{"id":10008111,"date":"2026-04-03T10:54:00","date_gmt":"2026-04-03T08:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/?p=10008111"},"modified":"2026-03-16T11:00:35","modified_gmt":"2026-03-16T10:00:35","slug":"perche-alcune-canzoni-ci-rimangono-in-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/ispirazione\/perche-alcune-canzoni-ci-rimangono-in-testa\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alcune canzoni ci rimangono in testa?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capita spesso nei momenti pi\u00f9 banali della giornata. Sei in macchina, stai lavorando oppure sei sotto la doccia quando improvvisamente una melodia comincia a ripetersi nella tua mente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Magari sono solo quattro note. Oppure una frase del ritornello che continua a tornare in loop. Quella canzone non vuole uscire dalla testa. Non \u00e8 un caso. E non succede solo a te.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo fenomeno \u00e8 sorprendentemente diffuso. Diverse ricerche suggeriscono che <strong>oltre il 90% delle persone sperimenta regolarmente questo tipo di esperienza musicale involontaria<\/strong>.<br><br>In ambito scientifico viene chiamato <strong>Involuntary Musical Imagery (INMI)<\/strong>, ma il termine pi\u00f9 noto \u00e8 senza dubbio <strong>earworm<\/strong>, cio\u00e8 \u201cverme nell\u2019orecchio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda per\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante:<strong> perch\u00e9 alcune canzoni restano nella nostra mente per ore, o addirittura giorni, mentre altre spariscono subito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto: perch\u00e9 proprio quelle canzoni sono spesso le stesse che <strong>diventano virali su TikTok<\/strong>, <strong>Instagram<\/strong> o <strong>Spotify<\/strong>, generando milioni di video e miliardi di ascolti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta si trova in un punto d\u2019incontro tra <strong>neuroscienze<\/strong>, <strong>composizione<\/strong> <strong>musicale<\/strong>, <strong>psicologia<\/strong> <strong>dell\u2019ascolto<\/strong> e <strong>algoritmi<\/strong> delle piattaforme digitali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il fenomeno dell\u2019earworm: quando la musica continua a suonare nella mente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ascoltiamo un brano musicale, il cervello non si limita a percepire il suono in modo passivo. La corteccia uditiva analizza e registra una grande quantit\u00e0 di informazioni: ritmo, intervalli, accenti, pattern melodici e ripetizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica il cervello costruisce una sorta di <strong>modello interno della canzone<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la struttura musicale \u00e8 abbastanza semplice da essere riconosciuta rapidamente ma contiene anche una piccola deviazione dalle aspettative, il cervello tende a continuare a riprodurla mentalmente anche dopo che l\u2019ascolto \u00e8 terminato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questo il meccanismo che genera l\u2019earworm.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 succede nei momenti di distrazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti notano che queste melodie emergono nei momenti di pausa mentale: mentre guidiamo, camminiamo, facciamo la doccia o svolgiamo attivit\u00e0 ripetitive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione \u00e8 legata al fatto che abbiamo una rete cerebrale che si attiva quando la mente non \u00e8 impegnata in compiti cognitivi complessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando questo sistema entra in funzione, i pensieri tendono a vagare. Ed \u00e8 proprio in questo spazio mentale che i frammenti musicali pi\u00f9 memorabili possono riaffiorare con facilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 alcune melodie restano pi\u00f9 facilmente in testa<\/strong>?<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019equilibrio tra ripetizione e sorpresa<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le canzoni che restano pi\u00f9 facilmente nella memoria condividono spesso una caratteristica fondamentale: riescono a bilanciare <strong>prevedibilit\u00e0 e sorpresa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cervello umano ama i pattern riconoscibili. Le sequenze musicali ripetitive permettono di anticipare ci\u00f2 che sta per accadere e quindi facilitano la memorizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, una musica completamente prevedibile rischia di risultare monotona. Per mantenere l\u2019attenzione \u00e8 necessario inserire piccole deviazioni: una nota pi\u00f9 alta, una pausa inaspettata, un cambio armonico improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa combinazione tra familiarit\u00e0 e variazione \u00e8 uno degli elementi chiave delle melodie pi\u00f9 memorabili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ruolo del ritmo e della struttura<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la struttura ritmica gioca un ruolo importante. I brani che restano nella memoria tendono ad avere accenti chiari e un tempo facilmente riconoscibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le frasi musicali brevi e i ritornelli costruiti su poche note favoriscono la memorizzazione, perch\u00e9 il cervello riesce a codificare rapidamente il pattern.