{"id":435007,"date":"2020-07-16T18:56:21","date_gmt":"2020-07-16T16:56:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=435007"},"modified":"2020-07-16T13:06:38","modified_gmt":"2020-07-16T11:06:38","slug":"evoluzione-della-musica-elettronica-parte-2-di-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/didattica\/evoluzione-della-musica-elettronica-parte-2-di-3\/","title":{"rendered":"Evoluzione della musica elettronica &#8211; Parte 2 di 3"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/evoluzione-della-musica-elettronica-parte-1-di-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Leggi la prima parte<\/a><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Synth Pop &amp; Co.<\/h3>\n<p>La musica sperimentale elettronica degli anni <strong>&#8217;70<\/strong> divenne ben presto qualcosa da incanalare in un formato pi\u00f9 fruibile e &#8220;<strong>commerciale<\/strong>&#8220;. Sebbene molti degli artisti che per primi si cimentarono con la musica elettronica venivano dal mondo tedesco, \u00e8 <strong>all&#8217;Inghilterra<\/strong> che si deve la nascita del <strong>synth-pop<\/strong> e dell&#8217;<strong>electro-pop<\/strong>. Tagli di capelli, attitudine, suoni super-cool di sintetizzatore e etichette major entrarono in simbiosi.<\/p>\n<p>Una peculiarit\u00e0 della musica elettronica dal tempo fu che permise alle persone che non erano &#8220;virtuose&#8221; o abili a suonare uno strumento di fare musica concreta. Grazie all&#8217;avanzamento tecnologico del sintetizzatore i <strong>nerd<\/strong> e i <strong>geek<\/strong> riuscivano a scalare le classifiche, in barba ai chitarristi, bassisti e batteristi rock. Chi gi\u00e0 aveva delle basi di <strong>tastiera<\/strong> o <strong>pianoforte<\/strong> era, ovviamente, avvantaggiato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/xUOxfbuK9qc61NGiaI\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Lo standard MIDI e i primi computer &#8220;consumer&#8221;<\/h3>\n<p>Lo sviluppo dei <strong>computer<\/strong> e delle <a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/it\/search_dir.html?ref=intl&amp;shp=eyJjb3VudHJ5IjoiaXQiLCJjdXJyZW5jeSI6IjIiLCJsYW5ndWFnZSI6Iml0In0%3D&amp;sw=interfaccia%20midi&amp;smcs=aed221_2225\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>interfacce MIDI<\/strong><\/a> fu una cosa molto rapida. Poco dopo la commercializzazione del <strong>Commodore 64<\/strong>, <strong>Karl<\/strong> <strong>Steinberg<\/strong> inizi\u00f2 a programmarvi sopra il primo <strong>sequencer<\/strong>. La storia della musica elettronica \u00e8 legata a doppio filo al computer <strong>Atari ST<\/strong>, dotato di interfaccia <strong>MIDI<\/strong> di fabbrica.<strong> MIDI 1.0<\/strong>, il protocollo di <strong>controllo<\/strong> <strong>MIDI<\/strong>, fu introdotto nel 1982.<\/p>\n<p>Lo sviluppo dello <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Yamaha_DX7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Yamaha DX7<\/strong><\/a>, il primo <strong>sintetizzatore<\/strong> <strong>digitale<\/strong> alla portata di &#8220;tutte le tasche&#8221;, inizi\u00f2 nel <strong>1983<\/strong> e gioc\u00f2 un ruolo molto importante nell&#8217;evoluzione della musica elettronica. Grazie alla <strong>sintesi<\/strong> <strong>FM<\/strong>, fu possibile utilizzare e <strong>modulare<\/strong> suoni con l&#8217;ausilio di una tastiera.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Gary Numan &#8211; la prima star del synth pop<\/h3>\n<p>Corre maggio 1979, lo show &#8220;<strong>Top Of The Pops<\/strong>&#8221; presenta, per la prima volta nella sua storia, qualcosa di mai sentito prima: il pioniere dell&#8217;electro-pop <strong>Gary Numan<\/strong> (e la sua band, <strong>Tubeway<\/strong> <strong>Army<\/strong>), si esibisce nel brano interamente prodotto con strumenti elettronici &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZF4Z6smOrZw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Are Friends Electric<\/strong><\/a>?&#8221;. Involontariamente, Numan diventa una synth-pop star, sebbene l&#8217;artista avesse radici <strong>punk<\/strong> e si considerava un <strong>non<\/strong>&#8211;<strong>musicista<\/strong>. Diceva di se: &#8220;Il mio unico talento \u00e8 di saper unire suoni diversi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2222\/07\/Gary-Numan.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-434912\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2222\/07\/Gary-Numan.png\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2222\/07\/Gary-Numan.png 590w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2222\/07\/Gary-Numan-300x225.png 300w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La cosa curiosa fu la tipologia di performance: nonostante nel brano non comparisse alcuno strumento acustico, i componenti della band fecero finta di suonare il brano utilizzando <strong>chitarra<\/strong> <strong>elettrica<\/strong>, <strong>basso<\/strong> e <strong>batteria<\/strong>. Gary Numan fu un precursore ed apripista per le band che sarebbero state formate di l\u00ec a poco: <strong>Depeche Mode<\/strong>, <strong>OMD<\/strong>, <strong>Soft Cell<\/strong>, <strong>Human<\/strong> <strong>League<\/strong> e molti altri.