{"id":432767,"date":"2020-05-27T18:52:45","date_gmt":"2020-05-27T16:52:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=432767"},"modified":"2020-05-28T10:38:01","modified_gmt":"2020-05-28T08:38:01","slug":"10-copertine-e-il-loro-significato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/ispirazione\/10-copertine-e-il-loro-significato\/","title":{"rendered":"10 copertine e il loro significato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;impatto delle immagini scelte per le copertine dei dischi pi\u00f9 famosi non va sottovalutato: emozioni e sensazioni scaturiscono non appena l&#8217;occhio si posa su di esse. Per realizzarle gli artisti, i grafici e i pubblicitari si spremono le meningi senza tregua, soprattutto quando l&#8217;artista vuole cercare di lanciare un messaggio ben preciso &#8211; talvolta, per determinati artisti, la scelta della copertina \u00e8 un lavoro molto pi\u00f9 impegnativo della stesura e realizzazione della musica stessa all&#8217;interno di esso contenuta. Ecco 10 copertine che hanno letteralmente lasciato il segno nella storia della musica.\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"text-align: center;\">The Beatles &#8211; <em>Sgt. Pepper\u2019s Lonely Hearts Club Band<\/em> (1967)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/thumb\/5\/50\/Sgt._Pepper%27s_Lonely_Hearts_Club_Band.jpg\/220px-Sgt._Pepper%27s_Lonely_Hearts_Club_Band.jpg\" alt=\"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - Wikipedia\" \/><\/p>\n<p>I <strong>Beatles<\/strong> non furono rivoluzionari solo a livello musicale, ma anche sotto il profilo artistico. Ponevano grandissima attenzione alla scelta delle copertine delle loro pubblicazioni, a livelli quasi maniacali. Nel 1967 ai Fab Four non interessava pi\u00f9 creare copertine per <strong>vendere<\/strong> <strong>copie<\/strong>: qualsiasi foto avessero scelto, le vendite sarebbero state assicurate. Per la copertina di <em>Sgt. Pepper&#8217;s<\/em> furono usate 70 statue di cera del <strong>museo<\/strong> di <strong>cera<\/strong> di <strong>Madame<\/strong> <strong>Tussauds<\/strong>. In questo <strong>collage<\/strong>, particolarmente realistico, cercarono di simboleggiare una comunit\u00e0 di &#8220;<strong>nuove<\/strong> <strong>persone<\/strong> <strong>libere<\/strong>&#8220;. Davanti ai personaggi un letto di rose circondato da vari utensili e la scritta Beatles realizzata con <strong>fiori<\/strong> di <strong>giacinto<\/strong>. Un messaggio di <strong>inclusione<\/strong>, <strong>contrasto<\/strong> e <strong>diversit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">The Velvet Underground &#8211; <em>The Velvet Underground &amp; Nico<\/em> (1967)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/0\/0c\/Velvet_Underground_and_Nico.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Andy<\/strong> <strong>Warhol<\/strong>, noto per la sua eccentricit\u00e0, rivoluzion\u00f2 il mondo del design e della musica collaborando con i <strong>The Velvet Underground &amp; Nico<\/strong> &#8211; l&#8217;album della band di debutto di <strong>Lou<\/strong> <strong>Reed<\/strong> che fu quasi interamente <strong>prodotto<\/strong>, <strong>disegnato<\/strong> e &#8216;<strong>marketizzato<\/strong>&#8216; da Warhol stesso. L&#8217;album fin\u00ec per diventare una pietra miliare della musica underground e del <strong>punk<\/strong> indipendente. Per via della celeberrima copertina, l&#8217;album viene spesso chiamata il &#8216;<strong>banana<\/strong> <strong>album<\/strong>&#8216;. Su alcune prime stampe (e sulle riedizioni, come quella che trovate nel video qui sotto) la banana poteva esserse sbucciata rivelando&#8230; (beh, guardate il video per scoprirlo!).<\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iVW5ib3hpbmc6IFRoZSBWZWx2ZXQgVW5kZXJncm91bmQgYW5kIE5pY28gNTB0aCBBbm5pdmVyc2FyeSBWaW55bCAoODIzIDI5MC0xKSIgd2lkdGg9IjUwMCIgaGVpZ2h0PSIyODEiIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS1ub2Nvb2tpZS5jb20vZW1iZWQvdlRPS24weEo4ZFE\/ZmVhdHVyZT1vZW1iZWQiIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvdz0iYWNjZWxlcm9tZXRlcjsgYXV0b3BsYXk7IGNsaXBib2FyZC13cml0ZTsgZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhOyBneXJvc2NvcGU7IHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZTsgd2ViLXNoYXJlIiByZWZlcnJlcnBvbGljeT0ic3RyaWN0LW9yaWdpbi13aGVuLWNyb3NzLW9yaWdpbiIgYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPjwvaWZyYW1lPg==\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Il 4\u00b0 album in studio dei pionieri britannici del rock \u00e8 conosciuto anche come &#8220;In Rock&#8221;. L&#8217;album mostra i ritratti dei componenti della band come gigantesche <strong>sculture<\/strong> di <strong>pietra<\/strong> &#8211; figurativamente, il tutto \u00e8 basato sul famosissimo memoriale del <strong>Monte Rushmore<\/strong> (completato nel 1941) che raffigura i<strong> volti dei presidenti americani<\/strong> pi\u00f9 simbolici della storia della Nazione. L&#8217;album spazz\u00f2 via la musica del 1960, introducendo <strong>l&#8217;hard<\/strong> <strong>rock<\/strong> tipico dei Purple.