{"id":435621,"date":"2020-07-22T10:45:22","date_gmt":"2020-07-22T08:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=435621"},"modified":"2020-07-21T16:15:21","modified_gmt":"2020-07-21T14:15:21","slug":"una-riflessione-sulla-musica-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/gear\/una-riflessione-sulla-musica-in-italia\/","title":{"rendered":"Una riflessione sulla musica in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ci\u00f2 che state leggendo non \u00e8 un articolo dedicato specificamente a un artista ma, piuttosto, vuole trattare temi legati alla percezione della musica italiana oggi, alla societ\u00e0 consumistica arbitrata da talent show e social media e porre, infine, anche qualche quesito sul legame tra musica e trasgressione, che di questi tempi riveste un ruolo marginale.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>Per comprendere la musica in ogni suo contesto storico, \u00e8 fondamentale riconoscere ed analizzare la <strong>connessione<\/strong> che vi \u00e8 tra essa e la <strong>societ\u00e0<\/strong> in cui \u00e8 inserita. Tale connessione custodisce in s\u00e9 cause e caratterizzazione della musica in ogni sua forma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">C&#8217;era una volta in Italia&#8230;<\/h2>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iR2xpIEFSRUEgKCAxOTc3KSIgd2lkdGg9IjUwMCIgaGVpZ2h0PSIzNzUiIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS1ub2Nvb2tpZS5jb20vZW1iZWQvZFNRNmstdjhENDA\/ZmVhdHVyZT1vZW1iZWQiIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvdz0iYWNjZWxlcm9tZXRlcjsgYXV0b3BsYXk7IGNsaXBib2FyZC13cml0ZTsgZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhOyBneXJvc2NvcGU7IHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZTsgd2ViLXNoYXJlIiByZWZlcnJlcnBvbGljeT0ic3RyaWN0LW9yaWdpbi13aGVuLWNyb3NzLW9yaWdpbiIgYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPjwvaWZyYW1lPg==\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Grandi star italiane che scalavano le vette delle <strong>classifiche<\/strong> <strong>mondiali<\/strong> senza alcuna fatica, in un\u2019epoca in cui difficilmente si emergeva oltre-nazione, o almeno cos\u00ec si pensa oggi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 cambiato da allora? Com\u2019\u00e8 che la <strong>musica<\/strong> <strong>italiana<\/strong> odierna<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>non viene in alcun modo esportata fuori? Come mai, esclusi pochi casi, i nostri <strong>cantanti<\/strong> <strong>pop<\/strong> e le nostre band non sono in giro per il mondo a <strong>calcare<\/strong> i <strong>grandi<\/strong> <strong>palchi<\/strong> <strong>internazionali<\/strong> ed a conquistare le classifiche? Siamo forse meno talentuosi di un tempo? Io non credo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il ruolo dei discografici<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/fGLM3nGAbD1WOCNblY\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>Certo \u00e9 che i <strong>direttori<\/strong> <strong>artistici<\/strong> e <strong>discografici<\/strong> <strong>italiani<\/strong> hanno smesso di rischiare e scommettere sugli artisti: di dischi se ne vendono <strong>pochi<\/strong>, gli introiti dalla musica non sono pi\u00f9 quelli di una volta e spesso l\u2019artista sopravvive pi\u00f9 grazie a <strong>live<\/strong>, <strong>collaborazioni<\/strong> con i <strong>brand<\/strong> e <strong>vendita<\/strong> del <strong>merchandising<\/strong> che agli introiti diretti della commercializzazione o streaming dei suoi brani.<\/p>\n<p>Le produzioni \u201chome made\u201d fanno ormai parte del mainstream e a questo ne consegue un vantaggioso e <strong>drastico<\/strong>\u00a0<strong>taglio<\/strong>\u00a0al <strong>budget<\/strong> sulla produzione dei brani, a favore di un discreto dispendio di risorse economiche volte a dare \u201cspinta\u201d mediatica al personaggio: il <strong>marketing<\/strong>. D\u2019altronde, siamo nell\u2019epoca del <strong>consumismo<\/strong> <strong>sfrenato<\/strong> e la musica rientra in questo disegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">La musica 2.0 e i millennials<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/l3vR9bQCgZCG1jsCA\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>Il ricambio incessante di <strong>giovani<\/strong> <strong>artisti<\/strong> ed il loro periodo di attivit\u00e0 \u201ca scadenza\u201d si riflette anche nelle pratiche contrattuali delle <strong>case<\/strong> <strong>discografiche<\/strong>, con le quali i musicisti sono chiamati ad accettare condizioni limitanti e per niente vantaggiose.<\/p>\n<p>Un altro aspetto riguarda il <strong>ruolo<\/strong> <strong>sociale<\/strong> che riveste il musicista o la band: non pi\u00f9 <strong>figura<\/strong> <strong>apprezzata<\/strong> per le proprie qualit\u00e0 artistiche ma personificazione, agli occhi dei giovani, della <strong>scorciatoia<\/strong> per arrivare al successo <strong>monetario<\/strong>. Potenzialmente chiunque oggi \u00e8 in grado di confezionare un <strong>prodotto<\/strong> <strong>musicale<\/strong>, col minimo dispendio di risorse e, di conseguenza, un minimo rischio.