4 band grunge femminili che hanno fatto la storia – parte 2

4 band grunge femminili che hanno fatto la storia – parte 2

Nel rock, i gruppi tutti al femminile sono sempre stati digeriti poco dai fan del genere e la maggior parte di loro. Ciò nonostante nei primi anni ‘90, il grunge ruppe tutti gli schemi ed invase il mondo: più nello specifico ci furono 2 gruppi femminili in particolare che parteciparono attivamente alla nascita di questo genere, le L7 (Hell’s Heaven), e le Babes In Toyland.

Più o meno nello stesso periodo troviamo la band una band di Seattle che venne fortemente segnata dalla morte della chitarrista, le 7 Year Bitch. Qualche anno più avanti, la band della celebre Miss Cobain, Hole, irruppe sulla scena ottenendo una discreta risonanza mediatica grazie e soprattutto all’iconicità grunge al femminile di cui Courtney Love divenne simbolo.


7 YEAR BITCH

Poche band rock hanno un’eredità così peculiare e profondamente complicata come quella delle 7 Year Bitch. Formatesi a Seattle nel 1990 proprio mentre il mondo della musica stava per essere capovolto dall’esplosione del grunge, questa band di sole donne fu fin dall’inizio una band decisa a ritagliarsi il proprio spazio nel mondo del rock. La band si formava della batterista Valerie Agnew, della cantante Selene Vigil-Wilk, della chitarrista Stefanie Sargent e della bassista Elizabeth Davis-Simpson.

A differenza di molte band loro contemporanee, che erano spesso legate a particolari correnti punk femministe o a un’estetica specificamente grunge, le 7 Year Bitch erano una band punk rock molto più viscerale. Durante i loro sette anni di carriera, si sono dimostrate non solo delle pioniere del genere, ma anche musiciste e artiste incredibilmente tenaci e determinate. Gran parte del lavoro più iconico della band è stato ispirato da una serie di terribili perdite : la scomparsa della chitarrista fondatrice Stefanie Sargent nel 1992 e l’omicidio della frontwoman dei The Gits (nonché amica e mentore di lunga data) Mia Zapata, nel 1993.

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Le 7 Year Bitch, sono sempre state meno preoccupate di essere definite una band manifesto del femminismo: tenevano molto di più ad essere una rock band autentica e fuori dagli schemi ed alla fine. I loro tre album, quello di debutto del 1992 Sick ‘Em, quello del 1994 ¡Viva Zapata!, e l’ultimo, Gato Negro del 1996 – si classificano tra alcuni dei migliori dischi alternative/grunge degli gli anni ’90: dalle sonorità  pesanti tipiche del rock dell’epoca e dal songwriting dinamico arricchito da una buona dose di furia punk rock.

Ora, a quasi 20 anni dale loro ultime esibizioni live, le 7 Year Bitch sono pronte a pubblicare Live At Moe, un album dal vivo che documenta la band al culmine del suo successo.

In un momento in cui la nostalgia degli anni ’90 sembra raggiungere il massimo storico, ascoltare Live At Moe è un notevole salto nel passato, un viaggio che diviene promemoria su tutto ciò quel periodo ha rappresentato.

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Dopo lo scioglimento delle 7 Year Bitch, la bassista Elizabeth Davis si è unita alla band di San Francisco  Clone, con la quale ha suonato fino al 2003. Nel 2005, ha contribuito alla formazione della band Von Iva mentre la ex  cantante Serene Vigil formava una band di influenza gothic/ psychedelic dal nome Cistine, finendo poi per concentrarsi sul suo progetto solista dal quale darà vita al suo primo album nel 2010: That was then.

Roisin Dunne, la chitarrista, si unisce alla band The Last Goodbye nel 2006.

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HOLE

L’attitudine punk e quell’alone di decadenza d’animo esternato attraverso abbigliamento trasandato e del tutto opposto a mode, diviene estetica di genere che distingue e segna indelebilmente le ragazze di quegli anni. La vedova della rockstar più importante degli anni ’90, nonché frontwoman del gruppo Hole, uno dei gruppi rock femminili di maggior successo commerciale di tutti i tempi, è forse il simbolo più rappresentativo di quel decennio.

