio più rinomati del mercato americano. Nessuno studio discografico degno di questo nome manca di averlo. Originariamente, Pro Tools veniva realizzato per l’uso abbinato al relativo hardware TDM con DSP accelerato di tipo proprietario che permetteva la gestione di progetti con una quantità enorme di tracce ed effetti senza gravare sulla CPU del computer e gestendo in modo ottimale il multi threading.

Uno dei vantaggi principali di questo sistema, per quanto abbastanza caro, è la possibilità di registrare una traccia (anche in presenza di decine e decine di tracce ed effetti attivi) senza perdere mai la possibilità di ascoltare in modalità latency free.

Inoltre, le funzionalità di editing di Pro Tools sono di livello altissimo in quanto il software è stato pensato per 3 scopi ben precisi: recording, editing e mixing. La presenza di librerie di suoni, sintetizzatori ed effetti è stata aggiunta in un secondo momento e rappresenta un aggiunta piuttosto che un upgrade, data la natura “puramente lavorativa” del programma stesso. La libreria fornita, infatti, non brilla per versatilità e qualità dei suoni.

La curva d’apprendimento con un programma come Pro Tools non è la più lineare del mondo ma permette, una volta appresi i fondamenti e le shortcut via tastiera, di migliorare in modo notevole il proprio metodo di lavoro in studio di registrazione.

 

#5: Steinberg Cubase

Cubase è sicuramente la DAW più “tedesca”  di questa lista e si colloca a metà tra le potenzialità relative alla composizione di Logic e alla potenza di Pro Tools. Negli ultimi anni Cubase si è ritagliata un’ottima fetta di mercato, traendo vantaggio dall’insoddisfazione verso alcune policy di prodotto e di prezzo proposte da AVID (Pro Tools)

Cubase ha sufficiente potenza per gestire i progetti più complessi e le varie possibilità di configurazione si adattano allo stile di lavoro di chi lo utilizza. Che sia l’editing di musica dettagliata o la composizione di musica elettronica ciò che ti interessa, Cubase può fare tutto senza problemi e, nonostante sia meno popolare di Logic ma decisamente più invitante di Pro Tools, può contare sull’esperienza pluridecennale di Steinberg che i VST li ha inventati!

Fra i svantaggi di Cubase ci sono la GUI austera e l’editing non propriamente immediato, se paragonato a Pro Tools.

 

 

#6: Ableton Live

Ableton Live non si può definire una DAW tradizionale. Molto popolare tra i produttori di musica elettronica (per via di alcune caratteristiche peculiari) e considerabile la DAW più “veloce” che ci sia, Ableton Live dispone della funzione “non-stop” che permette di editare, arrangiare, modificare parametri e quant’altro senza stoppare mai la musica, in modo da poter lavorare sul proprio materiale in loop ascoltando in tempo reale i cambiamenti.

Tra le altre peculiarità di questo software è degno di nota il clip matrix, un “archivio” per samples audio, tracce complete, clip MIDI con virtual instruments assegnati che permette di combinarli e suonarli a piacere. In questo modo è possibile creare svariate varianti di arrangiamenti totalmente diversi tra loro da utilizzare in studio e soprattutto live, il contesto in cui Ableton vince: utilizzare backing tracks, i diversi moduli della DAW, gli effetti (basici ma decisamente utilizzabili) e l’archiviazione a rack è davvero un piacere. É inoltre possibile utilizzare VST e AU esterni.

La GUI (Graphic User Interface – Interfaccia grafica) di Live è pulita, minimalista ed essenziale. I tool a disposizione sono precisi, sebbene leggermente limitati. Scegliere i cut migliori tra 5 take di una registrazione di batteria a 12 tracce può essere veramente snervante con Ableton – e in questo caso raccomandiamo l’utilizzo di software quali Cubase, Pro Tools e Logic.

 

 
#7 Presonus Studio One

Studio One è una DAW molto giovane e, in quanto tale, gode di un vantaggio sostanziale: il codice è fresco, giovane, all’avanguardia e libero da anni e anni di cambiamenti. Gli sviluppatori hanno cercato di raccogliere in un unico programma tutti gli aspetti positivi delle DAW esistenti fino a quel momento e, talvolta, migliorarle.

