Quattro compositrici italiane che passeranno alla storia

Quattro compositrici italiane che passeranno alla storia

Qualche articolo fa, abbiamo parlato di una nicchia in musica (che poi su carta tale non è), di cui si parla molto raramente: le compositrici donna. La maggior parte di loro apparteneva ad un’epoca discretamente lontana, medioevo, post medioevo ed inizi dell’ 800. Oggi vi parleremo di grandi compositrici e musiciste che hanno lasciato la loro impronta nella nostra epoca moderna: si tratta di donne, che rappresentano il primo tentativo di affermazione nella composizione al femminile.


Cenni storici

Hanno però tutte sofferto un’appartenenza alle cosiddette ”generazioni di mezzo”, operanti cioè in quei decenni nei quali il concetto della musicista donna sembrava ancora utopia, figurarsi parlare di pari opportunità e libertà artistica. Queste compositrici, che provengono da classi borghesi medio-alte, hanno appreso e studiato la musica in famiglia. Hanno poi successivamente adeguato il lavoro musicale a quello casalingo, svolgendo anche magari un altro lavoro part-time, il quale si aggiungeva al ruolo di moglie e madre. Sarà solo dagli anni Settanta che la figura di compositrice verrà associata ad una vera professione (diversamente delle cantanti e delle ballerine che, storicamente, si emanciparono assai prima).

Le compositrici dell’attuale panorama della musica italiana sono molte e citandole lo scopo non è altro che quello di informare su una situazione in movimento, che oggi si può definire, molto più di ieri, concretamente parificata nel genere. Basti pensare che nell’anno scolastico 1979-80, nei Conservatori, su un totale di poco più di cento studenti maschi che frequentavano il Corso superiore di composizione, solo 6 erano donne! Inoltre in quasi tutti i Conservatori non esisteva alcuna allieva che frequentasse la classe di composizione! Ora la situazione è ben diversa: alcune musiciste risiedono ai vertici di istituzioni importanti (Ada Gentile), altre dirigono delle Rassegne (Roberta Silvestrini), altre ancora sono attive su più fronti oltre a quello della composizione: quello musicologico (Paola Ciarlantini), quello della musica da film (Stefania Spadini) e quello concertistico, (Gisella Frontero, Francesca Virgili, Loredana Totò e molte altre).

 

Cristina Landuzzi

Cristina Landuzzi si forma attraverso i corsi di studio in Pianoforte, in Musica Corale e Direzione di coro diplomandosi brillantemente nel 1981 e 1985, presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza e “G. B. Martini” di Bologna. Consegue poi nel 1990, il diploma per lo studio della composizione presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con il massimo dei voti e la lode. Completa successivamente la sua formazione musicale, seguendo il corso di Direzione d’Orchestra con M. Benini ed il corso di Clavicembalo, diplomandosi presso il Conservatorio di Frescobaldi di Ferrara. Segue inoltre i corsi di perfezionamento di Direzione Corale a Marina di Ravenna dirigendo i concerti conclusivi dei corsi. Inizia la sua esperienza come direttrice di coro e dirigendo il Coro Vassura-Baroncini di Imola con il quale si esibisce in numerosi concerti in Italia ed all’estero.

La sua carriera compositiva si rivelerà ben presto ricca di esperienze formative, le più importanti delle quali avvengono tra il 1988-89, con i corsi di perfezionamento tenuti da Franco Donatoni all’Accademia Chigiana di Siena, dove vince, per gli anni di partecipazione, la borsa di studio. Ottenuto il Diploma di Merito, partecipa con le proprie opere ai concerti registrati dalla Rai. Nel 1990 è ammessa all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso la quale nel 1991 consegue il Diploma di Perfezionamento in Composizione, vincendo, l’anno successivo, il primo premio alla Biennale “Giovani artisti dell’Europa Mediterranea”. Questo ulteriore premio, darà il via all’attività compositiva grazie alle quali affronterà varie esperienze nazionali ed internazionali che culmineranno con la frequentazione di uno stage di composizione presso il Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi. Nella sua attività compositiva ha collaborato con prestigiosi Enti Lirici ed Orchestre Sinfoniche che le hanno commissionato opere per importanti manifestazioni in tutto il mondo. Ha collaborato con importanti interpreti ed Ensembles che hanno in repertorio numerose sue composizioni come E. Porta, A. M. Morini, A. Farulli e molte altre . Ha partecipato inoltre ad un progetto sul rapporto tra Musica e Liturgia che ha visto la creazione di opere su commissione della Curia di Milano, a seguito del quale la casa discografica Stradivarius ha inciso musiche sue e di altri importanti autori contemporanei.

