13 episodi sfortunati che i musicisti conoscono bene

13 episodi sfortunati che i musicisti conoscono bene

Tutti i musicisti lo sanno: fare musica ti espone a pericoli di ogni sorta e, soprattutto quando sei sul palco, ogni imprevisto può accadere. Di seguito 13 casi sfortunatissimi (d’altronde, è venerdì 13!) che sono accaduti almeno una volta a tutti noi – buona lettura!


 

1 – Quando ti si sgancia la tracolla

Sei in modalità assolo, una cosa degna di Petrucci stesso e sei lì che ti stai per buttare in una duckwalk o una scivolata di potenza alla Jack Black quando succede: la maledettissima tracolla si sganciaa! Tu fai la figura del pirla e lo strumento si danneggia. Per la prossima volta, munisciti di un paio di Strap Locks.

 

2 – Parti fuori tempo/tono

Il batterista si prepara a dare lo swing, inizia a contare, e 1, 2, 3 and rock! Ma siccome la tua adrenalina raggiunge livelli osceni prima di ogni pezzo, parti convintissimo sbagliando clamorosamente tonalità, accordo, tempo o addirittura pezzo! Anche se poi provi a dare un’occhiata veloce alla scaletta, non puoi più sottrarti allo sguardo impervio e arcigno dei tuoi colleghi di band. La prossima volta tieni un leggio a portata di mano con le annotazioni sui pezzi!

 

3 – Attenzione: rischio caduta!

Mai sottovalutare il rischio dei cavi volanti! Vere e proprie trappole per musicisti, i cavi lasciati in giro per il palco rappresentano un rischio di figura di m*rda elevatissimo. Per evitare acrobazie, tip-tap o epocali cadute raccomandiamo l’utilizzo di fascette raccogli-cavisistemi wireless, cavi multicore e ciabatte per dare una ripulita al pavimento.

 

4 – Sistema Wireless? Sì, ma le pile sono scariche!

Sei solito suonare per ore e utilizzare i trasmettitori wireless anche a prove per essere in grado di provare con largo anticipo le tue acrobazie con triplo carpiato all’indietro sul kit del povero batterista. Tieni però a mente che le batterie non sono infinite e un’occhiata al led di carica può salvare davvero la vita. Inoltre avere sempre un po’ di batterie di scorta non può far male di certo.

 

5 – Il classico: la rottura della corda

Che tu sia chitarrista, bassista o perfino batterista sai perfettamente che, nonostante i 365 giorni passati a provare senza colpo ferire, il tuo strumento deciderà di far sì che una corda (o una pelle) si rompa proprio 5 minuti prima dello show… o durante. Questo tipo di scalogna è purtroppo irremovibile dal destino di noi musicisti e va semplicemente accettata. Per questo è sempre saggio avere una muta di corde o di pelli di ricambio.

 

6 – Il cavo gracchiante da fastidio!

Nulla è più fastidioso di un cavo che gracchia e fa rumori strani non appena lo tocchi o che, addirittura, perde segnale a intermittenza. I cavi di bassa qualità sono a rischio rottura e malfunzionamento praticamente sempre, ed è una cosa che sarebbe preferibile evitare tanto per voi quanto per il povero pubblico. La soluzione è semplice: investi in cavi di qualità e un buon tester.

 

7 – Un soffio di vento e tutto vola via

Le partiture non amano il vento e, in caso di un concerto all’aperto, della presenza di ventilatori o aria condizionata, c’è da stare molto attenti. Per sopperire al problema esistono moltissimi leggii in alluminio o acciaio con un fermaglio per ancorare le pagine. Al giorno d’oggi, oltretutto, si utilizza sempre più spesso il tablet in sostituzione alla partitura e noi abbiamo persino inventato un gira-pagina bluetooth controllato dal piede.

 

8 – Mania da smartphone

É vero: viviamo in un mondo perennemente connesso e lo smartphone è essenziale per controllare le notifiche e comunicare con i fans. Durante il concerto, però, cerca di spegnerlo: le interferenze dell’antenna potrebbero disturbare il segnale dei sistemi wireless e non.

 

9 – Tutto collegato: dov’è il mio suono?

Non riesci a capacitartene: tutto funzionava perfettamente durante le prove e ora, invece, non c’è alcun suono. Hello darkness my old friend… usa cavi colorati e/o con elementi fluorescenti per trovarli più facilmente in caso tu dovessi ri-cablare parte del tuo setup per un malfunzionamento. Procurati anche una torcia portatile!

 

10 – Brinda ma non rovesciare il bicchiere!

Shit happens: un bicchiere poggiato sul bordo di una tastiera o accanto alla tua pedaliera può trasformare il tuo setup in un ammasso di apparecchiatura non funzionante nel malauguratissimo caso in cui il bicchiere dovesse rovesciarsi per una gomitata. Liquidi ed elettricità non vanno d’accordo. Per chi non può rinunciare a qualche bicchierino sul palco, abbiamo la soluzione.

 

11 – Improvise, adapt, overcome

Tutte le aste per microfono e i supporti per microfono hanno normalmente la stessa filettatura. Come regola generale l’adattatore è installato sempre sull’asta per essere rimosso o tenuto a seconda del tipo di supporto che andremo a montarci. É però capitato innumerevoli volte che l’adattatore mancasse, portando a litigi epocali all’interno della band. Controllare sempre che tutti gli adattatori siano presenti è buona cosa: un po’ di nastro adesivo risolve le situazioni più estreme.

