{"id":431635,"date":"2020-04-28T18:49:35","date_gmt":"2020-04-28T16:49:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/?p=431635"},"modified":"2020-04-27T09:39:47","modified_gmt":"2020-04-27T07:39:47","slug":"guida-intergalattica-per-ascoltatori-del-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/ispirazione\/guida-intergalattica-per-ascoltatori-del-silenzio\/","title":{"rendered":"Guida intergalattica per ascoltatori del silenzio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dalle metropoli ai piccoli paesi di campagna, a causa del <i>lockdown<\/i> la nostra colonna sonora quotidiana ha cambiato aspetto: il rombo del traffico aereo, il basso bordone degli snodi stradali, l&#8217;eterogeneo brulicare della vita di tutti i giorni e persino i suoni dei cortili delle scuole hanno lasciato il posto a tutte quelle frequenze che, fino a un mese fa, non potevano essere percepite perch\u00e9 sormontate da voci pi\u00f9 forti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>In questo periodo, in molti affermano di percepire uno strano silenzio e, abituati alla vibrante &#8220;musica astratta&#8221; della vita contemporanea, faticano a convivere con il nuovo paesaggio sonoro. Ma che cos&#8217;\u00e8 davvero il silenzio? E come possiamo sfruttarlo nelle nostre pratiche musicali? Ecco una piccola guida intergalattica per ascoltatori del silenzio che spero potr\u00e0 arricchire i vostri esperimenti creativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><b>Ascoltare le voci dello spazio<\/b><\/h2>\n<p>Quando evochiamo la parola &#8220;<strong>silenzio<\/strong>&#8220;, ci vengono in mente le immagini di luoghi isolati: vette di montagna, <strong>deserti<\/strong>, <strong>prati<\/strong> <strong>sconfinati<\/strong> e altre quiete <strong>ambientazioni<\/strong> che escludono la presenza dell&#8217;uomo e dell&#8217;urbanizzazione. Se vogliamo riferirci in concreto al silenzio, il nostro pensiero si deve rivolgere allo <strong>spazio<\/strong>, tra <strong>stelle<\/strong>, <strong>galassie<\/strong> e <strong>pianeti<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I suoni che udiamo ogni giorno sono <strong>oscillazioni<\/strong> di <strong>particelle<\/strong> provocate da movimenti vibratori che si propagano meccanicamente in un mezzo fisico (l&#8217;aria); nelle <strong>distanze<\/strong> <strong>celesti<\/strong> non c&#8217;\u00e8 alcun mezzo che potrebbe servire da supporto per le onde sonore e non \u00e8 dunque possibile alcuna propagazione di <strong>vibrazioni<\/strong>. I suoni delle <strong>esplosioni<\/strong> dei <strong>pianeti<\/strong> o delle astronavi dei film di fantascienza sono fantasiose <strong>immaginazioni<\/strong>: lo spazio \u00e8 un luogo silenzioso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Grazie alla ricerca e alla <strong>tecnologia<\/strong>, attraverso particolari dispositivi siamo capaci di <strong>catturare<\/strong> i <strong>dati<\/strong> di alcune radiazioni del cosmo \u2013 come le <strong>onde<\/strong> <strong>radio<\/strong>, che non sono suoni! \u2013 e di <strong>convertirli<\/strong> e <strong>tradurli<\/strong> in <strong>materiale<\/strong> udibile <strong>dall&#8217;uomo<\/strong>; in questo modo \u00e8 possibile dare una &#8220;<strong>voce<\/strong>&#8221; a molti fenomeni astrofisici.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Da qualche tempo, la <strong>NASA<\/strong> ha messo a disposizione alcune delle <strong>affascinanti<\/strong><i> <\/i><strong>traduzioni<\/strong> effettuate nel corso delle esplorazioni spaziali, offrendole gratuitamente all&#8217;ascolto e alla creativit\u00e0 di quanti vogliano cimentarsi in nuovi <strong>esperimenti<\/strong> <strong>musicali<\/strong>. Per maggiori informazioni visita questa pagina <strong><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/connect\/sounds\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.nasa.gov\/connect\/sounds\/index.html<\/a><\/strong> o ascolta subito i suoni su <strong><a href=\"https:\/\/soundcloud.com\/nasa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/soundcloud.com\/nasa<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/jpPZo8ScZenZ7yQK3v\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"advads-content-injection-before-2-h2 advads-entity-placement\" style=\"text-align: center;\" id=\"advads-3411947271\"><div class=\"advads-adlabel\">ANNUNCIO<\/div><div id=\"advads-4251042272\"><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/intl\/index.html?utm_medium=display&#038;utm_source=partnersite&#038;utm_campaign=branding&#038;utm_content=thoshop&#038;utm_term=gemischt\" target=\"_blank\" aria-label=\"2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg 728w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01-300x37.