All’attività compositiva si è affiancata l’attività di critica musicale dalla quale sono nate varie collaborazioni con la rivista “La Ribalta” del Teatro Comunale di Bologna, la rivista “Lyrica”. Dal 2003 collabora con l’Università di Bologna, facoltà di Letterte e Filosofia, corso di laurea DAMS, tenendo il corso di Analisi delle strutture musicali, per l’insegnamento di Teoria Musicale. Nel 1999 vince il Concorso a Cattedre per Titoli ed Esami bandito dallo Stato Italiano, classificandosi al primo posto, occupando così la cattedra di Fuga e Composizione presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna presso il quale insegna attualmente. Da alcuni anni si dedica all’approfondimento della musica rinascimentale e barocca come cembalista in ensemble ed orchestre barocche.

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Simona Simonini

Compositrice Bolognese, pianista, filosofa e musicologa, Simona Simonini ha iniziato molto giovane lo studio del pianoforte, a soli sette anni, sotto la guida di Elsa Malferrari. Si è poi diplomata in Pianoforte presso i Conservatori di Bologna e di Parma e in Composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, dove ha studiato con Salvatore Sciarrino, Niccolo’ Castiglioni ed Azio Corghi. Si è successivamente diplomata in Analisi musicale con Marco De Natale al Conservatorio di Milano e laureata All’Università di Bologna in Pedagogia e al DAMS- Musica con il massimo dei voti, la lode e dignità di pubblicazione. Ha usufruito di borse di Studio istituite dal Consiglio d’Europa per stages di perfezionamento in Belgio e l’accademia dei Lincei le ha conferito una menzione particolare (in concorso per insegnanti di filosofia) per la sua ricerca “Arte- Musica- Linguaggio nella filosofia di F. Nietzsche”.

Ha ricevuto la medaglia della Camera dei deputati per particolari meriti nella diffusione della musica contemporanea e per avere rappresentato l’Italia in Rassegne e Festivals di musica nazionali ed internazionali. Ha ottenuto corsi di filosofia della musica all’Università di Bologna con il professor Luigi Rognoni ed è attualmente direttrice artistica della Superiore Accademia Internazionale Universitaria per la Filosofia e le Scienze della Musica, con la quale ha organizzato Masters di pianoforte con il Maestro Lazar Berman e festivals di musica contemporanea. Le sue composizioni sono state eseguite in Italia, Europa, Russia e Stati Uniti d’America. Ha fondato Sipario Donne Compositrici con lo scopo di fare conoscere le composizioni scritte dalle donne di tutto il mondo.

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Carla Magnan

Carla Magnan, compositrice e didatta, si è diplomata in composizione, pianoforte e clavicembalo nel conservatorio “N. Paganini” di Genova, perfezionandosi in seguito all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (2003) all’Accademia Chigiana di Siena. Nel febbraio 2000 ha vinto, come clavicembalista, una borsa di studio della Comunità Europea per il Corso di Alto Perfezionamento in musica antica alla Scuola Musicale di Saluzzo, diplomandosi nell’agosto successivo. La curiosità e la voglia di sperimentare contraddistinguono ogni sua scelta compositiva ed i riconoscimenti per la sua arte non tardano certo ad arrivare. É stata ingaggiata (ed elogiata) da istituzioni, associazioni, solisti ed ensemble tra cui il Penderecki String Quartet, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e via dicendo.

