{"id":440476,"date":"2020-11-22T12:29:13","date_gmt":"2020-11-22T11:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=440476"},"modified":"2020-11-23T12:06:13","modified_gmt":"2020-11-23T11:06:13","slug":"teresa-rampazzi-pioniera-italiana-della-sperimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/ispirazione\/teresa-rampazzi-pioniera-italiana-della-sperimentazione\/","title":{"rendered":"Teresa Rampazzi: pioniera italiana della sperimentazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le artiste donna che si danno all\u2019elettronica in tutto il mondo sono sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 apprezzate: c\u2019\u00e8 addirittura chi teorizza che, in futuro, la musica elettronica verr\u00e0 automaticamente associata alle donne cos\u00ec come accade generalmente quando si pensa alla musica pop.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Scetticismo e pregiudizi per\u00f2 non sono di certo prerogative superate nei confronti delle donne che creano musica: eppure,\u00a0se si parla di un movimento musicale sperimentale e d\u2019avanguardia che ha completamente stravolto la musica e reso possibile la nascita di nuovi generi e sonorit\u00e0 parte dei meriti vanno proprio alle donne.\u00a0Perch\u00e9? Scopritelo in questo articolo &#8211;\u00a0<\/strong><strong>buona lettura!<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Qualche cenno storico<\/h2>\n<p>Come gi\u00e0 anticipato, l\u2019avanguardia della musica elettronica, nata negli <strong>anni &#8217;30<\/strong>, si sviluppa in maniera trasversale tra <strong>l\u2019Europa<\/strong> e gli <strong>Stati<\/strong> <strong>Uniti<\/strong> e, tra i suoi pionieri, conta su un <strong>manipolo<\/strong> di <strong>donne<\/strong> che oggi potremmo definire <strong>visionarie<\/strong>,\u00a0vere e proprie ricercatrici del suono, nella maggior parte dei casi esperte di <strong>ingegneria<\/strong> ed <strong>informatica<\/strong> e abili utilizzatrici di <strong>strumenti<\/strong> che per i pi\u00f9 erano considerati fantascientifici.<\/p>\n<p>Donne che sono state <strong>protagoniste<\/strong> essenziali per gli <strong>sviluppi<\/strong> della <strong>musica<\/strong>: senza la loro sperimentazione ed il loro spingersi verso i <strong>territori<\/strong> del <strong>suono<\/strong> mai esplorati, oggi non avremmo alcuni degli artisti che pi\u00f9 stimiamo e che consideriamo degni portavoce di questo genere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Chi \u00e8 Teresa Rampazzi?<\/h2>\n<figure id=\"attachment_440926\" aria-describedby=\"caption-attachment-440926\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-440926 size-medium\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Teresa-studio-300x199.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/11\/Teresa-studio-300x200.gif 300w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/11\/Teresa-studio-768x509.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-440926\" class=\"wp-caption-text\">Fonte: Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Teresa<\/strong> <strong>Rampazzi,\u00a0<\/strong>nata <strong>Rossi<\/strong>,\u00a0fu una di loro. Una <strong>visionaria<\/strong>. Una persona talmente dedita alla musica da volerne conoscere ed approfondire ogni pi\u00f9 particolare aspetto.\u00a0Nata a <strong>Vicenza<\/strong> nel 1914, il suo interesse per la musica sperimentale comincia prestissimo, complici i suoi primi studi a <strong>Milano<\/strong> e i successivi in <strong>Germania<\/strong>.<\/p>\n<p>Durante i periodici soggiorni milanesi conosce e frequenta giovani musicisti che sarebbero poi divenuti importanti nel mondo artistico e musicale, tra cui\u00a0<strong>Severino<\/strong> <strong>Gazzelloni<\/strong>, <strong>Ren\u00e9<\/strong> <strong>Leibowitz <\/strong>e\u00a0<strong>Franco<\/strong> <strong>Donatoni<\/strong>.