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 728px) 100vw, 728px\" width=\"728\" height=\"90\"   \/><\/a><\/div><\/div><h2 style=\"text-align: center;\"><b>Pianificare un&#8217;esperienza nella camera anecoica<\/b><\/h2>\n<p><strong>Scienziati<\/strong> e <strong>fisici<\/strong> di tutto il mondo si sono impegnati per creare un <strong>ambiente<\/strong> il pi\u00f9 <strong>vicino<\/strong> <strong>possibile<\/strong> al concetto di &#8220;<strong>silenzio<\/strong> <strong>assoluto<\/strong>&#8220;: costruite per testare attrezzature <strong>elettroniche<\/strong> o per condurre studi di <strong>acustica<\/strong> e <strong>psicoacustica<\/strong>, le <strong>camere<\/strong> <strong>anecoiche<\/strong> sono luoghi realizzati in modo da assorbire e abbattere la maggior parte delle riflessioni sonore. Il compositore <strong>John<\/strong> <strong>Cage<\/strong> ebbe l&#8217;opportunit\u00e0 di visitarne una nei primi anni <strong>Cinquanta<\/strong>, <strong>all&#8217;Universit\u00e0<\/strong> di <strong>Harvard<\/strong>; in quella situazione silenziosa e solitaria, Cage ud\u00ec due suoni, uno alto e uno basso. Incuriosito dall&#8217;ascolto, chiese delucidazioni al <strong>tecnico<\/strong> di <strong>laboratorio<\/strong> il quale gli spieg\u00f2 che il suono alto era quello del suo <strong>sistema<\/strong> <strong>nervoso<\/strong> in funzione, mentre quello <strong>basso<\/strong> apparteneva al suo <strong>sangue<\/strong> in <strong>circolazione<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il <strong>Polo Scientifico e Tecnologico dell&#8217;Universit\u00e0 di Ferrara<\/strong> ha una sua camera anecoica e nel settembre 2019, durante uno speciale <i>open day<\/i>, ha permesso ai visitatori di fare questa strana esperienza percettiva. Se l&#8217;avventura vi intriga, consiglio di cercare quei <strong>centri<\/strong> di <strong>ricerca<\/strong> che possano offrirvi un viaggio speciale nel non-silenzio.<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZU57nhw0yKE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><b>Riscoprire la storia per trarne ispirazioni<\/b><\/h2>\n<p>Nel 1952, Cage scrisse un&#8217;opera silenziosa che riportava nel titolo la sua durata complessiva espressa in minuti e secondi: <i>4&#8217;33&#8221;<\/i>. Al suo debutto, la composizione fu eseguita al pianoforte da David Tudor; il pianista aveva come unico compito quello di non suonare e segnalare al pubblico l&#8217;inizio e la fine dei tre movimenti del brano aprendo e chiudendo il coperchio della tastiera. Fu cos\u00ec che &#8220;il silenzio&#8221; fu inserito nel programma di un concerto: per quattro minuti e trentatr\u00e9 secondi il pubblico in sala fu costretto ad ascoltare i rumori dell&#8217;ambiente in cui era immerso, dallo scricchiolio delle sedie ai colpi di tosse, dal suono del traffico oltre le finestre al respiro del vicino di poltrona. Con questa potente e controversa scrittura, Cage svel\u00f2 un paradosso: il silenzio altro non \u00e8 se non il prezioso suono dell&#8217;ambiente che ci circonda e tutto l&#8217;udibile si elev\u00f2 improvvisamente a oggetto artistico. <i>4&#8217;33&#8221;<\/i> non \u00e8 un atto di negazione della musica ma, al contrario, l&#8217;affermazione della sua onnipresenza. Ecco l&#8217;esecuzione di <i>4&#8217;33&#8221;<\/i> proposta dalla band metal Dead Territory:<\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iSm9obiBDYWdlIC0gNCYjMDM5OyAzMyYjMDM5OyYjMDM5OyBEZWF0aCBNZXRhbCBDb3ZlciBieSBEZWFkIFRlcnJpdG9yeSIgd2lkdGg9IjUwMCIgaGVpZ2h0PSIyODEiIHNyYz0iaHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS1ub2Nvb2tpZS5jb20vZW1iZWQva0dFRzRKaU9xZXc\/ZmVhdHVyZT1vZW1iZWQiIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvdz0iYWNjZWxlcm9tZXRlcjsgYXV0b3BsYXk7IGNsaXBib2FyZC13cml0ZTsgZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhOyBneXJvc2NvcGU7IHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZTsgd2ViLXNoYXJlIiByZWZlcnJlcnBvbGljeT0ic3RyaWN0LW9yaWdpbi13aGVuLWNyb3NzLW9yaWdpbiIgYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPjwvaWZyYW1lPg==\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Se l\u2019udire \u00e8 il mezzo fisico che abilita la percezione, ascoltare significa dare attenzione a quanto si \u00e8 percepito, acusticamente e psicologicamente. Con le sue istruzioni verbali scritte su cartoncino, nel 1963 Yoko Ono chiese al pubblico di ascoltare il suono del battito di un cuore (<i>Beat Piece<\/i>); con la serie di concerti <i>Listen<\/i> (1969), Max Neuhaus port\u00f2 invece le persone a fare esperienza di luoghi urbani dall&#8217;inascoltato fascino sonoro: nelle aree sottostanti a trafficati cavalcavia, nelle centrali idriche o alle fermate della metropolitana, era chiesto al pubblico<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di immergere le orecchie nel suono che lo circondava.