La sua musica è stata ed è eseguita nelle principali istituzioni musicali italiane ed estere, in sale prestigiose come al Piccolo Regio per Settembre Musica di Torino (ora MITO) e alla Sala Petrassi del Parco della Musica di Roma, solo per citarne alcune. All’estero i suoi lavori sono stati ascoltati negli Istituti Italiani di cultura all’estero: ad Istanbul, Pechino, New Delhi, Tokyo ma anche in ambasciate, come alla Bulgarian Embassy a Washington DC e più recentemente al Festival Osmose e ancora, a Pittsburgh al Bricolage Theater, in Argentina a Buenos Aires ed altri. Il 19 giugno 2018 un’altra importante première americana a New York per il concerto finale del 38th Concert Season North/South Consonance, con l’esecuzione di “Una Stanza per Judith” per orchestra d’archi, ispirata a una lettura di “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, di cui cadeva il 136 anno dalla nascita, con Max Lifchitz, direttore e la North/South Chamber Orchestra.

Vincitrice di numerosi concorsi di composizione nazionali e internazionali è anche  spesso segnalata per merito artistico, come al RED NOTE New Music Festival Composition Competition (Illinois State University), l’Earplay Donald Aird Competition di San Francisco (USA) e molti altri. Per tre volte le sue composizioni sono state selezionate dalla SIMC, Società Internazionale di Musica Contemporanea per gli ISCM World Music Days (Hong Kong 2007, Lituania 2008, Belgio 2012). E’ autrice di spettacoli e pièce teatrali, di cui scrive sia la musica che i libretti e le drammaturgie, collaborando con importanti attori, registi, poeti e scrittori italiani. Fondamentale la sua collaborazione con lo scrittore Marco Santagata (finalista al Premio Strega nel 2015), da cui suoi romanzi ha composto due opere. Inoltre, merita particolare attenzione la produzione definibile tutta al femminile, scritta a quattro mani con la compositrice Carla Rebora, ormai più che decennale in cui, pur mantenendo entrambe la loro originalità creativa e la loro carriera compositiva, danno vita a quello che è un vero e proprio “unicum” nella storia della musica.

La Magnan è anche co-direttrice della rivista SuonoSonda, semestrale di ricerca orientato all’approfondimento dei tratti più innovativi della musica recente (contemporanea, elettronica, jazz, rock…). A dimostrazione dell’importanza della sua figura di interprete, saggista, intellettuale e ovviamente compositrice, l’8 marzo 2018 è stata nominata dal Sindaco di Genova Ambasciatrice di Genova nel Mondo, insieme ad altre 28 eccellenze femminili legate alla Città. E’ al momento docente al Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova.

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Sara Torquati

Pianista e compositrice, si è diplomata in pianoforte al Conservatorio G. Verdi di Torino, già tenendo da  giovanissima concerti sia come solista che in formazioni cameristiche e svolgendo regolare attività concertistica in tutta Italia e all’estero. Tra  le tappe più significative una tournèe in Ungheria nel 1990 come solista con l’Orchestra Salieri diretta da Tamas Pal. Dopo aver vinto il Concorso Ministeriale per i Conservatori come accompagnatrice al Pianoforte, si è esibita in numerosi concerti con cantanti lirici di fama internazionale e, sempre giovanissima, ha iniziato a comporre seguendo poi regolari studi di composizione con celebri maestri. Contemporaneamente ha studiato Musica Corale e Direzione di Coro a Roma e diretto la Corale G. da Venosa di S. Omero.

Come compositrice ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti da esecutori che hanno programmato le sue composizioni in recitals tenuti in tutto il mondo ottenendo prime esecuzioni in città quali: Londra, Parigi, Praga, Rio de Janeiro, Roma, Berlino, Hausjarvji, Los Angeles (U.S.A.); ha registrato in veste di compositrice ed esecutrice per la Rai, Rai Radio International, e Radio Finlandese; nel maggio 1999 ha partecipato come accompagnatrice ad una trasmissione su Rai Uno. Le sue composizioni sono state pubblicate dalla Casa Editrice Musik Fabrik di Parigi e dalla Cassandra Editrice oltre che da EurArte di Como; le sue opere sono pubblicate in cd antologici.