Presonus Studio One è un mix di features utilissime, editing complesso e semplicità disarmante d’utilizzo. Nonostante la giovane età del software, il team Presonus non è da sottovalutare: è composto dalle migliori teste che hanno lavorato su Cubase per anni.

Grazie al largo utilizzo del drag and drop, il workflow è estremamente semplificato. La filosofia a “finestra unica”, ad esempio, permette di avere tutto sempre sotto controllo. Le canzoni sono organizzate in “progetti” per poter essere poi finalizzate e masterizzate. La funzionalità Scratch Pad permette di sperimentare con arrangiamenti alternativi senza distruggere la canzone originaria e, grazie all’integrazione con Celemony Melodyne (famosissimo plug-in per l’editing di intonazione e tonalità, rivale di AutoTune), il software è decisamente completo. Presonus è dotato di moltissimi effetti e strumenti di base.

Studio One è adatta a principianti e non grazie alla sua semplicità d’utilizzo. Tuttavia, non è un software limitato o volutamente “castrato”: grazie all’intelligente sviluppo condotto per realizzare il software, il programma risulta scalabile e utilizzabile anche una volta apprese skills decisamente più “professionali” – ad un rapporto qualità/prezzo invidiabile.

 

 

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Qual è la tua DAW preferita e perché?


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Commenti 45

  1. Lorenzo ha risposto:
    Comunque uno sguardo d'interesse si può dare anche ad Ardour e al fratello maggiore Mixbus ;-)
    1. Simon ha risposto:
      Ardour è ottimo per chi usa sistemi basati su UNIX ma diciamoci la verità: non regge il confronto con quelle citate nell'articolo, anche semplicemente per il fattore multi-working. Se ti presenti in studio con un progetto Ardour (e grazie a dio esistono gli STEMS) ti tirano dietro qualcosa... :P
  2. Lorenzo ha risposto:
    Reaper se le mangia quelle 7, altroché ben lontane dalla loro produttività... Mi sa che il motivo dell'assenza dall'articolo è l'assenza dal catalogo Thomann non la scarsa produttività :-D
  3. Karl ha risposto:
    Chi prova Reaper non lo lascia più. E' il futuro. Certo che ad oggi gli studi grossi che hanno già fatto investimenti in pro tools et similia non passeranno istantaneamente a Reaper. Sono come dei grossi pachidermi mammut restii al cambiamento. Interessantissimo l'articolo quando dice che le nuove DAW rispetto alle vecchie hanno un codice più fresco e nuovo visto che partono da zero e non devono pagare lo scotto di dover sottostare a retrocompatibilità fra le versioni di uno stesso software ed altri simili meccanismi macchinosi ed inefficaci. Resta solo una domanda: ti senti più mammut o gazzella?
    1. Simon ha risposto:
      La questione relativa allo "standard" d'industria gioca un ruolo (purtroppo) importantissimo nella scelta della DAW. La realtà è ben chiara: in tutti gli studios si usa Pro Tools, Logic e raramente Cubase. Presentarsi con Reason, nonostante la bontà del prodotto, è come cercare di imporre un cambiamento all'interno di un sistema millenario e immutabile (e ripeto il purtroppo) Analisi spot on.
  4. Luigi ha risposto:
    Sonar platinum ben lontano dai livelli di produttività delle sette citate?? ...se lo dici tu...
    1. Simon ha risposto:
      C'è da tenere in conto la diffusione delle DAW citate e le situazioni (onnipresenti e sempre più frequenti) di co-working su progetti. Ci fosse una possibilità di fare "bridging" tra le varie DAW, la situazione cambierebbe. Ma per come stanno le cose, IMHO, preferire DAW non "industrialmente" utilizzate mette in una posizione di svantaggio qualora si presenti la necessità di dover operare e lavorare.
    1. Simon ha risposto:
      Buono anche Sonar, così come Reaper, ma sono ben lontane dal raggiungere i livelli di produttività delle 7 citate, oltre al bacino d'utenza :)
  5. Tommaso Rosati ha risposto:
    Ableton live ha l'integrazione di max for live! Questo è secondo me una feature unica. Quella che me l'ha fatto scegliere...

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