<\/p>\n<p><strong>Gary Numan &#8211;<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=M3pvMLFYX0w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Are Friends Electric<\/strong><\/a> (1979)<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=M3pvMLFYX0w<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80 e &#8217;90 il synth-pop, con canzoni prodotte in maniera sintetica, divent\u00f2 &#8220;<strong>socialmente<\/strong>&#8221; accettato e fu introdotto nelle <strong>discoteche<\/strong> e sale da ballo. Nonostante ci\u00f2, chi amava questo genere non se la passava bene: i fan del rock e del punk tendevano a bullizzarli. Durante un concerto dei The Human League, in apertura ad un concerto di <strong>Iggy<\/strong> <strong>Pop<\/strong>, la band fu letteralmente costretta ad andarsene dal palco perch\u00e9 i fan continuavano a lamentarsi e urlargli contro, arrivando a lanciargli svariati oggetti addosso.<\/p>\n<p>La British <strong>New<\/strong> <strong>Wave<\/strong> (termine che fu coniato all&#8217;epoca) era composta da svariate band che, con entusiasmo, abbracciavano l&#8217;avvento della nuova tecnologia. Il punk sembrava ormai perduto e gli amanti dell&#8217;elettronica cercarono di rivitalizzare lo spirito <strong>DIY (Do It Yourself)<\/strong>\u00a0in maniera differente. Nel 1981 &#8220;<strong>Don&#8217;t You Want Me<\/strong>&#8221; fu il <strong>singolo<\/strong> a <strong>vendere<\/strong> <strong>meglio<\/strong> in tutto l&#8217;anno solare. Nonostante i fischi e le disapprovazioni da parte del pubblico punk durante quel famoso concerto di Iggy Pop, i The Human League rimangono una delle band pi\u00f9 importanti del filone electro-pop.<\/p>\n<p><strong>The Human League &#8211;<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tA1V3zP7uh4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Don\u2019t You Want Me<\/strong><\/a> (1981)<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tA1V3zP7uh4<\/p>\n<p>Nel 1980 i <strong>Depeche<\/strong> <strong>Mode<\/strong> furono scoperti per caso durante l&#8217;esibizione d&#8217;apertura per un concerto di <strong>Fad<\/strong> <strong>Gadget<\/strong>. La band inglese, cos\u00ec come gli OMD e i Soft Cell, divenne poi una delle band pi\u00f9 celebri e importanti del genere synth pop. Basti pensare che nel 1988 riempirono letteralmente il <strong>Rose Bowl Stadium<\/strong> a <strong>Pasadena<\/strong>, in <strong>California<\/strong>, con oltre<strong> 70.000 spettatori<\/strong>.<\/p>\n<p>Un anno dopo i <strong>Depeche<\/strong> <strong>Mode<\/strong> pubblicarono &#8220;<strong>Personal Jesus<\/strong>&#8220;, e il resto \u00e8 storia. Negli<strong> Stati Uniti d&#8217;America<\/strong> li adoravano e adoravano il brano: ironico, dato che la band non avrebbe mai scommesso su una cosa del genere, dato il <strong>titolo<\/strong> (e il testo) molto provocatorio.<\/p>\n<p><strong>Depeche Mode &#8211; <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=u1xrNaTO1bI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Personal Jesus<\/a><\/strong> (1989)<\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iRGVwZWNoZSBNb2RlIC0gUGVyc29uYWwgSmVzdXMgKE9mZmljaWFsIFZpZGVvKSIgd2lkdGg9IjUwMCIgaGVpZ2h0PSIzNzUiIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS1ub2Nvb2tpZS5jb20vZW1iZWQvdTF4ck5hVE8xYkk\/ZmVhdHVyZT1vZW1iZWQiIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvdz0iYWNjZWxlcm9tZXRlcjsgYXV0b3BsYXk7IGNsaXBib2FyZC13cml0ZTsgZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhOyBneXJvc2NvcGU7IHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZTsgd2ViLXNoYXJlIiByZWZlcnJlcnBvbGljeT0ic3RyaWN0LW9yaWdpbi13aGVuLWNyb3NzLW9yaWdpbiIgYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPjwvaWZyYW1lPg==\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.<\/p>\n<p> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-provider-toggle\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-show-provider-information role=\"button\">Ulteriori informazioni<\/a> <\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-buttons\"> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-btn\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-unblock role=\"button\">Sblocca questo contenuto<\/a> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-btn\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-accept-service role=\"button\" style=\"display: inherit\">Accettare il servizio richiesto e sbloccare il suo contenuto<\/a> <\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Eri gi\u00e0 nato all&#8217;epoca dei fatti qui riportati? Ti ricordi di aver sentito questi brani alla radio? Faccelo sapere con un comment0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda di tre episodi che ripercorrono la storia della musica elettronica: oggi parliamo di Synth Pop e New Wave<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":435008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10728],"tags":[14097,14801,14803,14805,7972,14807,8043,14809,8055,14811,14813],"class_list":["post-435007","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-didattica","tag-80s-it","tag-depeche-mode-it","tag-gary-numan-it","tag-human-league-it","tag-music-it","tag-new-wave-it","tag-pop-it","tag-synth-pop-it","tag-synthesizer-it","tag-synthpop-it","tag-techno-it"],"category_colors":{"color_key":"learn","css_classes":{"text":"cat-learn","text_light":"cat-learn-light","bg":"cat-bg-learn","bg_light":"cat-bg-learn-light","border":"cat-border-learn","text_on_bg":"cat-text-on-learn"}},"reading_time":{"minutes":4,"formatted":"4 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=435007"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435007\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/435008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=435007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=435007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=435007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}