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che molti tormentoni pop condividano strutture simili: ritornelli immediati, linee vocali facilmente cantabili e una forte identit\u00e0 ritmica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando la musica provoca una reazione fisica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte la musica non si limita a restare in testa. Pu\u00f2 generare una risposta fisica molto intensa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la sensazione di brivido che parte dalla nuca e scende lungo la schiena durante un passaggio particolarmente potente di un brano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi studi indicano che una percentuale significativa della popolazione sperimenta questa sensazione almeno occasionalmente durante l\u2019ascolto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dopamina ed emozioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sensazione \u00e8 legata al rilascio di <strong>dopamina<\/strong>, un neurotrasmettitore coinvolto nel sistema di ricompensa del cervello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando una sequenza musicale genera una forte tensione seguita da una risoluzione emotiva, per esempio un cambio armonico o l\u2019ingresso improvviso di nuovi strumenti, il cervello pu\u00f2 reagire con una scarica di dopamina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno dei motivi per cui alcuni momenti musicali diventano estremamente memorabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n <div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iVGhlIEtvbG9ycyAtIElUQUxPRElTQ08gKEthcmFva2UgVmVyc2lvbikiIHdpZHRoPSI1MDAiIGhlaWdodD0iMjgxIiBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LnlvdXR1YmUtbm9jb29raWUuY29tL2VtYmVkLzNsOWExdXZvSXAwP2ZlYXR1cmU9b2VtYmVkIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgYWxsb3c9ImFjY2VsZXJvbWV0ZXI7IGF1dG9wbGF5OyBjbGlwYm9hcmQtd3JpdGU7IGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYTsgZ3lyb3Njb3BlOyBwaWN0dXJlLWluLXBpY3R1cmU7IHdlYi1zaGFyZSIgcmVmZXJyZXJwb2xpY3k9InN0cmljdC1vcmlnaW4td2hlbi1jcm9zcy1vcmlnaW4iIGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj48L2lmcmFtZT4=\"><div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\"> <p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Video, challenge, reel e meme contribuiscono a moltiplicare l\u2019esposizione del brano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le piattaforme interpretano queste interazioni come segnali di interesse e iniziano a mostrare il contenuto ad un pubblico sempre pi\u00f9 ampio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>TikTok e la nuova logica della scoperta musicale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TikTok ha avuto un impatto enorme sul modo in cui la musica viene scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza dei social tradizionali, il feed della piattaforma <strong>non dipende principalmente dal numero di follower<\/strong>. Gli algoritmi mostrano contenuti basati soprattutto sull\u2019interesse e sull\u2019interazione degli utenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo significa che anche artisti completamente sconosciuti possono raggiungere milioni di persone se un loro brano viene utilizzato nella realizzazione di molti contenuti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La rivoluzione dei micro-hook<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando bastano pochi secondi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei cambiamenti pi\u00f9 interessanti dell\u2019era social riguarda la durata dei momenti musicali pi\u00f9 memorabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi una canzone pu\u00f2 diventare virale grazie a <strong>un frammento di appena dieci o quindici secondi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo breve segmento pu\u00f2 fissarsi nella memoria degli utenti, diventare la base di un trend e spingere migliaia di persone a cercare il brano completo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo alcuni artisti progettano le canzoni includendo pi\u00f9 momenti potenzialmente virali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto creare un grande ritornello, ma costruire diversi punti della traccia che possano funzionare come micro-ganci.