7 motivi per cui la gente dovrebbe comprare la tua musica

7 motivi per cui la gente dovrebbe comprare la tua musica

Le persone hanno sempre fatto difficoltà a pagare per la musica – e questo già da prima dell’avvento di Spotify, Apple Music e soci. La pirateria e lo streaming non autorizzato hanno sempre fatto parte del gioco e sempre ne faranno parte – lasciando al musicista ben poco spazio di manovra. 

Potrà sembrare incredibile ma la conversazione tipo tra un musicista e un potenziale acquirente ormai è circa questa: “La tua musica distribuiscila gratis, tanto lo fanno tutti. E poi non sei neanche famosi. Figurati se spendo soldi per qualcosa di intangibile. E se lo compro e poi non mi piace? Mi ridai i soldi?”

Personalmente mi sono trovato più volte al centro di queste conversazioni e, in quanto musicista non professionista che fa fatica ad acquistare la strumentazione e pagare le ore in studio di registrazione, il sangue inizia presto a ribollirmi soprattutto quando sento frasi del tipo “La musica non è mica così difficile da fare, perché dovrei pagarla?”

Ecco 7 validissime ragioni da utilizzare a proprio favore durante la prossima discussione riguardante il prezzo della musica.


1. La musica è economica!

Spendere 4€ per un paio di vite su Candy Crush e centinaia di euro per uno smartphone rendono poco credibile la scusa “non ho 99 centesimi per la canzone”. Gli sviluppatori di App hanno guadagnato miliardi con sciocchi giochini per la quale le persone facevano pazzie e nei quali gli utenti spendono decine di euro per comprare extra e oggetti bonus, mentre il mercato della musica crolla e si riduce a un cumulo di macerie. Complimenti!

 

2. Creare musica è un lavoro a tutti gli effetti

Non è che il file si auto-genera durante la notte per magia. Registrare e produrre un album (o anche solo un singolo) è un lavoro impegnativo e complesso che coinvolge svariate persone (che devono essere pagate) che utilizzano attrezzatura (digitale e analogica) che costa un occhio della testa. E tu (detrattore) ti lamenti del prezzo di un caffè?!

 

3. La musica ti dura tutta la vita

Una bella cena o una vacanza con i tuoi cari sono sicuramente esperienze che rimangono nel cuore. Ma se vogliamo essere completamente onesti, quando una vacanza è andata, è andata. Un cd musicale (che, peraltro, costa un decimo rispetto a una vacanza) ti durerà tutta la vita e potrai riascoltarlo quante volte vorrai nel corso della tua esistenza.

 

4. Complimenti e pacche sulle spalle non equivalgono a cibo e affitto

Non credo ci sia bisogno di spiegare ulteriormente il paragrafo. Dare commenti costruttivi e mettere ‘Mi Piace’ alla pagina Facebook del tuo artista preferito lo farà sicuramente contento ma non lo aiuterà di certo a pagare l’affitto. Dai il tuo supporto ai musicisti (soprattutto quelli indipendenti) in modo da permettergli di creare altra musica!

 

5. La musica unisce

Cosa sarebbe la vita senza musica? Una vita molto triste. Pensa a tutte le strimpellate in spiaggia, davanti al fuoco, i musicisti di strada, i festival estivi e i concerti di paese. La musica è una delle forme più forti di coesione e collante sociale e aiuta enormemente le persone a creare e mantenere relazioni d’amicizia durature. Senza musica il mondo non ha senso.

 

6. L’abbonamento ADSL non equivale all’abbonamento Streaming

Molti servizi di streaming legale come Spotify, Apple Music e Deezer offrono piani d’iscrizione premium per i loro utenti e distribuiscono le royalties agli artisti in base agli ascolti. OK – sappiamo tutti che il musicista ci guadagna gran poco, ma poco è sempre meglio di niente e nel momento in cui qualcuno scarica il tuo album da torrent un potenziale guadagno svanisce. Il fatto che su internet si trovi gratuitamente il mondo non significa automaticamente che sia eticamente giusto.

 

7. I musicisti sono sempre in bolletta

Non per alcol e ragazze. Un musicista si paga la strumentazione, le lezioni di musica, l’affitto della sala prove, le ore passate in studio di registrazione, gli amplificatori, l’attrezzatura per suonare live e molto molto altro. 99 centesimi sono niente a confronto.

 

Sei d’accordo con noi? Hai un punto di vista diverso? Faccelo sapere con un commento!

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La passione di Simon non nasce dal nulla: da quando era in fasce, i suoi genitori l’hanno introdotto allo splendido mondo dei Queen, Led Zeppelin.. e anche gli ABBA!

14 commenti

    Tutto giusto

    Vi piangete addosso dando la colpa agli altri. Olio di gomito e lavorare, altro che lamentarvi. Fancazzisti!

    Perfettamente d’accordo, io ci lavoro con Loro, non sono né un musicista né un cantante né un locale dove si esibiscono, io gli riparo gli strumenti e gli amplificatori, ed è difficile se non impossibile avere dei prezzi decenti per poter fare le riparazioni, anche noi piccoli laboratori dobbiamo mangiare e pagare bollette, ma Voi grande distribuzione, fate le stesse cose di chi scarica abusivamente da internet fregandovene dei piccoli, in questo caso anche dei musicisti come avete detto “sempre in bolletta”, solo che per voi è totalmente legale perché la chiamate concorrenza, un tecnico di laboratorio.