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Qualche anno dopo, nel 1971, nascer\u00e0 il concetto di paesaggio sonoro, definito come l&#8217;insieme di tutti i suoni, ovunque ci troviamo. In questo breve e intenso filmato, Raymond Murray Schafer ci guida alla scoperta del paesaggio sonoro:<\/p>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rOlxuXHWfHw<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><b>Aumentare la consapevolezza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h2>\n<p>Dare valore al silenzio significa aumentare la nostra consapevolezza del suono e potenziare le nostre capacit\u00e0 di concentrazione nelle fasi di ascolto. Quante volte vi sar\u00e0 capitato, durante le vostre jam, di &#8220;perdere&#8221; il suono del vostro strumento, fagocitato dalle frequenze degli altri?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La compositrice americana Pauline Oliveros trov\u00f2 che la costruzione di particolari esercizi chiamati <i>Sonic Meditations<\/i> potesse aiutare i musicisti nelle pratiche di improvvisazione. Stilate in forma di istruzioni performative, le prime <i>Meditations<\/i> furono sviluppate negli anni Settanta durante alcune sessioni di improvvisazione con l\u2019obiettivo di offrire ai partecipanti indicazioni per il coinvolgimento attivo dell\u2019ascolto; gli esercizi di Oliveros si proponevano di dare strategie per la risposta musicale ed erano capaci di mantenere elevata la considerazione all&#8217;unisono di se stessi, degli altri e dell\u2019ambiente. Se vi incuriosiscono, Le <i>Sonic Meditations<\/i> sono state raccolte nell&#8217;omonimo libricino edito da Smith Publications e le potrete trovare nel web.<\/p>\n<p>Se desiderate lanciarvi nel potenziamento delle vostre abilit\u00e0, il collettivo milanese Standards ha messo a disposizione on-line una serie di pratiche fatte di osservazioni, ascolti e relazioni di reciprocit\u00e0 con l&#8217;ambiente che stiamo vivendo: si tratta di un insieme di partiture ed esercizi per avvicinarci alla realt\u00e0 del quotidiano in diversi modi e velocit\u00e0. Le trovate qui, nella sezione &#8220;Quarantine Workout&#8221;: <a href=\"https:\/\/www.standardstudio.it\/quarantine-workout\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.standardstudio.it\/quarantine-workout<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/vh9isNb4S2Spa\/giphy.gif\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><b>Ascoltare canzoni iconiche con un nuovo punto di vista<\/b><\/h2>\n<p>Il potenziale creativo del suono quotidiano port\u00f2 molte band e produttori a creare collage, intrusioni e ambientazioni sonore dal sicuro effetto. Divertiti dai risultati resi possibili attraverso l&#8217;editing del nastro magnetico, i &#8220;soliti&#8221; Beatles manipolarono a tal punto la registrazione di una risata di McCartney da renderla simile al verso di un gabbiano, arricchimento iconico in <i>Tomorrow Never Knows<\/i> (1966); l&#8217;anno successivo, lo stesso McCartney present\u00f2 al festival <i>Million Volt Ligh<\/i> la misteriosa \u2013 e oggi purtroppo scomparsa \u2013 <i>Carnival of Light<\/i>, composizione per nastri magnetici realizzata durante una pausa dalle registrazioni di <i>Sgt. Pepper<\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nella prima traccia del loro omonimo studio-album di esordio, i Black Sabbath enfatizzarono l&#8217;ambientazione del disco con il sonoro di una campana a morto ripresa durante un temporale. Come afferm\u00f2 una volta Ozzy Osbourne, l&#8217;idea fu del produttore, Roger Bain, che aggiunse a loro insaputa le registrazioni contenute in alcuni nastri che aveva con s\u00e9; comunque sia andata la faccenda, l&#8217;addizione naturalistica complet\u00f2 per bene l&#8217;immaginario evocato da <i>Black Sabbath<\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tra i tanti esempi che potremmo ancora citare, ricordiamo anche l&#8217;intro di <i>Time <\/i>(1974) dei Pink Floyd che approfittarono dello zampino creativo di Alan Parsons per inserire i suoni di varie sveglie registrate nel negozio di un antiquario.