{"id":433565,"date":"2020-06-19T14:45:41","date_gmt":"2020-06-19T12:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=433565"},"modified":"2020-06-19T11:58:02","modified_gmt":"2020-06-19T09:58:02","slug":"ci-impegniamo-davvero-per-ascoltare-musica-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/ispirazione\/ci-impegniamo-davvero-per-ascoltare-musica-nuova\/","title":{"rendered":"Ci impegniamo davvero per ascoltare musica nuova?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ricordi la sensazione che hai provato ascoltando per la prima volta la canzone della band che sarebbe poi diventata la tua band preferita? Quel senso di gioia, di incredibile contentezza e stupore, una rivelazione, la consapevolezza che il mondo fosse diventato improvvisamente interessante tutto a un tratto. Riusciamo a ricordare quell&#8217;esatto momento anche dopo decadi, ma non riusciamo pi\u00f9 a riprodurlo con altra musica. Perch\u00e9? Scopriamolo!\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Dopo i 30 diventiamo&#8230; monotoni?<\/h2>\n<p>Ricordi quando i tuoi genitori ti dicevano che &#8220;la musica ai nostri tempi era <strong>ben<\/strong> <strong>migliore<\/strong> di questa roba moderna che ascolti tu&#8221;? Purtroppo, tu sei destinato a fare lo stesso. Svariati sondaggi condotti da <strong>Deezer<\/strong> e <strong>Spotify<\/strong> hanno evidenziato che, attorno ai 28\/30 anni d&#8217;et\u00e0, le persone entrano in una cosiddetta &#8220;<strong>paralisi<\/strong> <strong>musicale<\/strong>&#8221; in cui iniziano ad ascoltare a ripetizione la musica che ascoltavano a 20 anni e non si prendono la briga di ascoltare null&#8217;altro.<\/p>\n<p>I sondaggi hanno evidenziato diverse motivazioni, una delle quali \u00e8 sicuramente legata al <strong>cambio<\/strong> di <strong>vita<\/strong> raggiunto attorno ai 27-30 anni d&#8217;et\u00e0: si diventa pi\u00f9 <strong>sedentari<\/strong>, si compra casa, il <strong>lavoro<\/strong> <strong>risucchia<\/strong> molte energie e famiglia e figli occupano molto tempo durante la giornata.<\/p>\n<p>Sorprendentemente per\u00f2, quello del &#8216;cambio vita&#8217; non \u00e8 il motivo pi\u00f9 <strong>gettonato<\/strong>: la causa principale \u00e8 l&#8217;incredibilmente <strong>ampia<\/strong> e <strong>opprimente<\/strong> quantit\u00e0 di musica a disposizione dell&#8217;utente, che finisce per essere semplicemente <em>troppa<\/em> da gestire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/9jt3LFeS9QfaE\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Ma&#8230; io ascolto un sacco di musica diversa!<\/h2>\n<p>Ovvio, e molto probabilmente \u00e8 tutta <strong>musica<\/strong> che hai scoperto e\/o <strong>consolidato<\/strong> nel tuo spettro dei gusti personali quando eri pi\u00f9 giovane. L&#8217;et\u00e0 perfetta per scoprire nuova musica, secondo il sondaggio, \u00e8 stata fissata a <strong>24 anni<\/strong>: si \u00e8 maturi abbastanza per avere una mentalit\u00e0 aperta e propositiva ma anche giovani e pieni di energie a sufficienza per avere tempo e risorse per scoprire nuova <strong>musica<\/strong>.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, ti basti pensare alla metodologia con la quale eri solito scoprire <strong>nuova<\/strong> <strong>musica<\/strong> prima della rivoluzione dello streaming: passaparola tra amici, forum su internet, chat e televisione &#8211; canali diversi che <strong>filtravano<\/strong> molta della proposta musicale presente in modo da proporti un <strong>prodotto<\/strong> <strong>finale<\/strong> pi\u00f9 mirato e una scelta meno generosa che permetteva di non incorrere nella paralisi decisionale.<\/p>\n<p>Con i servizi di streaming disponibili oggi hai tutto il catalogo musicale globale nelle tue mani: probabilmente, \u00e8 <strong>troppa<\/strong> <strong>musica<\/strong> da poter gestire da un solo individuo. Strumenti come le <strong>playlist<\/strong> o algoritmi che ti propongono scelte musicali conformi agli artisti che ti piacciono gi\u00e0 aiutano molto: nonostante ci\u00f2, finiscono per l&#8217;essere <strong>deleteri<\/strong> se il tuo scopo primario \u00e8 <strong>scoprire<\/strong> <strong>musica<\/strong> completamente nuova e totalmente slegata da ci\u00f2 che ascolti di solito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/mFGuMYCB1VVOfECwqw\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Emozioni e nostalgia giocano un ruolo<\/h2>\n<p>La musica \u00e8 la <strong>colonna<\/strong> <strong>sonora<\/strong> della nostra <strong>vita<\/strong> e siamo <strong>emotivamente<\/strong> <strong>legati<\/strong> ad essa, soprattutto se ci fa ricordare momenti salienti della vita: <strong>fidanzamenti<\/strong>, rotture, successi, fallimenti, scuola e amicizie.