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un esempio recente: il caso virale di Leonardo De Andreis<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio recente di queste dinamiche \u00e8 quello del cantautore romano <strong>Leonardo De Andreis<\/strong>. Il suo brano <strong>Soltero<\/strong> \u00e8 diventato virale su TikTok partendo da un frammento molto breve del ritornello, circa venti secondi caricati come clip sulla piattaforma. All\u2019inizio il video passa quasi inosservato, poi gli utenti iniziano a riutilizzare quel suono nei propri contenuti: lip sync, POV narrativi e brevi storytelling personali. In poco tempo il brano smette di essere soltanto una canzone e diventa un format riutilizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questo il passaggio chiave della viralit\u00e0 contemporanea: quando un frammento musicale offre alle persone un modo semplice per raccontare qualcosa di s\u00e9, l\u2019algoritmo intercetta il fenomeno e la diffusione pu\u00f2 crescere rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n <div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"youtube-content-blocker\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSB0aXRsZT0iTGVvbmFyZG8gRGUgQW5kcmVpcyAtIFNvbHRlcm8gKFZpZGVvIFVmZmljaWFsZSkiIHdpZHRoPSI1MDAiIGhlaWdodD0iMjgxIiBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LnlvdXR1YmUtbm9jb29raWUuY29tL2VtYmVkLzB1aFFOeDhub25FP2ZlYXR1cmU9b2VtYmVkIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgYWxsb3c9ImFjY2VsZXJvbWV0ZXI7IGF1dG9wbGF5OyBjbGlwYm9hcmQtd3JpdGU7IGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYTsgZ3lyb3Njb3BlOyBwaWN0dXJlLWluLXBpY3R1cmU7IHdlYi1zaGFyZSIgcmVmZXJyZXJwb2xpY3k9InN0cmljdC1vcmlnaW4td2hlbi1jcm9zcy1vcmlnaW4iIGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj48L2lmcmFtZT4=\"><div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-c brlbs-cmpnt-cb-youtube\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-thumbnail\" style=\"background-image: url('https:\/\/www.thomann.de\/blog\/app\/uploads\/borlabs-cookie\/6\/brlbs-cb-youtube-main.png')\"><\/div> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-main\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-play-button\"><\/div> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-content\"> <p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>YouTube<\/strong>. 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Ama le melodie riconoscibili, reagisce alle sorprese armoniche e associa la musica ai ricordi personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando questi elementi si combinano con le dinamiche della condivisione online, il risultato pu\u00f2 essere straordinario: una canzone capace di diffondersi in tutto il mondo nel giro di pochi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la prossima volta che un ritornello continuer\u00e0 a girarti in testa per ore, forse lo guarderai con occhi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 solo un tormentone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il tuo cervello che sta facendo esattamente ci\u00f2 per cui \u00e8 stato progettato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuoi approfondire altri temi legati alla produzione musicale, agli strumenti e alle tecnologie audio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul <strong>Thomann Blog<\/strong> trovi ogni settimana guide, approfondimenti e analisi dedicate al mondo della musica e della produzione sonora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco spiegato perch\u00e9 alcune canzoni ci rimangono in testa rispetto ad altre canzoni.<\/p>\n","protected":false},"author":10010,"featured_media":10008114,"comment_status":"open","ping_status":"0","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tblog_post_audio_url":"","footnotes":""},"categories":[10692],"tags":[],"class_list":["post-10008111","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ispirazione"],"category_colors":{"color_key":"inspire","css_classes":{"text":"cat-inspire","text_light":"cat-inspire-light","bg":"cat-bg-inspire","bg_light":"cat-bg-inspire-light","border":"cat-border-inspire","text_on_bg":"cat-text-on-inspire"}},"reading_time":{"minutes":7,"formatted":"7 min"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10008111","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10010"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10008111"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10008111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10008115,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10008111\/revisions\/10008115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10008114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10008111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10008111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thomann.de\/blog\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10008111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}