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iUGluayBGbG95ZCAtIFRpbWUgKDIwMTEgUmVtYXN0ZXJlZCkiIHdpZHRoPSI1MDAiIGhlaWdodD0iMjgxIiBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LnlvdXR1YmUtbm9jb29raWUuY29tL2VtYmVkL0p3WVg1MkJQMlNrP2ZlYXR1cmU9b2VtYmVkIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgYWxsb3c9ImFjY2VsZXJvbWV0ZXI7IGF1dG9wbGF5OyBjbGlwYm9hcmQtd3JpdGU7IGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYTsgZ3lyb3Njb3BlOyBwaWN0dXJlLWluLXBpY3R1cmU7IHdlYi1zaGFyZSIgcmVmZXJyZXJwb2xpY3k9InN0cmljdC1vcmlnaW4td2hlbi1jcm9zcy1vcmlnaW4iIGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj48L2lmcmFtZT4=\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\">\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div>\n<div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\">\n<p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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I suoni della mappa sono per ora oltre 3000, incisi in 90 diversi paesi e territori; le registrazioni documentano un&#8217;infinit\u00e0 di paesaggi, dai rumori del porto di San Francisco alle canzoni dei pescatori del Turkana, passando per Venezia, Taipei e Birmingham. Chiunque pu\u00f2 prendere parte all&#8217;iniziativa: ognuno pu\u00f2 partecipare inviando qualsiasi forma di nuovo immaginario sonoro, purch\u00e9 legata a un luogo. https:\/\/citiesandmemory.com\/what-is-cities-and-memory-about\/<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/grand-central.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-431666\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/grand-central-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/grand-central-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/grand-central-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/grand-central-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2020\/04\/grand-central.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Ringraziamo <strong>Filippo<\/strong> di <strong><i>Chi ha paura del buio<\/i><\/strong> per l&#8217;aiuto nella stesura del paragrafo &#8220;Ascoltare le voci dello spazio&#8221;. Se l&#8217;astrofisica vi appassiona, seguite la loro pagina <strong>Facebook<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/NextSolarStorm\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.facebook.com\/NextSolarStorm\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Articolo scritto da <strong>Johan Merrich<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Che rapporto hai in questo periodo con il tuo paesaggio sonoro? Ti ha dato qualche stimolo per la produzione di opere musicali? Raccontacelo in un post!<\/strong><\/p>\n<div class=\"advads-content-injection-before-content advads-entity-placement\" style=\"text-align: center;\" id=\"advads-3159014141\"><div class=\"advads-adlabel\">ANNUNCIO<\/div><div id=\"advads-4290867546\"><a href=\"https:\/\/www.thomann.de\/intl\/index.html?utm_medium=display&#038;utm_source=partnersite&#038;utm_campaign=branding&#038;utm_content=thoshop&#038;utm_term=gemischt\" target=\"_blank\" aria-label=\"2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01.jpg 728w, https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/sites\/6\/2025\/05\/2502_Gear_Banner_Gemischt_729x90_IT_v01-300x37.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 728px) 100vw, 728px\" width=\"728\" height=\"90\"   \/><\/a><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle metropoli ai piccoli paesi di campagna, a causa del lockdown la nostra colonna sonora quotidiana ha cambiato aspetto: il rombo del traffico aereo, il basso bordone degli snodi stradali, l&#8217;eterogeneo brulicare della vita di tutti i giorni e persino i suoni dei cortili delle scuole hanno lasciato il posto a tutte quelle frequenze che, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":431639,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10692],"tags":[],"class_list":["post-431635","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ispirazione"],"category_colors":{"color_key":"inspire","css_classes":{"text":"cat-inspire","text_light":"cat-inspire-light","bg":"cat-bg-inspire","bg_light":"cat-bg-inspire-light","border":"cat-border-inspire","text_on_bg":"cat-text-on-inspire"}},"reading_time":{"minutes":8,"formatted":"8 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/431635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=431635"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/431635\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/431639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=431635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=431635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=431635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}