<\/p>\n<p>Anche il modo di <strong>ascoltare<\/strong> e <strong>prestare<\/strong> <strong>attenzione<\/strong> alla musica \u00e8 cambiato: le nuove leve, oggi, \u00e8 come se soffrissero di \u201c<strong>deficit dell\u2019attenzione<\/strong>\u201d, incapaci di <strong>concentrarsi<\/strong> davvero durante l&#8217;ascolto. Piuttosto, gli stessi prediligono sonorit\u00e0 che si prestano ad essere un mero \u201csottofondo\u201d musicale che, incessantemente, canzone dopo canzone, fa da tappeto sonoro a <strong>mille<\/strong> <strong>altre<\/strong> <strong>attivit\u00e0 pi\u00f9 gratificanti<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Quantit\u00e0 &gt; Qualit\u00e0?<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/4qNsW4BwMojde\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 spiega il motivo per cui <strong>produzioni<\/strong> <strong>musicali<\/strong> troppo <strong>accurate<\/strong> che un tempo costituivano la prassi, oggi risulterebbero in parte sprecate ed in parte fin troppo <strong>macchinose<\/strong> per le tempistiche di <strong>realizzazione<\/strong> a cui bisogna sottostare.<\/p>\n<p>I <strong>puristi<\/strong> della <strong>musica<\/strong> lo sanno bene e per questo non fanno che rinnegare qualunque tipo di sonorit\u00e0 provenga da quest\u2019epoca contemporanea, lamentando il dilagare di una musica vacua e non vedendo di buon grado la <strong>sperimentazione<\/strong>, che sembra <strong>contribuire<\/strong> a <strong>realizzare<\/strong> solamente produzioni dagli stessi definite \u201c<strong>indegne<\/strong>\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di quelle che possono essere le <strong>dinamiche<\/strong> <strong>discutibili<\/strong> del music business odierno, bisognerebbe per\u00f2 tener conto del fatto che i <strong>grandi<\/strong> della <strong>musica<\/strong> a loro tempo furono considerati <strong>pionieri<\/strong> e vengono ricordati oggi per essersi differenziati da quanto gi\u00e0 esisteva, <strong>innovando<\/strong> e <strong>sperimentando<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Il disprezzo manifestato verso la <strong>musica<\/strong>, trasuda anche quando si parla di artisti emergenti per i quali non v\u2019\u00e8 supporto n\u00e9 adeguata retribuzione. Chi paga per ascoltare una <strong>band<\/strong> <strong>sconosciuta<\/strong> o non mainstream che sta <strong>sperimentando<\/strong> e facendo cose buone? Alzate la mano.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">S\u00ec ma in Italia non ci sono live house<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/MCM6YFW0FxXmu4wy31\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 una vera e propria crisi della musica dal vivo che nel concreto coinvolge anche i locali storici del nostro Paese in pi\u00f9 o meno tutta Italia; si pensi al <b>Rainbow<\/b> od al <b>Transilvania<\/b> di Milano.<\/p>\n<p>In un modo o nell\u2019altro la vita della musica live<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0v<\/span>iene <strong>continuamente<\/strong> <strong>minata<\/strong> e tal volta, come abbiamo visto, la <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> \u00e8 anche di coloro i quali non contenti di niente, rifiutano tutto in nome del \u201c<strong>la vera musica era quella di una volta<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 critico ancora \u00e8 il <strong>disinteresse<\/strong> da parte delle <strong>nuove<\/strong> <strong>leve<\/strong> nei confronti della <strong>musica<\/strong> <strong>suonata<\/strong>, alla quale si preferisce quella da <strong>discoteca<\/strong>, o su <strong>base<\/strong> (vedi la musica <strong>trap<\/strong> e <strong>hip-hop<\/strong>), per la quale si \u00e8 disposti a pagare qualsiasi cifra.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Un\u2019altra causa per cui la musica fruibile nelle discoteche sia quella di consumo realizzata elettronicamente \u00e8 meramente di tipo economico: il <strong>dj\/cantante \u00e8 uno<\/strong>, mentre i musicisti da pagare sono <strong>diversi<\/strong>. In pi\u00f9 vi sono i costi legati alla <strong>strumentazione<\/strong> e ai <strong>fonici<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">La cultura musicale in Italia<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/7wKIm8pYcKj2E\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>La scarsa <strong>cultura<\/strong> <strong>musicale<\/strong> di cui soffre il nostro paese \u00e8 cosa tristemente nota e, di certo, non \u00e8 d\u2019aiuto. Se in altri stati la <strong>musica<\/strong> di un <strong>tempo<\/strong> \u00e8 sempre rispettata e presa d\u2019esempio anche dai pi\u00f9 giovani, quella nostrana, a noi giovani, quasi imbarazza.