\u00a0Negli stessi anni conosce <strong>Carlo<\/strong> <strong>Rampazzi<\/strong> il quale, a detta della musicista stessa, di tutti i suoi ascoltatori fu l\u2019unico che davvero capisse la sua musica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_440599\" aria-describedby=\"caption-attachment-440599\" style=\"width: 230px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-440599\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/WhatsApp-Image-2020-11-16-at-13.51.35-230x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/11\/WhatsApp-Image-2020-11-16-at-13.51.35-230x300.jpeg 230w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/11\/WhatsApp-Image-2020-11-16-at-13.51.35.jpeg 306w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-440599\" class=\"wp-caption-text\">Fonte: teresarampazzi.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>La loro affinit\u00e0 musicale sfocia ben presto in un matrimonio, in seguito al quale la musicista decider\u00e0 di adottare il cognome da sposata <strong>Rampazzi<\/strong>.\u00a0Dopo il matrimonio seguono due figli ed un\u2019educazione in linea con la sua mentalit\u00e0 <strong>progressista<\/strong>, aperta alle novit\u00e0 musicali, artistiche e tecnologiche. Teresa educa i suoi figli secondo <strong>principi<\/strong> <strong>liberali<\/strong> ed <strong>egualitari<\/strong>, attenta alla parit\u00e0 <strong>uomo<\/strong>&#8211;<strong>donna<\/strong>, incoraggiando <strong>letture<\/strong> e <strong>viaggi<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>Rampazzi<\/strong> prende spesso parte alle discussioni di natura ideologica, artistica e culturale: il suo salotto di casa diviene luogo d\u2019incontro per personalit\u00e0 dell\u2019arte e della musica, fra cui <strong>Sylvano<\/strong> <strong>Bussotti<\/strong>, <strong>John<\/strong> <strong>Cage<\/strong>, <strong>Italo Calvino<\/strong>, il gallerista <strong>Alberto<\/strong> <strong>Carrain<\/strong>, <strong>Diego<\/strong> <strong>Carpitella<\/strong>, <strong>Niccol\u00f2 Castiglioni<\/strong>, <strong>Heinz-Klaus Metzger<\/strong>, <strong>Leone Minassian<\/strong>, <strong>Luigi Nono<\/strong>, <strong>Paolo<\/strong> <strong>Patelli<\/strong>, <strong>Karlheinz<\/strong> <strong>Stockhausen<\/strong>, <strong>Emilio<\/strong> <strong>Vedova<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Gli anni &#8217;50 e &#8217;60<\/h2>\n<p>Nel 1959 partecipa al Ciclo sulla musica d\u2019avanguardia assieme a <strong>Bussotti, Metzger, Castiglioni e Carpitella<\/strong>. Il 7 febbraio 1959 si esibisce con <strong>Cage, Bussotti e Metzger<\/strong>, ma ben presto decide di abbandonare il trio poich\u00e9 le sue <strong>scelte<\/strong> <strong>musicali<\/strong> cominciano a distaccarsi e a non corrispondere pi\u00f9 a quelle degli altri componenti.<\/p>\n<p>Insofferente verso\u00a0<strong>dinamica<\/strong> <strong>patriarcale<\/strong> basata sulla dipendenza economica <strong>moglie<\/strong>&#8211;<strong>marito<\/strong>, decide di insegnare educazione musicale nelle scuole medie a partire dai primi anni <strong>Sessanta<\/strong>.\u00a0In seguito, la Rampazzi decide di aprire il gruppo a <strong>numerosi<\/strong> <strong>studenti<\/strong> che ne mostravano interesse, ai quali offre la possibilit\u00e0 di utilizzare <strong>strumenti<\/strong> <strong>elettronici<\/strong> piuttosto innovativi per l\u2019epoca.\u00a0Oltre all\u2019aspetto didattico, si \u00e8 dedica anche alla composizione di <strong>colonne<\/strong> <strong>sonore<\/strong>, che le faranno ricevere <strong>riconoscimenti<\/strong> plurimi.<\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iR3J1cHBvIE5QUyAtIFJpY2VyY2EgSVYiIHdpZHRoPSI1MDAiIGhlaWdodD0iMzc1IiBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LnlvdXR1YmUtbm9jb29raWUuY29tL2VtYmVkL2dhang1QTZRWkxJP2ZlYXR1cmU9b2VtYmVkIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgYWxsb3c9ImFjY2VsZXJvbWV0ZXI7IGF1dG9wbGF5OyBjbGlwYm9hcmQtd3JpdGU7IGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYTsgZ3lyb3Njb3BlOyBwaWN0dXJlLWluLXBpY3R1cmU7IHdlYi1zaGFyZSIgcmVmZXJyZXJwb2xpY3k9InN0cmljdC1vcmlnaW4td2hlbi1jcm9zcy1vcmlnaW4iIGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj48L2lmcmFtZT4=\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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L\u2019approccio possiamo definirlo quasi <strong>scientifico<\/strong>. L\u2019onda sonora veniva analizzata e studiata, prima ancora di fare <strong>vera<\/strong> e propria <strong>musica<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra i titoli prodotti dal gruppo vi sono <em><strong>Ricerca<\/strong><\/em> (quattro oggetti sonori) nel 1965, <em><strong>Ritmo<\/strong><\/em> (tre oggetti basati sul ritmo) nel 1967 e\u00a0<em><strong>Interferenze<\/strong><\/em> (due sui rumori colorati) nel 1968. Il gruppo in seguito collabora con altri laboratori italiani, come lo <strong>Studio di Musica Elettronica di Torino<\/strong> (SMET) e il <strong>Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico<\/strong> (CNUCE) di Pisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Dagli anni &#8217;70 alla scomparsa<\/h2>\n<p>Nell\u2019ottobre del 1972 <strong>Teresa<\/strong> viene nominata <strong>docente<\/strong> del <strong>Corso Straordinario di Musica Elettronica<\/strong>\u00a0nel <strong>Conservatorio<\/strong> di <strong>Padova,<\/strong> in cui trasfer\u00ec tutti i suoi <strong>apparecchi<\/strong> e <strong>strumenti<\/strong>. Per tutta la durata corso insegn\u00f2 <strong>tecniche<\/strong> <strong>analogiche<\/strong>, accostandosi nel contempo alla musica <strong>informatica<\/strong>. Il suo primo brano realizzato al computer, al <strong>CNUCE<\/strong>, \u00e8 <em>&#8220;<strong>Computer 1800<\/strong>&#8220;<\/em> (1972). Qualche anno pi\u00f9 tardi, nel 1976, compone <em>&#8220;<strong>With the light pen<\/strong>&#8220;<\/em>, mediante l\u2019utilizzo del software <strong>ICMS<\/strong> (Interactive Computer Music System) di <strong>Graziano<\/strong> <strong>Tisato<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iVGVyZXNhIFJhbXBhenppIC0gV2l0aCB0aGUgTGlnaHQgUGVuICgxOTc2KSIgd2lkdGg9IjUwMCIgaGVpZ2h0PSIzNzUiIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS1ub2Nvb2tpZS5jb20vZW1iZWQvTXB0dWNReEMyeDg\/ZmVhdHVyZT1vZW1iZWQiIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvdz0iYWNjZWxlcm9tZXRlcjsgYXV0b3BsYXk7IGNsaXBib2FyZC13cml0ZTsgZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhOyBneXJvc2NvcGU7IHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZTsgd2ViLXNoYXJlIiByZWZlcnJlcnBvbGljeT0ic3RyaWN0LW9yaWdpbi13aGVuLWNyb3NzLW9yaWdpbiIgYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPjwvaWZyYW1lPg==\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Spesso ci si dimentica di donne che, come lei, hanno rivoluzionato e dedicato la <strong>propria<\/strong> vita alla <strong>musica all&#8217;ombra degli artisti pi\u00f9 &#8220;commerciali&#8221;<\/strong>. A fianco dei &#8220;soliti nomi&#8221; il loro nome viene citato poche volte e, bench\u00e9 nessuno neghi loro i meriti e i successi, sarebbe buona cosa iniziare a nominarle e ricordarle pi\u00f9 spesso, cos\u00ec che anche le generazioni a venire possano conoscerne la storia e, chiss\u00e0, trarne <strong>ispirazione<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">Articolo scritto da <strong>Elena P.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Conoscevi gi\u00e0 Teresa Rampazzi? Ci sono altri artisti (magari sconosciuti ai pi\u00f9) di cui pensi che dovremo parlare? Faccelo sapere con un commento!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia negli anni 50 avevamo chi gi\u00e0 smanettava col sintetizzatore e faceva musica sperimentale. Non ci credete? Leggete qui!<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":440617,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10692],"tags":[16299,1999,16297],"class_list":["post-440476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ispirazione","tag-conservatorio-di-padova","tag-musica-elettronica","tag-nuove-proposte-sonore"],"category_colors":{"color_key":"inspire","css_classes":{"text":"cat-inspire","text_light":"cat-inspire-light","bg":"cat-bg-inspire","bg_light":"cat-bg-inspire-light","border":"cat-border-inspire","text_on_bg":"cat-text-on-inspire"}},"reading_time":{"minutes":5,"formatted":"5 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=440476"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440476\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/440617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=440476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=440476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=440476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}