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Le 9 canzoni in dialetto più popolari su YouTube

Le 9 canzoni in dialetto più popolari su YouTube

Nella musica italiana, i dialetti  sono armi di espressione artistica, creando un legame indissolubile con il territorio e le comunità che lo animano. Sono inoltre un modo per preservare una parte preziosa del nostro patrimonio culturale.

Anche tu vuoi sapere quali sono le canzoni in dialetto più ascoltate? Vediamolo subito assieme!


Classifica finale canzoni in dialetto più amate su Youtube

1. Come vuoi – Geolier

La canzone con più visualizzazioni su Youtube, che guadagna il primo posto nella nostra classifica, è “Come vuoi” di Geolier con ben 47 milioni di visualizzazioni, lanciata solo un anno fa. Si tratta di una canzone in dialetto di un giovanissimo cantante del panorama rap napoletano salito alla ribalta a soli 18 anni con il  brano ‘P Secondigliano’ e alfiere indiscusso del dialetto napoletano applicato alla musica moderna. Talmente tanto legato alla sua terra, che ha voluto presentare al Festival di Sanremo 2024 una canzone interamente in dialetto che gli ha permesso di conquistare il secondo posto della prestigiosa kermesse musicale.  

Geolier, pseudonimo di Emanuele Palombo, prende il suo nome d’arte dalla traduzione in francese della parola secondino. Ma questo non ha nulla a che vedere con il carcere o con un passato criminale: è infatti il modo con il quale si chiamano tra di loro gli abitanti di Secondigliano, quartiere di origine del rapper. L’amore viscerale per le proprie radici e il desiderio di risollevare la propria terra, quindi, si riflettono nel suo nome d’arte, oltre che nei testi.

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2. Tu T’e Scurdat’ ‘E Me – Liberato

A seguire al secondo posto a poca distanza si posiziona un’altra canzone in dialetto napoletano, ma dal genere musicale completamente distinto, ovvero la dance/elettronica. Con 44 milioni di visualizzazioni, troviamo “Tu T’e Scurdat’ ‘E Me”, “Ti sei scordato di me” in italiano, di Liberato, nome d’arte di Gennaro Nocerino, del quale fino a poco tempo fa si avevano pochissime informazioni, se non che fosse nato a Napoli. 

In questa canzone certificata disco di platino e parte dell’album “Liberato” del 2017, l’artista ci parla di una storia d’amore che nasce e si sviluppa tra Mergellina, Procida e Forcella. Tutto il suo repertorio ha fortissime tinte dialettali, oltre a parole o intere frasi in inglese, francese e spagnolo che arricchiscono il ventaglio linguistico del misterioso artista.

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3. Le radici ca tieni – Sud Sound System 

Chiude il podio con 13 milioni di visualizzazioni guadagnandosi il terzo posto “Le radici ca tieni”, “Le radici che hai” in italiano, del gruppo Sud Sound System. Pionieri italiani della dancehall reggae – genere che mescola ritmi giamaicani con l’utilizzo del salentino e delle sonorità locali della pizzica e della tarantella – sono attivi dal 1989, e hanno all’attivo ben 17 album.

 

“Se non dimentichi mai le tue radici, rispetti anche quelle dei paesi lontani“ è la traduzione della prima strofa del brano in questione: un vero e proprio inno all’amata terra salentina, che sottolinea come la conoscenza e la passione per le proprie origini permettono di apprezzare e rispettare anche quelle dei paesi più lontani e diversi. L’intensità e la profondità di questo e altri testi presenti nell’album “Lontano” hanno permesso alla band leccese di aggiudicarsi il Premio Tenco 2003 nella categoria “Miglior lavoro dialettale italiano”.