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che esiste una <strong>storia<\/strong> della <strong>musica<\/strong> <strong>italiana<\/strong> che ignoriamo del tutto e soprattutto, che nessuno ci ha mai insegnato. Rimaniamo cos\u00ec convinti che quello che conosciamo e disprezziamo oggi sia <b>a prescindere<\/b> meglio di <strong>qualunque<\/strong> <strong>cosa<\/strong> ci sia stato prima, in Italia per lo meno. Se si tratta poi di fare parallelismi tra ieri e oggi, la battaglia sembra vinta in partenza per noi <strong>millennials<\/strong>.<\/p>\n<p>A questo proposito non pu\u00f2 non venire in mente il famoso brano &#8220;<em>I kissed a girl<\/em>&#8221; (ho baciato una ragazza) di <strong>Kate Perry<\/strong>, uscito nel 2008, perch\u00e9 pu\u00f2 in qualche modo esplicare l\u2019atteggiamento popolare della nostra societ\u00e0: un brano che venne accolto con <strong>stupore<\/strong> tra i fan della <strong>musica<\/strong> <strong>pop<\/strong> e che espose la cantante ad un mare di critiche ed elogi che la definirono allo stesso tempo una <strong>ragazzaccia<\/strong> ed una vera <strong>trasgressiva<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00e8 un chiaro esempio di cosa basti oggi per definire un qualcosa \u201c<strong>trasgressione<\/strong>\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Peccato che meriti ben pi\u00f9 stupore il sapere che una grande <strong>artista<\/strong> <strong>italiana\u00a0<\/strong>nel suo brano parla di una cosa che potrebbe realmente definirsi scandalosa e <strong>provocatoria<\/strong> per il periodo: un rapporto sessuale a 3, in una canzone del 1968. Parliamo di Pensiero Stupendo di <strong>Patty<\/strong> <strong>Pravo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Prima eravamo pi\u00f9 rivoluzionari? Beh&#8230;<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/3o6Zt0kLiFwvhiutfq\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>Erano gli anni delle <strong>rivoluzioni<\/strong> \u00e8 vero, ma ad un\u2019Italia tenuta a freno dal moralismo sociale e politico dell&#8217;epoca poco importava quali progressi stesse facendo il mondo: e tutto ci\u00f2 che usciva dai ristretti schemi era da considerarsi <strong>provocazione<\/strong> e <strong>trasgressione<\/strong>.<\/p>\n<p>Probabilmente ci\u00f2 che trainava i giovani di allora, i cosiddetti \u201c<strong>baby<\/strong> <strong>boomer<\/strong>\u201d, era la voglia di rivalsa dopo un periodo di guerra e distruzione, il sentire propria una nazione da ricostruire anche attraverso la musica, nonostante i limitati mezzi a disposizione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Noi, di mezzi, ne <strong>abbiamo<\/strong> fin <strong>troppi<\/strong>: \u00e8 la voglia di rivalsa che scarseggia.<\/p>\n<p>Se, come abbiamo detto in precedenza, la musica \u00e8 lo <strong>specchio<\/strong> della <strong>societ\u00e0<\/strong>, la nostra si basa sul vivere una <strong>quotidianit\u00e0<\/strong> in maniera <strong>bipolare<\/strong>, rifiutando tutto ed abbracciando tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Conclusione<\/h2>\n<p>In una societ\u00e0 come la nostra la <strong>vera<\/strong> <strong>trasgressione<\/strong> \u00e8 <strong>non<\/strong> <strong>trasgredire<\/strong>. Perch\u00e9 se una volta ci si ribellava ai dettami di una societ\u00e0 <strong>dogmatica<\/strong> e <strong>perbenista<\/strong>, oggi scorgere cause per cui ne valga davvero la pena escludendo i facili trend \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>molto<\/strong><\/span> <strong>pi\u00f9<\/strong> <strong>difficile<\/strong> e si rischia in un attimo di non essere \u201c<strong>cool<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Qualcun altro direbbe poi che oggi \u00e8 semplice gridare alla trasgressione in un mondo in cui \u00e8 gi\u00e0 avvenuto tutto, in cui la <strong>trasgressione<\/strong> \u00e8 divenuta <strong>normalit\u00e0<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che semplicemente sono <strong>cambiate<\/strong> le <strong>regole<\/strong> della <strong>societ\u00e0<\/strong>, ed essendo noi contemporanei, lasceremo la discussione aperta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">Articolo scritto da <strong>Elena P.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Siete d&#8217;accordo con me? No? Fatemelo sapere con un commento<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che state leggendo non \u00e8 un articolo dedicato specificamente a un artista ma, piuttosto, vuole trattare temi legati alla percezione della musica italiana oggi, alla societ\u00e0 consumistica arbitrata da talent show e social media e porre, infine, anche qualche quesito sul legame tra musica e trasgressione, che di questi tempi riveste un ruolo marginale. 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