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Simon &amp; Garfunkel &#8211; <em>Bridge over Troubled Water<\/em> (1970)<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/4\/41\/Simon_and_Garfunkel%2C_Bridge_over_Troubled_Water_%281970%29.png\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Bridge over Troubled Water<\/strong> <\/em>del <strong>duo soft rock\/folk Simon &amp; Garfunkel<\/strong> \u00e8 un album che \u00e8 possibile trovare in milioni e milioni di case. Le <strong>canzoni<\/strong> al suo <strong>interno<\/strong> hanno vinto tanti di quei <strong>Grammy<\/strong> da non riuscire neanche a ricordarli tutti. La copertina mostra Paul Simon e Art Garfunkel, in fila indiana. L&#8217;illusione ottica non salta subito all&#8217;occhio: &#8216;nascondendo&#8217; col dito il viso di Paul Simon, Art Garfunkel acquisisce una folta barba (rappresentata dai capelli di Paul Simon). Il fotografo, ad oggi, sostiene che l&#8217;effetto \u00e8 stato del tutto non intenzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Rolling Stones &#8211; <em>Sticky Fingers<\/em> (1971)<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/9\/99\/RSSF71.jpg\" \/><\/p>\n<p>Anche qui c&#8217;\u00e8 lo zampino di Andy Warhol. La copertina raffigura la parte inferiore dell&#8217;attore <strong>Joe<\/strong> <strong>Dallessandro<\/strong>, il quale indossa dei <strong>jeans<\/strong> <strong>stretti<\/strong> che lasciano ben intendere e intravedere i suoi attributi. Una <strong>cerniera<\/strong> <strong>zip<\/strong> funzionante fu introdotta nella primissima edizione, aperta la quale ci si trovava davanti a delle&#8230; <strong>mutande<\/strong> <strong>bianche<\/strong>. Per la prima volta, inoltre, apparve il <strong>logo<\/strong> con <strong>labbra<\/strong> e lingua, l&#8217;icona che accompagna da sempre gli <strong>Stones<\/strong>, disegnata da <strong>John<\/strong> <strong>Pasche<\/strong>. Un simbolo di attitudine sfrontata e ribelle e di provocazione sessuale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/0\/02\/The_Rolling_Stones_Tongue_Logo.png\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Pink Floyd &#8211; <em>The Dark Side of the Moon<\/em> (1973)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/3\/3b\/Dark_Side_of_the_Moon.png\" \/><\/p>\n<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;70 i <strong>Pink<\/strong> <strong>Floyd<\/strong> avevano un grosso problema: la loro musica, apparentemente, veniva utilizzata solo come sottofondo musicale per chi intendeva ubriacarsi o sballarsi. Il membro fondatore, <strong>Syd<\/strong> <strong>Barrett<\/strong>, stava per lasciare la band per via dei <strong>danni<\/strong> <strong>cerebrali<\/strong> causati dall&#8217;abuso di <strong>sostanze<\/strong> <strong>stupefacenti<\/strong>. <strong>Roger<\/strong> <strong>Waters<\/strong> e i membri rimanenti volevano dare una svolta pi\u00f9 seria ai loro lavori. Il graphic designer <strong>Storm<\/strong> <strong>Thorgerson<\/strong> piazz\u00f2 un prisma triangolare al centro della copertina (nera), con un raggio di luce bianca che lo colpisce e che viene frammentato in un arcobaleno di diffrazioni colorate. Il resto \u00e8 storia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">The Police &#8211; <em>Can&#8217;t Stand Losing You<\/em> (1978)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/c\/c5\/Cantstand.jpg\" \/><\/p>\n<p>I <strong>The<\/strong> <strong>Police<\/strong> erano parecchi provocatori, sapete? La band capitanata da <strong>Sting<\/strong> scelse un tema molto delicato per &#8220;Can&#8217;t Stand Losing You&#8221;: il <strong>suicidio<\/strong>. La copertina mostra il batterista, <strong>Stewart<\/strong> <strong>Copeland<\/strong>, appeso ad un cappio sopra ad un blocco di ghiaccio. <strong>La BBC censur\u00f2 il singolo<\/strong> e non lo trasmise fintanto che la band non accett\u00f2 di realizza una copertina alternativa. Essere &#8216;banditi&#8217; dalla BBC gener\u00f2 un <strong>tamtam<\/strong> <strong>pubblicitario<\/strong> non indifferente per la band, la quale riusc\u00ec anche nell&#8217;intento di portare una tematica molto importante nel contesto musicale quotidiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Supertramp &#8211; <em>Breakfast in America<\/em> (1978)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/c\/c4\/Supertramp_-_Breakfast_in_America.jpg\" alt=\"Breakfast in America - Wikipedia\" \/><\/p>\n<p>Una delle copertine pi\u00f9 famose del mondo \u00e8 quella di <em><strong>Breakfast in America<\/strong><\/em> dei <strong>Supertramp<\/strong>. La band britannica, gi\u00e0 attiva da qualche anno negli USA, decise di pagare tributo al modello societario Americano. La copertina mostra la vista attraverso il finestrino di un aeroplano, con vista su Manhattan. Una cameriera dal <strong>sorriso<\/strong> <strong>isterico<\/strong> con un meno nella mano sinistra e un <strong>bicchiere<\/strong> di <strong>succo<\/strong> <strong>d&#8217;arancia<\/strong> nella destra simboleggia la <strong>Statua<\/strong> <strong>della<\/strong> <strong>Libert\u00e0<\/strong>&#8230; con dei valori decisamente sballati. La band non conferm\u00f2 mai la teoria: detto tra noi, non \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Nirvana &#8211; <em>Nevermind<\/em> (1991)<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/b\/b7\/NirvanaNevermindalbumcover.jpg\" alt=\"Nevermind - Wikipedia\" \/><\/p>\n<p>Un <strong>bambino<\/strong> di quattro mesi nuota verso una <strong>banconata<\/strong> da un <strong>dollaro<\/strong>, completamente <strong>nudo<\/strong>. Bast\u00f2 questa immagine a causare polemica quando usc\u00ec <em><strong>Nevermind<\/strong><\/em> dei <strong>Nirvana<\/strong>. I genitali del bambino non sono censurati, cosa che caus\u00f2 non pochi dibattiti. <strong>Kurt<\/strong> <strong>Cobain<\/strong> sugger\u00ec alla label di inserire un&#8217;adesivo in corrispondenza dei genitali che additava come pedofili tutti coloro che si reputavano offesi dall&#8217;aspetto naturale e vero di un bambino. Alla fine, la cover venne pubblicata e commercializzata senza adesivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">David Bowie &#8211; <em><strong>The Next Day<\/strong><\/em><strong> (2013)<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/en\/4\/4a\/David_Bowie_-_The_Next_Day.png\" \/><\/p>\n<p><strong>David Bowie<\/strong>, un pioniere dell&#8217;avanguardia, rivoluzion\u00f2 la scena musicale tanto a livello di sound quanto di <strong>design<\/strong> e <strong>fotografia<\/strong>. Secondo l&#8217;artista che realizz\u00f2 <em><strong>The Next Day<\/strong><\/em>, <strong>Jonathan<\/strong> <strong>Barnbrook<\/strong>, l&#8217;idea alla base del lavoro era l&#8217;alienazione: <strong>Bowie<\/strong> si voleva alienare e separare da una copertina fin troppo nota, quella di <strong>Heroes<\/strong>. Geniale.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Qual \u00e8 la copertina che pi\u00f9 ami? E quella che pi\u00f9 ti ha sconvolto?<br \/>\nFaccelo sapere con un commento!<\/strong><\/p>\n<div class=\"advads-content-injection-before-content advads-entity-placement\" style=\"text-align: center;\" id=\"advads-2998500549\"><div class=\"advads-adlabel\">ANNUNCIO<\/div><div id=\"advads-839913611\"><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/intl\/index.html?utm_medium=display&#038;utm_source=partnersite&#038;utm_campaign=branding&#038;utm_content=thoshop&#038;utm_term=gemischt\" target=\"_blank\" aria-label=\"2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg 728w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01-300x37.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 728px) 100vw, 728px\" width=\"728\" height=\"90\"   \/><\/a><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa si nasconde dietro alle copertine degli album pi\u00f9 famosi? <\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":432750,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10712,10692],"tags":[],"class_list":["post-432767","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intrattenimento","category-ispirazione"],"category_colors":{"color_key":"entertain","css_classes":{"text":"cat-entertain","text_light":"cat-entertain-light","bg":"cat-bg-entertain","bg_light":"cat-bg-entertain-light","border":"cat-border-entertain","text_on_bg":"cat-text-on-entertain"}},"reading_time":{"minutes":5,"formatted":"5 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/432767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=432767"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/432767\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/432750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=432767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=432767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=432767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}