È presente in tutte le Enciclopedia della Musica Contemporanea in Italia. Nel 2005 ha vinto il premio per le migliori musiche del cortometraggio Il Sopranista al NYIIFVF di New York. Nel marzo 1999 è stata invitata dal Conservatorio di Ostrava a tenere un Masterclass sulla musica per tastiera italiana antica e contemporanea partecipando poi al prestigioso Festival di Kromeritz. A luglio 1999 rappresenta come compositrice e pianista L’Europa, Asia, Africa ed Australia all’11° Congresso Mondiale della IAWM Americana che si è tenuto a Londra. Ha collaborato con la Fondazione Donne in Musica di Roma sul cui programma 2000 è stata presente nel Progetto giubilare. Ha rappresentato l’Italia al Festival Ceret 2002 nel sud della Francia riscuotendo un lusinghiero successo. Nel mese di Dicembre è stato pubblicato il cd di sua composizione Pinocchio, Magia, Arte e Vita per voce recitante e piccola orchestra a cura della casa Musicale Wide Classic. Attualmente è docente di ruolo presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari e fa parte del Forum Permanente dei Compositori del Conservatorio nonché presidentessa dell’Associazione Musicale Haydn e direttrice artistica della stessa. Lo stesso ruolo lo ricopre nell’Associazione Ensemble Synaesthesia e nel Festival dell’intermezzo e dell’opera buffa. È Vicepresidente dell’Associazione Artemusi©A Compositrici per le Marche e cura infine progetti culturali per conto della Regione Abruzzo.

https://youtube.com/playlist?list=PLpHemFCcv6Q5V36v8SIsL3_FrXNBeg7N1

 

Conclusione

Il segnale che l’emancipazione sia cosa fatta, almeno nei suoi tratti generali, risiede nel fatto che molto spesso le musiciste rifiutano di farsi incasellare nella tematica delle “donne”, battendosi piuttosto per far porre l’attenzione esclusivamente sul loro lavoro. Ciò non toglie che in altre situazioni, più lontane al mondo della composizione e degli ambienti “colti”, la problematica relativa al riconoscimento pubblico del lavoro delle donne è assai più relativo come nel caso della musica leggera, in cui la donna cantante (più raramente musicista) segue molto spesso lo schema dell’esecutrice.

Per sintetizzare, potremmo affermare che c’è ancora molto da fare perché, se è vero che nell’ambiente della composizione e della musica colta la donna non incontra più le difficoltà di una volta, è altrettanto vero che esistono ancora ambienti meno evoluti (da quelli dei mass media e del mainstream, a quelli politici ed istituzionali) in cui la donna svolge, tutt’ora (più o meno inconsciamente), un ruolo subalterno e non pienamente consapevole di tutti i processi sociali e culturali che la tengono in scacco. Per molti aspetti la nostra, si riassume in una cultura retrograda dominata, anche e specialmente in musica, da meccanismi maschilisti.

“La difficoltà non è l’essere donna, ma è nella propria posizione politica /sindacale..] In un paese come l’Italia le difficoltà sono relative alla pochezza dei mezzi economici, all’esistenza di lobby di potere, al censo. Ma anche al non essere noi donne al potere all’interno delle Istituzioni, quando impareremo a lottare per questo e a usare del potere nel senso giusto, naturalmente, a cambiare il corso delle cose allora penso che sarà tutto più facile. La competitività con i maschi c’è, a mio avviso, specialmente in quegli aspetti della vita musicale che ti pongono molto in primo piano.. la direzione d’orchestra, per esempio: ancora oggi io vengo ricordata come ‘quella che dirigeva l’orchestra.”

Elisabetta Capurso (Pianista, compositrice, musicologa)


Articolo scritto da Elena P.


Conoscevate già queste compositrici italiane? Fatecelo sapere con un commento!

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La passione di Simon per la musica nasce molto tempo fa, fino a portarlo al diventare arrangiatore, chitarrista e autore di musica auto-prodotta, pubblicata con la sua band, gli Onyria.

6 commenti

    Si conosco Roberta Dilvestrini.. landuzzi, Simona Simonini, Ada Gentile,, cmq molto interessante GRAZIE

    Grazie a te per il tuo feedback!

    Bella presentazione, ringrazio Thomann Shop per il bel blog!

    Si! Molto interessante … ma Silvia Bianchera Bettinelli
    Io sono stata sua allieva di composizione .
    La domanda
    Ma quante donne mancano all,appello?
    Camilla anselmini

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