Stiamo parlando di Courtney Love, cantante e chitarrista della band alternative rock/ grunge Hole, fondata assieme al chitarrista Eric Erlandson a Los Angeles, California, nel 1989. Influenzato dalla scena punk rock di Los Angeles, e prodotto da Kim Gordon dei Sonic Youth, l’album di debutto della band, Pretty on the Inside (1991), non è passato inosservato. L’album ha infatti attirato l’interesse critico della stampa alternativa britannica e statunitense.

Il loro secondo album, Live Through This del 1994 , pubblicato dalla DGC Records, presentava invece melodie meno aggressive e contenuti lirici più contenuti, divenendo ampiamente acclamato ed ottenendo lo status di disco di platino a neppure un anno dalla sua uscita. Il loro terzo album, Celebrity Skin (1998), ha raccolto quattro nomination ai Grammy, segnando un notevole distacco dalle precedenti influenze punk e vantando un suono “maturo” nettamente più commerciale. La band ha sempre avuto una formazione girevole di bassisti e batteristi, ma a parte questo i nomi che più si sono distinti all’interno della formazione sono quello della batterista, Patty Schemel e delle bassiste Kristen Pfaff e Melissa Auf der Maur.

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Nel 2002 il gruppo si scioglie per perseguire altri progetti fino al 2010, quando le Hole si riformano per volere della Love, con nuovi membri. In seguito alla nuova formazione, viene pubblicato l’album Nobody’s Daughter (2010), originariamente concepito come secondo album solista della Love. Nel 2013, Courtney Love accantona per sempre il nome Hole, pubblicando nuovo materiale e facendo tour come artista solista.

La band vendette in totale oltre tre milioni di dischi solo negli Stati Uniti ed ebbe una vasta influenza sulle artiste femminili contemporanee. Studiosi di musica e femministe hanno anche riconosciuto la band come gruppo musicale di più alto profilo degli anni ’90, in relazione alle questioni di genere  supportate spesso da esibizioni  aggressive e violente da parte della Love, volte a simboleggiare e condannare  abusi sulle donne e sfruttamento sessuale.

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A dispetto della reputazione spesso polarizzante della Love che i media avevano di lei, la band Hole ricevette una consistente lode critica per la produzione, e venne spesso citata in merito al contributo musicale nella lotta femminista. Gli studiosi hanno infatti accreditato i testi della Love come “motori di una coscienza femminista della terza ondata“. D’altronde, il personaggio sovversivo della Love sul palco e l’immagine pubblica coincidevano con le canzoni della band: non vi era spazio per la finzione o la recita dei ruoli come invece accade oggi.

La band esprimeva dolore e rabbia, ma anche un messaggio di sopravvivenza, in particolare la sopravvivenza di fronte a circostanze schiaccianti. La giornalista musicale Maria Raha ha espresso un commento riguardo alla definizione sui testi della band correlati all’ipotetica terza ondata del femminismo: “Che tu ami Courtney Love o la odi, la band Hole era la band con la facciata femminile di più alto profilo degli anni ’90  l’unica che potesse cantare apertamente e direttamente sul femminismo.”

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Conclusione

Grinta, ribellione e spregiudicatezza, sono tutti aggettivi femminili e non a caso sono anche le caratteristiche principali che contraddistinguono queste donne del rock! Se poi aggiungiamo una buona dose di talento e determinazione, è il caso che il mondo intero le tema perché sono capaci di tutto. La storia di queste band è una storia di cause, rovesciamento di ruoli e di miti sfatati. È la prova tangibile ed assoluta che il rock è un attitudine e non fa distinzioni di sesso.?


Articolo scritto da Elena P.


Parte 1

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La passione di Simon per la musica nasce molto tempo fa, fino a portarlo al diventare arrangiatore, chitarrista e autore di musica auto-prodotta, pubblicata con la sua band, gli Onyria.

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