 

12 – Voce… andata

Dopo ore di prove e dopo aver dato il meglio di te, arriva il momento del concerto. Mentre ti appresti a salire sul palco, però, ecco che la tua voce decide di scioperare e non mostrare segni di vita. Ok. Serata rovinata. La prevenzione è la miglior tattica per risolvere questo tipo di problema. Cerca di evitare di fumare, prendere freddo e sforzare troppo le corde vocali nei periodi precedenti ai concerti. Altrimenti, ci sono degli olii essenziali in formato spray che fanno miracoli.

 

13 – Vittima del maltempo

L’annullamento di un concerto per maltempo è una cosa molto frequente, soprattutto se si parla di concerti all’aperto, open-air, festival e feste paesane. Non possiamo suggerirti molto in merito dato che la natura è imprevedibile e incontrastabile: al limite abbiamo un simpatico ombrello. Occhio a non aprirlo al chiuso, porta sfortuna! 😉

 

Hai qualche aneddoto intriso di sfortuna da condividere? Lasciaci un commento 😉 

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La passione di Simon per la musica nasce molto tempo fa, fino a portarlo al diventare arrangiatore, chitarrista e autore di musica auto-prodotta, pubblicata con la sua band, gli Onyria.

6 commenti

    Giornalista ubriaco che si appoggia ad una piantana spia dell’impianto voci e questa crolla sui miei sassofoni schiacciandoli

    > Aaaargh! Danno da quante migliaia di €?

    Il mio amico e bassista del gruppo in cui suonavo qualche anno fa, durante un concerto, decide di portare il tempo col piede su un pezzo a ritmo di marcia.
    Ci va pesante a pestare.
    Bam! Salta tutto.
    Silenzio strumentale.
    Il pubblico mormora. Qualcuno ridacchia.
    Il tastierista chiede “ma che è successo?”
    Passa qualche secondo. Quando capisce cosa sia stato, se ne esce con “Salvatore… Vaffanculo!”
    Peccato che proprio IN QUEL MOMENTO avevano riattivato l’impianto.
    E da Modena l’hanno sentito fino alle valli di Comacchio.

    Vorrei aggiungere qualche suggerimento a quanto consigliato da Simon (che comunque sono buoni consigli).
    Per le tracolle oltre i security locks ,per me indispensabili, aggiungerei anche di sostituire l’anello di raccordo, di forma rettangolare, tra la tracolla ed il finale occhiellato che si fissa con il securty e si ancora sulla fascia destra perchè se è di plastica si rompe sicuramente se il chitarrista è soltito saltare ed ha una solid body piuttosto pesante a me è successo ed ho dovuto terminare la serata con la camba destra appoggiata alla spia per potere sostenere lo strumento.
    Per le pile io uso quelle del tipo ricaricabile perchè durano assulutamente per tutto il tempo della serata e quindi non ti devi preoccupare a che punto sta la carica fermo restando che però ti devi ricordare di metterla sotto carica prima dell prossimma performance e poi c’è il grossissimo vantaggio che una pila ricaricabile, se di buona qualità, ha una vita di almeno 4 anni evitando così di fare un “secchio” di pile di tipo non ricaicabile nel corso ti tale periodo…il pianeta terra ringrazia.
    Corde che si rompono: la soluzione più semplice è di avere una strumento pronto ma non tutti amano questo opzione perchè comunque è sempre un costo aggiuntuvo al proprio budget e poi ti devi portare dietro due strumenti il chè non è propio pratico quindi il mio consiglio è di trovare il giusto plettro.
    Negli anni 70 usavo i Fender di tartaruga da 1 mm con il risultato che ottenevo un’ottimo suono gritoso come piace a me ma con l’inconveniete di una sovente rottura di corde (in contemporanea ad un’altro tipo di rottura…).
    Col passare del tempo ho scoperto che riducendo lo spessore del plettro e sopratutto il rapporto grip dita/corda, il fenomeno rottura diminuiva drasticamente.
    Sono più di 20 anni che uso i Dunlop 0,6 e che non ho, di questo periodo, memoria di corde rotte senza per altro compromettere il suono anzi devo dire che sono molto più sottisfatto adesso.
    Per quanto riguarda il bicchiere pieno NON APPOGGIATELO MAI SOPRA UN’AMPLIFICATORE le vibrazioni lo spostano facendolo cadere in terra sopra a ciabatte di distribuzione elettrica oppure ad altre apparecchiature a terra rischiando il danneggimento delle stesse ed il black out della serata.
    Quanto sopra è ancora più probabile se le bevande sono gassate.
    Per il maltempo ci sarebbe da fare un forum perchè è vero che se piove nessuno può farci niente ma è altrettonto vero che se il palco è coperto non tutto è perduto (specialmente le attrezzature della band) ma questa è un’altra storia rimanendo ai consigli personalmente con la mia band ci portiamo sempre dei teli di tipo anellati da tenersi pronti all’uso per coprire la nostra strumentazione quando si mette a piovere magari con qualche zavorra per opporsi ad eventuali rafffiche di vento che inevitabilmente scoprirebbero il tutto.
    Chiedo scusa per questa “filippica” e spero che a qualcuno questi miei consigli possono servire.

    > Consigli preziosissimi: complimenti per l’esperienza e il vissuto! Saranno sicuramente utili ai nostri lettori
    Grazie Antonio 🙂

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