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4. Roma Capoccia – Antonello Venditti

Non poteva mancare la capitale in questa speciale classifica. Al quarto posto infatti troviamo una canzone in dialetto romano: “Roma Capoccia” di Antonello Venditti con 8,4 milioni di visualizzazioni. Non servono presentazioni per uno dei monumenti del cantautorato italiano e parte della cosiddetta ‘scuola romana’, capace di combinare nei suoi testi ambienti e figure di una Roma popolare con spunti critici e invettive graffianti.

Questo brano, scritto a soli 14 anni dall’artista e inciso poi nel 1972, rappresenta la canzone simbolo della sua carriera. Una canzone dedicata a Roma, la sua città, che nel tempo ne è diventata di fatto un inno stesso: dichiarazione di amore-odio nei confronti della città eterna, evidenzia così la sua importanza e centralità nella vita dell’artista e nel panorama culturale italiano più in generale.  Il termine “Capoccia”, deriva dal dialetto romano che significa “testa” o “capo”. Nel caso della canzone, “Roma Capoccia” è un’espressione che si riferisce a Roma come la capitale per eccellenza che contiene il bene e il male, il vecchio e il nuovo, il sacro e il profano.

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5. Crêuza de mä – Fabrizio De André

Addentrandoci ora verso il centro della classifica, veniamo trasportati immediatamente tra i caruggi genovesi. Ecco infatti “Crêuza de mä” di Fabrizio De André con 3,1 milioni di visualizzazioni. Il titolo di questa canzone, pubblicata nel 1984 e parte dell’album omonimo cantato interamente in dialetto genovese, è  traducibile con ”viottolo di mare” riferendosi quindi a  un viottolo o mulattiera, talvolta a scalini, che segna i confini tra la proprietà privata e il litorale, collegando l’entroterra al mare.

 

Anche in questo caso Faber esprime l’amore per la sua città, Genova La Superba, tanto che nella parte finale della canzone si sentono delle vere voci dei venditori di pesce del mercato ittico della città. Il testo, infatti, descrive il ritorno in porto dei marinai che, dopo la nottata passata in mare a pescare, si ritrovano ad “asciugare le ossa” alla taverna Andrea, tra fritture, ragazze e vino. 

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6. Pin Floi – Pitura Freska

Nati a Venezia nel 1987 e attivi fino agli inizi degli anni 2000, al sesto posto troviamo i lagunari Pitura Freska, con il loro successo “Pin Floi” da 2,2 milioni di riproduzioni. La canzone racconta l’esperienza del cantante Sir Oliver Skardy, come riportato nel ritornello «Oi ndemo veder i Pin Floi»  (Oggi andiamo a vedere i Pink Floyd). Il cantante, voce del gruppo, non era riuscito infatti a raggiungere l’area del concerto dei Pink Floyd a causa di uno sciopero dei trasporti e dei disagi causati da questo concerto mastodontico nella città di Venezia.

La band è caratterizzata da un mix di reggae e rock e dall’utilizzo del dialetto veneziano. 

Inoltre, nel 1998, il gruppo partecipò al festival di Sanremo con un altro successo sempre in veneziano: Papa Nero. In questo caso la canzone non riguarda assolutamente il Veneto, ma parla di una profezia di Nostradamus secondo la quale, prima o poi, ci sarebbe stato un Papa dalla pelle scura. La canzone si è piazzata solo al 16º posto, ma ha ottenuto grande successo grazie al tema originale e al ritornello orecchiabile.

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7. Stranizza d’amuri – Franco Battiato

Proseguendo con la classifica troviamo la siciliana “Stranizza d’amuri” (Stranezza d’amore) di Franco Battiato, che con 961 mila visualizzazioni si aggiudica il settimo posto. Questo singolo, pubblicato nel 1979 e prima traccia dell’artista scritta interamente in siciliano, parla dell’amore al tempo della guerra in Sicilia, ai piedi dell’Etna, riferendosi al periodo subito dopo lo sbarco degli alleati nel 1943. Anche se il contesto non è dei più romantici, in questo luogo nasce quella “stranizza”, in italiano “stranezza” d’amore, capace di vincere sulla guerra.