    Giusto più che giusto ! Io non scarico pezzi anche perché li puoi ascoltare per radio o tramite video ,ma è giusto pagare per scaricare . Aggiungerei alle vostre belle considerazioni che la musica è tutto è vita . Immaginate coloro che ballano senza la musica ! Non esisterebbero ed invece vivono per quei balli , anche di gruppo, grazie alla musica che ne scandisce i ritmi ! Grazie Musica Grazie Musicisti

    D’accordissimo con te!

    Ci sono cose che tanti non sanno o non vogliono capire. L’impegno
    i sacrifici che richiede lo studio della musica. Tanto
    tempo, anni dedicati a fare
    buona musica.
    Voglio semplicemente dire che i musicisti non vivono di sola musica.

    Ed è proprio questo, purtroppo, il concetto che non arriva a chi ci dovrebbe supportare. 🙁

    Io sono uno dei pochi,per fortuna non il solo,che compra la musica in quasi tutti i supporti:LP-CD-DVD e non ho mai scaricato niente,anche perché non so come si fa,sono d’accordo in quasi tutto anche perché sono un musicista dilettante,diciamo per passione.Andando in giro e proponendo le serate ne ho viste e sentite tante sia di qua che di là dello steccato.Il vero problema è che a chi non fa musica e non vive la passione per qualsiasi si voglia strumento o genere musicale:NON GLI FREGA NIENTE di chi vive per la musica,anIe questo soprattutto qui in Italia,non lo considera un lavoro e non pensa minimamente ai sacrifici che uno da per suonare.Concludo che la massa di persone vedo chi fa la mestiere di musicista,un perditempo che non ha voglia di fare nulla e questa è di una tristezza infinita!!!Ciao Lele.

    D’accordo con le tue considerazioni. Fintanto che non ci sarà un rispetto degno di questo nome per la figura di musicista in quanto professionista e lavoratore, non sarà possibile ambire a tutto ciò che ne consegue (remunerazione, supporto economico etc.)

    Credo che il discorso non faccia una piega… Purtroppo non è solo riferibile alla musica. Al giorno d’oggi manca il rispetto per il lavoro altrui, in generale. C è questa mentalità del voler risparmiare o avere addirittura gratis tutto… E purtroppo diventa un circolo vizioso, perché se il mio lavoro non viene pagato quello che è giusto, anche io devo per forza puntare al risparmio per le mie spese.

    Non si può che dare ragione al 100% a ciò che c’è scritto in questo articolo. Io ho fatto non pochi sacrifici per pagare quei 4 anni di accademia musicale dove però ho imparato a suonare lo strumento a regola d’arte (La batteria nel mio caso). Quando suonavo prendevo proprio un tozzo di pane, ma era meglio di niente. Adesso che non suono più mi limito a produrre qualche brano per diletto mio usando i sequencer digitali su computer e le librerie che un mio amico, purtroppo morto, mi ha lasciato. Per produrre un brano di quel tipo, anche semplice senza assoli o effetti, vedo che impiego circa 4 o 5 giorni per arrivare al prodotto finito, quindi non è uno scherzo del tipo “zac e tac” e tutto è fatto, bisogna metterci testa e passione. Vedo però che in giro regna un menefreghismo totale, seguendo una sorta di regola del tipo: «Tutto fà, purchè non si paghi». Io, dal mio lato, solo pochissimi brani praticamente introvabili li ho scaricati da Apple store, per il resto sono sempre dell’idea che un buon disco non tramonta mai, infatti sono pieno di dischi, CD e bobine, e sono sempre dell’idea che spendere circa quanto una pizza una volta ogni tanto per avere un disco ne vale la pena, specie se la musica è realizzata a regola d’arte. Unica cosa che posso parzialmente giustificare è che, nel caso dell’Italia, la musica è supertassata, il che va a ripercuotersi sul costo finale, che comunque resta accettabile, infatti non è la prima volta che sento gestori di un bar dirmi che tolgono la musica per risparmiare, dato che l’acquisto dell’impianto audio, essendo “un dispositivo di archiviazione” ha dentro anche la tassa SIAE antipirateria, il CD che acquista ha la tassa SIAE per i diritti d’autore e, infine, deve pagare la tassa per la diffusione di musica in luogo aperto al pubblico. Resta comunque il fatto che il “tutto gratis” in questo mondo non esiste per alcuna persona, incluse quelle che della musica ne fanno la ragione della propria vita oppure la creano perchè è un piacere, quindi, come sempre bisognerebbe raggiungere quell’equilibrio che sarebbe una grande conquista.

    D’accordo con tutto quanto e non posso che dare ragione sul dover ascoltare anche l’altra campana e, quindi, rendersi conto dei costi esorbitanti dei piccoli commercianti o gestori d’impresa che faticano a poter proporre uno show senza rimetterci soldi di tasca. Fortunatamente da qualche tempo in Italia è nata Soundreef, attendo fiducioso una svolta in questo senso.

    secondo me, la questione NON è la musica ma la RETE NON REGOLAMENTATA.
    Qualsiasi cosa in digitale di qualunque genere o natura si trovi in rete sarà sempre più scaricata.
    E mentre quando si copiavano i film in VHS si ottenevano delle copie schifose, oggi scarichi un file MP3 / MP4 ed è perfetto.

    Cito……… l’occasione fa……. etc. etc .

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