<\/p>\n<p>Ti basti pensare che ogni generazione ha la propria &#8220;<strong>canzone<\/strong>&#8220;. <em><strong>Creep<\/strong><\/em> dei <strong>Radiohead<\/strong> \u00e8 una delle canzoni pi\u00f9 popolari per le persone che hanno circa 38 anni ad oggi &#8211; persone che, nel 1993, quando usc\u00ec la canzone, erano nel cosiddetto &#8220;<strong>sweet<\/strong> <strong>spot<\/strong>&#8221; musicale\/emotivo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/11xK2fJqk1oJiw\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Musica nuova = cervello felice<\/h2>\n<p><strong>Valorie<\/strong> <strong>Salimpoor<\/strong>, autrice del libro &#8220;<strong>The Brain and New Music<\/strong>&#8220;, sostiene che la nostra vita \u00e8 una routine prevedibile e poco soggetta a cambiamenti. Ci\u00f2 non ci permette di <strong>sperimentare<\/strong> <strong>emozioni<\/strong> <strong>intense<\/strong> (catartiche, quasi), portandoci a &#8216;riviverle&#8217; attraverso la musica: determinate canzoni attivano sostanze <strong>chimiche<\/strong> nel cervello che ci fanno sentire\u00a0<em>bene<\/em>. La musica, come gi\u00e0 raccontato pi\u00f9 volte con i nostri articoli qui sul blog, ha un effetto benefico anche in presenza di patologie e malattie degenerative (\u00e8 una cura per la depressione, ci fa tornare in mente i ricordi anche se soffriamo di <strong>Alzheimer<\/strong> e molto altro)<\/p>\n<p><strong>Esplorare<\/strong> <strong>musica<\/strong> nuova significa anche creare nuovi &#8216;<strong>percorsi<\/strong>&#8216; nel nostro cervello: gli schemi ricorrenti di determinati generi musicali vengono &#8216;assimilati&#8217; a mo&#8217; di spugna dal nostro cervello, il quale poi riesce subito a riconoscere e familiarizzare con un brano di un genere simile, facendocelo piacere da subito. Ascoltando musica nuova e generi mai sentiti prima, forziamo il cervello ad espandere il nostro bagaglio di schemi, permettendoci di apprezzare pi\u00f9 musica.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 bene non fissarsi sempre sulle solite <strong>canzoni<\/strong> in <strong>loop<\/strong> per permettere al cervello di rimanere attivo durante la fase di analisi ed elaborazione di musica nuova. Sono stati condotti studi che provano una correlazione tra nuove <strong>playlist<\/strong> in shuffle e i livelli di <strong>dopamina<\/strong> nel <strong>cervello<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/z8rEcJ6I0hiUM\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00c8 assolutamente OK avere generi ed artisti preferiti. Detto ci\u00f2, fa sempre bene tenere in allenamento il cervello e ampliare il proprio bagaglio culturale &#8211; di certo male non fa!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ti senti all&#8217;interno di una cosiddetta paralisi musicale? Come stai cercando di uscirne? Facci sapere!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 che in fondo siamo esattamente come quelli che dicono &#8216;la musica di una volta era meglio&#8217;?<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":433663,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10692],"tags":[],"class_list":["post-433565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ispirazione"],"category_colors":{"color_key":"inspire","css_classes":{"text":"cat-inspire","text_light":"cat-inspire-light","bg":"cat-bg-inspire","bg_light":"cat-bg-inspire-light","border":"cat-border-inspire","text_on_bg":"cat-text-on-inspire"}},"reading_time":{"minutes":4,"formatted":"4 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/433565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=433565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/433565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/433663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=433565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=433565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=433565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}