 

Da sempre sperimentatore a livello linguistico e musicale, Battiato ha sempre criticato la società dei consumi e la classe politica italiana, oltre ad esplorare la filosofia, l’esoterismo e il misticismo. Risulta comunque riduttivo categorizzare sotto a un’etichetta uno degli rappresentanti più poliedrici e innovatori di tutto il panorama artistico italiano del secolo scorso.

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8. El Portava I Scarp Del Tennis – Enzo Jannacci

Al nono posto troviamo la canzone in dialetto milanese “El Portava I Scarp Del Tennis” di Enzo Jannacci, cantautore, cabarettista e attore milanese, con 302 mila visualizzazioni. 

Cardiochirurgo prima di intraprendere la carriera artistica – soprannominato Il Dottore per questo motivo – l’eclettico Jannacci ha saputo fotografare con le sue opere la Milano degli ultimi e meno fortunati da una prospettiva ironica e originale.

 

La canzone, scritta in collaborazione con Dario Fo nel 1964, racconta la storia di un senzatetto che “che purtava i scarp del tennis”, in italiano “portava le scarpe de tennis”, all’epoca indossate da persone di classi sociali più disagiate, e della sua storia d’amore platonica. 

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9. Delinqueint ed Modna – Modena City Ramblers

Chiude la classifica con 219 mila visualizzazioni “Delinqueint ed Modna” del gruppo emiliano Modena City Ramblers. Il brano descrive la band stessa agli esordi mentre gira l’Emilia Romagna tra pub e feste dell’Unità, dove spesso il conto delle birre consumate superava di gran lungo il compenso. 

I Modena City Ramblers sono originari dell’omonimo capoluogo estense e propongono ininterrottamente dal 1991 uno stile combat folk che esprime al meglio un amore incondizionato per il folk irlandese contaminato da sonorità rock e punk mescolate con la tradizione popolare locale. Da sempre impegnati in tematiche sociali e politiche di sinistra nei propri testi, si definiscono “uno stile di vita e di pensiero, che ci mette al fianco del nostro pubblico, di cui non siamo idoli ma amici fraterni”. 

Metodologia –  Canzoni in dialetto più ascoltate su YouTube

Lo studio è stato fatto da Nadiia Mykhalevych che ha considerato i video di canzoni totalmente in dialetto di cantanti/band su Youtube con più visualizzazioni. In questa ricerca non sono state considerate canzoni popolari o cover, ma solo canzoni originali. I cantanti considerati inoltre non sono solo artisti che cantano solo in dialetto, ma si tratta di cantanti che hanno realizzato almeno una canzone in dialetto. I dati delle visualizzazioni su YouTube risalgono al 15 Febbraio 2024.


Feedback – Le canzoni in dialetto più ascoltate su YouTube

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Maximilian Frattura, digital marketer e content writer. Un mix di creatività e passione per le nuove tecnologie. Studia musica dall'età di 13 anni e si appassiona all'arte della scrittura. Testi musicali, blog, giornalismo da tastiera, post-it, liste della spesa, script: creare è nella sua indole. Successivamente alla laurea in Songwriting nel 2017 alla University of East London, inizia il suo percorso nel marketing digitale, affermandosi come content writer nel settore della musica e dell'economia.

7 commenti

    Non trovo una sola canzone in dialetto barese, perché ?

    Non siamo riusciti a scegliere tutti i dialetti! Qual è la tua preferita in dialetto barese?

    Per non scontentare gli amici baresi chiederei se uno dei nostri artisti napoletani di comporre un brano in barese.

    Per non scontentare gli amici baresi chiederei a uno dei nostri artisti napoletani di comporre un brano in barese. Già sono penalizzati da De Laurentis…

    Manca Yanez di Van de Sfroos con 7 milioni e mezzo di visual

    L’è de ‘Lbì, cover in dialetto bergamasco dello chansonnier Luciano Ravasio

    Grazie del consiglio!

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