Hit The Tone! Mac Demarco e i sintetizzatori

Hit The Tone! Mac Demarco e i sintetizzatori

INGENUITÁ, SEMPLICITÁ E STILE!


Intendi quello strano individuo con la fessura tra i denti?

Sì, è lui. La musica di Mac si può definire come ironica, geniale: semplicità, animo vintage, attitudine rude e volgare e un senso dell’humour particolare sono solo alcuni degli elementi riscontrati nella musica di Mac, in particola modo nei suoi 3 LP e 2 EP. Il canadese è riuscito a unire il jangle pop e la musica psichedelica lowfi, con un risultato strabiliante.


Ma come fa?

Mac non rivela molto sul suo setup, quindi andiamo ad intuito basandoci su quel poco che viene rivelato. Oltre alle sue splendide chitarre vintage, DeMarco usa un Boss CE-2w, un chorus/vibrato che riproduce il mitico suono del CE-1 e del CE-2. Il secondo elemento da analizzare nel setup di DeMarco è l’utilizzo sapiente di reverbero e delay – per il primo l’artista si affida al vintage e sempreverde Electro Harmonix Holy Grail, mentre per il delay predilige un classico degli anni ’80: Boss DM-2W Delay,dal carattere analogico. Infine, sul lato ‘psichedelico‘, Mac si affida al POG2 della Electro Harmonix, un generatore di ottave polifoniche che, a detta di DeMarco, “ti fa suonare la chitarra come un organo da chiesa strambo”.

 


Ok ma non riesco a riprodurlo solo con una chitarra!

Giusto: non basta la chitarra per i pezzi di DeMarco, c’è bisogno anche del sintetizzatore! Mac usa solo strumenti vintage e, anche in questo caso, non svia dalla sua scelta stilistica: il Prophet5, un sintetizzatore prodotto dal 1978 al 1984, è la prima scelta di DeMarco quando c’è bisogno di tirar fuori suoni con carattere. Il sintetizzatore ha prezzi esorbitanti sul mercato del vintage ma, per fortuna, esistono ottime alternative come il Dave Smith Instruments Prophet REV2-8.

Rispetto al Prophet-5, il REV2-8 dispone di otto voci polifoniche (espandibili a 16 con modulo esterno), software integrato, step-sequencer a 64 step polifonico (6 note per step) e 512 presets di fabbrica (4 banchi da 128) con ulteriori 512 da programmare a piacimento.

Un altro sintetizzatore molto apprezzato da Mac è il Roland Juno-DS 61, erede del leggendario Juno60. Questo è uno dei sintetizzatori più intuitivi e semplici da usare caratteristiche le quali, assieme al prezzo competitivo, lo rendono perfetto per chi si butta nel mondo dei sintetizzatori.

Il Juno DS-61 include polifonia a 128 voci, 256 banchi di memoria (8 drum kits e 128 interpretazioni) e un sequencer a otto tracce con recording non-stop.

Un altro modello da considerare è sicuramente Yamaha Reface DX, un synth compatto a 37 tasti alimentato (volendo) anche a batterie e un layout super-intuitivo.

Ultimi ma non ultimi i sintetizzatori di casa Korg. Il più popolare, il Korg microKORG, è un sintetizzatore analogico versatile, leggero e con un sound engine basato sul Korg MS-2000. 3 ottave, polifonia a 4 voci, microfono incorporato per il vocoder, arpeggiatore, filtro resonance, un sacco di effetti e input per collegarci di tutto.

Il Korg microKorg XL+ è simile ma al tempo stesso diverso: polifonia a 8 voci, vocoder a 16 bande, 128 presets e sound engine basato sull’R3.


Altro da sapere?

Purtroppo sì. C’è da parlare ancora di sintetizzatori e aprire un capitolo a parte sui prodotti Moog. Considerati da molti come i migliori sintetizzatori sul mercato, sono da decenni la scelta preferita dei musicisti di tutto il globo. Mac, in particolare, suona il Moog One.

Disponibile in varianti da 16 e 8 voci, questo sintetizzatore è una vera e propria gemma del sintetizzatori multi-timbro. Con 3 suoni simultanei, 3 oscillatori (VCO) per ogni voce, generazione di waveform complesse, doppi filtri e 4 LFO e 3 envelope completano il pacchetto.

Il Subsequent 37, altro bel prodotto da 37 tasti con modalità mono o duet-paraphonic, arpeggiatore, step sequencer, 256 presents e ottimo bilanciamento tra bassi e alti, è anch’esso utilizzato da Mac.

E come non nominare il Grandmother, un sintetizzatore semimodulare a 32 tasti con arpeggiatore, riverbero a molla basato sul Moog 905 e 3 sequence.

Infine parliamo del Sub Phatty, un sintetizzatore monofonico venduto a circa 700€ con 16 presets, circuito Multi-Drive con distorsione analogica, 2 oscillatori wave variabili, un suboscillatore square wave e un editor per modificare i suoni comodamente al PC.


Conclusione

Ciò che è chiaro, al di la della personalità stravagante, è la chiara visione che l’artista ha. Sa come usare la tecnologia a sua disposizione, sa come scrivere canzoni e sa esattamente dove il futuro lo porterà.

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La passione di Simon non nasce dal nulla: da quando era in fasce, i suoi genitori l’hanno introdotto allo splendido mondo dei Queen, Led Zeppelin.. e anche gli ABBA!

2 commenti

    16 o 8 tasti per il moog one? Non credo

    > Oops! Intendevamo voci, corretto.

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